Convenzione con Mediaset Premium

Ho sempre amato il Cinema e la Serie Tv, ma ultimamente mi sto concedendo il lusso di guardare qualche trasmissione in più che parli di cucina…

Recentemente ho conosciuto uno degli account di Mediaset Premium e così, con la speranza di fare una cosa utile ai miei lettori, ho stabilito un accordo con questo importante gestore di reti televisive, per cui, da qui a fine settembre, chiamando la nostra info line 349/1790549 (evitando così i costi dell’199…), sarà possibile attivare un ABBONAMENTO Mediaset Premium a condizioni speciali:

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 La nostra Info Line è a disposizione anche per ulteriori informazioni.

Mi auguro di aver fatto cosa utile…

Buona visione a tutti!!

“La Primavera di Barbara” Prosecco DOCG – Az. Merotto

Data degustazione: 12 agosto 2014
Vino: “La Primavera di Barbara” – Prosecco Superiore D.O.C.G. Millesimato

Azienda: Casa Vinicola Merotto (Col San Martino – TV)

Titolo alcolometrico: 11,5° alc.
Annata: 2013

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Esame visivo:

– Limpidezza: brillante,
– Colore: giallo paglierino tenue,
– Effervescenza: bollicine fini, persistenti e numerose.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: abbastanza complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: Fruttato (frutta bianca), floreale. Un naso leggero, ma stuzzicante.

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: abbastanza caldo
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: medio,
– Acidità: fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: abbastanza sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: abbastanza persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: una bellissima espressione di Prosecco DOCG. Un vino versatile, da bere anche in momenti diversi della giornata, ovviamente senza avere particolari pretese. Ottimo con salatini, quiche e formaggi poco stagionati.

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: maturo,
– Armonia: armonico.
– Mio voto in centesimi: 82.

Non chiamatelo “Prosecchino”

BREVE TOUR DEL VENETO – SECONDA PUNTATA

Non si può dire di esser stati in Veneto, senza riportarsi a casa almeno un po’ di Prosecco…ma per approfondire al meglio il mondo affascinante che si cela dietro quello che è uno dei prodotti enologici più venduti in Italia, mi sono recato presso la Cantina Merotto a Col San Martino.

Qui ho avuto la possibilità di intervistare il loro tecnico: Mark Merotto.

Io con Mark 1

Con lui ho capito la grande differenza che c’è tra il Prosecco DOCG e quello DOC.
La zona della DOC è situata esclusivamente in pianura, con una estensione di circa 20 mila ettari tra Veneto e Friuli (area vasta, terreni e climi diversi).
Per evitare di farsi “copiare il nome”, si è scelto di depositare il termine “Prosecco” facendo passare la DOC a DOCG e l’IGT a DOC.

Oggi quando parliamo di DOCG intendiamo una zona esclusivamente collinare, con una produzione molto inferiore rispetto alla DOC e con una superficie di appena 6000 ha, la cui zona storica va da Conegliano a Valdobbiadene.

La necessità di “sfruttare un nome conosciuto”, spendendo poco, ha portato ad una grande richiesta sul mercato della DOC, a tal punto che oggi è possibile affermare che “il primo alleato del prosecco DOC é il DOCG e il primo nemico del DOCG é il DOC“.

Non conoscendo a fondo le differenze che vi sono tra la DOCG e la DOC, infatti, si tende a prediligere l’acquisto della seconda tipologia, con ripercussioni non proprio positive per la DOCG.

Il top del Prosecco è il Cartizze, seguito dal Prosecco DOCG. La prima qualità di DOCG è il Rive (legato ad una specifica zona produttiva), con un disciplinare più restrittivo del DOCG, che prevede 6000 ha totali per meno di 70 milioni di bottiglie (90% spumante con una pressione in bottiglia di minima 3,5 atm, il rimanente 10% è costituito da vino fermo e frizzante, con una pressione che non va oltre le 2,5 atm).

Fatta questa breve, ma doverosa introduzione, andiamo ora a parlare in maniera più specifica dell’Azienda Merotto.

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Le tipologie di spumante sono 3:
– Brut (0-12 g/l di zucchero);
– Extra dry (12-17 g/l);
– Dry (17-35 g/l).

Il 60% del prodotto è extra dry perché rispecchia maggiormente il vitigno. L’uva di Glera, infatti, ha delle caratteristiche molto fruttate, freschezza e fragranza: tali sensazioni vanno gustate entro due anni. Non si tratta, infatti, di un vino predisposto all’evoluzione in bottiglia.

Sylvot e Cappuccina sono i principali sistemi di allevamento, con una densità di 3000/3500 ceppi/ettaro.
I terreni sono marne-arenaree-cineree.
Il Glera ha un grande sviluppo fogliare, ma non si fanno defogliazioni, in quanto i terreni sono disposti a sud, senza problemi di ristagno e permettono di non fare defogliazioni, anche perché si dovrebbero fare a mano, su un sistema di allevamento non idoneo alla defogliazione; sono, invece, previste 2 o 3 potature verdi.

Dintorni 5

Alcolicità moderata e grande beva, unitamente a stili di vita abbastanza frenetici, hanno concorso al grande successo commerciale del Prosecco, pronto per essere gustato in qualsiasi momento della giornata.
Il residuo zuccherino intermedio dell’extra dry accontenta più palati.
Verdiso (acidità), Bianchetta (maggior grado zuccherino) e Perera (profumi) possono concorrere in piccole percentuali, aggiungendosi così al Glera.

I terreni in pendenza favoriscono il drenaggio. Ogni anno vengono impiantate nuove viti, senza estirpare quelle vecchie che, con le loro radici, evitano frane.
Una vite entra in piena produzione verso l’ottavo anno e nello stesso vigneto vi sono viti di diversi anni: questo favorisce l’ombreggiamento delle nuove viti e la competizione radicale, integrando anche sfumature aromatiche diverse.

In collina è possibile effettuare un minor numero di trattamenti perché ci sono meno ristagni di umidità.

La vendemmia dura almeno 20 giorni, perché in punti diversi della collina, l’uva raggiunge la perfetta maturazione in tempi diversi.
Produzione: 500.000 bottiglie. 40% del venduto all’estero.
Tra proprietà e affitto, l’azienda dispone di circa 20 ettari.

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Prodotti principali:
– 2 versioni di brut (“Graziano Merotto” e “Bareta”. Il primo è particolarmente interessante, poichè ottenuto da un solo vigneto. Il mosto fiore va direttamente in autoclave per diventare spumante e poi resta sui propri lieviti per altri 6-7 mesi, prima di venir filtrato ed imbottigliato);
– 1 extra dry;
– 1 dry (“La Primavera di Barbara”);
– Rosè: base di pinot nero.

In generale, si fanno assemblaggi di vini fermi diversi, ottenuti da uve raccolte in zone diverse, con caratteristiche diverse, per poi fare la presa di spuma in autoclave ed ottenere un vino che sia extra dry/dry.

Nonostante una considerevole produzione, il primo produttore di spumante al mondo rimane ad oggi la Germania, seguita dalla Russia.

Tuttavia in Italia e non solo, ormai, il termine “Prosecco” è talmente in voga da aver quasi soppiantato il termine “Aperitivo” e il consumatore medio tende anche ad indicare con questa parola il vino frizzante…qualunque esso sia!

Tra ciò che un barista può acquistare a 2 o 3 a bottiglia ed un Prosecco DOCG, però, c’è molta differenza…quindi…la prossima volta che vorrete fare un aperitivo con questo vino…per favore…non chiamatelo “Prosecchino”!!

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(Clicca qui per vedere altre foto di questa visita).

Consigli gastronomici:  a circa 20 minuti da questa Cantina si trova l’Ostaria al Contadin.
Un agriturismo con camere dove è possibile mangiare carne allo spiedo e piatti tipici della zona.
Produzione anche di vino proprio (Azienda Agricola Crodi).
Davvero un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Nel caso vi trovaste in zona, l’indirizzo preciso è
Via Capovilla 17-19
31030 Combai di Miane (TV)
Tel: 0438/960064

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Festa del Verdicchio di Staffolo

In maniera estremamente casuale sono venuto a sapere che dal 21/08/2014 al 24/08/2014 a Staffolo (AN) si terrà la
Festa del Verdicchio!!

Un carnet interessante di manifestazioni in programma attorno a quella che è una delle punte di diamante della nostra Regione!

Andiamole a vedere subito…

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Non posso che rimandare al sito ufficiale del Comune di Staffolo per ulteriori informazioni, o alla pagina facebook dedicata.

Spore di Reishi

Le Spore del Ganoderma lucidum

La maggior parte delle proprietà terapeutiche del Ganoderma si trovano all’interno delle sue spore. Questa parte della pianta è una delle più ricche in principi attivi.

Principi attivi delle Spore Ganoderma Lucidum

Le spore di Ganoderma lucidum sono praticamente “il seme” del fungo, responsabili della crescita e della riproduzione di queste organismi biologici. Nel caso del Ganoderma lucidum, le spore sono rivestite da una doppia membrana: ciò le rende non facili da assorbire da parte degll’intestino.

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Le spore di Ganoderma lucidum sono particolarmente interessanti, rispetto alle altre parti della pianta, poichè contengono triterpeni, che sembrano essere in grado di agire contro il virus HIV e contro diverse tipologie di cancro, stimolando il sistema immunitario.
Inoltre, le spore di Ganoderma lucidum sono ricche in polisaccaridi, alcuni dei quali, come il  β-d-glucano, si  trova soltanto nelle spore di questo fungo.

Altri componenti presenti nelle spore del Ganoderma

spore - fonti di salute

Altri componenti presenti nella membrana cellulare del Reishi, sono:

–    Lipidi, propri e specifici, con un ruolo molto importante nell’inibizione dello sviluppo della neoplasia.

–    Ergosteroli, con potenti proprietà contro l’invecchiamento. Un elemento che inoltre ha la proprietà di convertirsi in vitamina D, quando si prende il sole, fondamentale per
l’assimilazione di fosforo e calcio.

Altro elemento fondamentale contenuto nelle spore del Ganoderma è il Germanio Organico: un minerale con effetti molto positivi per combattere diverse malattie come l’artrite, i problemi del sistema immunitario o l’ipertensione.

L’aspetto più interessante, però, è che la concentrazione di Germanio nel Ganoderma è decisamente molto più elevata che in qualsiasi altra pianta.

Cosa contiene il Reishi

Per concludere: le spore del Ganoderma lucidum contengono la maggior parte dei composti benefici. Recenti studi dimostrano la presenza di minerali benefici che includono potassio, magnesio, calcio, sodio, manganese, ferro e zinco. Questi minerali hanno una energica attività biologica in grado di prevenire molte malattie dell’organismo umano, anche gravi, come i tumori, la depressione, i problemi del sistema respiratorio o le malattie del sistema cardiaco.

Se “prevenire è meglio che curare”, iniziamo ad assumere bevande che contengano queste spore, per aiutare da subito il nostro organismo a stare meglio!!

Per maggiori approfondimenti clicca qui.

Gran Cuvée Bianca – Villa Rinaldi

Data degustazione: 11 agosto 2014
Vino: Gran Cuvée Bianca – Chardonnay 100%

Azienda: Villa Rinaldi

Titolo alcolometrico: 12,5° alc.
Annata: riserva millesimata 2012

Villa Rinaldi 2

Esame visivo:

– Limpidezza: cristallino,
– Colore: giallo paglierino acceso, tendente all’oro,
– Effervescenza: bollicine fini, persistenti e numerose.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: abbastanza complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: Fiori bianchi e gialli, leggera frutta esotica. Crosta di pane.

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: abbastanza caldo
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: abbastanza persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: uno spumante di ottimo livello. Con un naso pulito ed una bocca stuzzicante, grazie alla sua bollicina elegantissima. Perfetto con piatti di pesce, carni bianche e per aperitivi.

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: maturo,
– Armonia: armonico.
– Mio voto in centesimi: 85.