Grillo 2013 – Az. Terre del Sole

Data degustazione: 27 gennaio 2015
Vino: Grillo

Azienda: Terre del Sole (di Vito Zerilli)

Titolo alcolometrico: 13° alc.
Annata: 2013

Fronte Retro

Esame visivo:

– Limpidezza: brillante,
– Colore: giallo paglierino con riflessi dorati,
– Consistenza: abbastanza consistente.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: abbastanza complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: fruttato leggero (albicocca, mandorla), floreale (fiori gialli leggermente essiccati).

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo,
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: sapido,
– Equilibrio: abbastanza equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: persistente,
– Qualità: abbastanza fine,
– Osservazioni: vino prodotto con uno dei vitigni autoctoni siciliani, questo Grillo si apre lentamente, col passare dei minuti, regalando profumi intriganti. Colore già acceso, brillante, da vino importante. Struttura piena, alcolicità notevole, forse anche leggermente eccessiva, ma nel complesso un vino elegante che penso potrebbe sposarsi bene con minestre di patate, petto di pollo in umido, tagliatelle al limone, orecchiette con le cime di rapa, cannelloni bianchi ai carciofi, rustici e salatini.
Per maggiori informazioni, visitate la pagina facebook dell’azienda, sempre in aggiornamento.

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: maturo,
– Armonia: armonico.
– Mio voto in centesimi: 85

Annunci

Novello o Vino Nuovo? Facciamo chiarezza….

Finalmente siamo nel periodo dell’anno più indicato per consumare il Vino Novello!
Si, avete capito bene: il vino novello andrebbe consumato da Gennaio a Maggio, più che già a novembre, come tradizione…

Perchè? Prima di spiegare il perchè è necessario fare chiarezza su un punto importante: Vino Novello non è sinonimo di Vino Nuovo.

Non si tratta di due espressioni intercambiabili, anzi…

Il Vino Nuovo è il vino “fresco”, figlio dell’ultima vendemmia. Si tratta di un prodotto che, volendo, potrebbe andare incontro ad altre operazioni enologiche prima di esser pronto per il consumo; dipendendo dalla varietà di uva utilizzata e dall’obiettivo dell’enologo, però, a volte è possibile iniziare a consumarlo anche da subito, con tutti i caratteri di “giovinezza” accentuati. Si tratta, infatti, di un vino giovanissimo, molto profumato, ma magari un po’ “grezzo”…

Il Vino Novello, invece, è il prodotto di una tecnica enologica particolare, elaborata in Francia nel 1934, che non prevede la pigiatura delle uve: la macerazione carbonica.

IMG_3373

I grappoli appena colti e non diraspati, vengono messi tutti interi in una vasca satura di anidride carbonica o di azoto, dove vengono lasciati per un periodo che va da 5 a 10 giorni, ad una temperatura di circa 30°C, con l’aggiunta di anidride solforosa. La temperatura non deve superare i 35 gradi centigradi e con temperature attorno ai 20-22 gradi, la macerazione sarà portata a termine in 10-12 giorni.

All’interno del recipiente i grappoli che si trovano sul fondo restano schiacciati dal peso dell’uva sovrastante: si forma, così, del mosto che, grazie agli enzimi, inizia a fermentare producendo così alcol e ulteriore anidride carbonica. L’ambiente, saturo di CO2, innesca una fermentazione intracellulare (o autofermentazione), costringendo le cellule a modificare il proprio metabolismo.

All’interno dell’acino avviene, quindi, una fermentazione enzimatica che trasforma solo una piccola quantità di zucchero in alcool e si arresta quando le cellule muoiono per l’alcol e per asfissia : durante questa autofermentazione, infatti, l’acido malico viene degradato prima ad acido piruvico, poi in aldeide acetica e, infine, in alcol etilico.

novello autoclave

Quando si decide che il processo può ritenersi concluso, si apre il contenitore e si procede ad una pigiatura delle uve, a cui, volendo, si possono anche aggiungere lieviti selezionati: così, in pochi giorni, avverrà la fermentazione che terminerà la trasformazione degli zuccheri in alcol.

Questa tecnica, oltre a degradare l’acido malico, uno dei principali acido del vino, responsabile della freschezza ma anche della “durata” di un vino (motivo per cui il Novello ha “vita breve”), favorisce la formazione di sostanze profumate e glicerina, la migrazione dei pigmenti e di altre sostanze dalla buccia alla polpa.

Il vino che si ottiene da questa tecnica è un vino facile da bere, leggermente tannico e con una struttura generale non predisposta all’invecchiamento; infatti di solito si consiglia di utilizzarlo entro la primavera successiva alla vendemmia. Il novello ha colori intensi ed è caratterizzato d’aromi secondari (o fermentativi), con una prevalenza di sentori fruttati. Generalmente sono vini morbidi e armonici.

louis-jadot-beaujolais-villages-beaujolais-france-10300991

Le direttive francesi prevedono che il Beaujolais Nouveau venga prodotto esclusivamente in purezza con uve di Gamay attraverso la macerazione carbonica e la sua commercializzazione può avvenire dal terzo giovedì di novembre. La legislazione italiana, invece, è meno restrittiva per quanto riguarda il Novello, limitando ad un minimo del 30% le uve che devono essere sottoposte a macerazione carbonica, mentre per il restante 70% può anche essere utilizzata la vinificazione classica. Inoltre, i produttori italiani di novello possono utilizzare uve provenienti da 60 vitigni diversi e possono commercializzarlo a partire dal 6 novembre di ogni anno.

E’ da sottolineare che il metodo di vinificazione con macerazione carbonica, oltre alle caratteristiche olfattive particolari, dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi.

I vini novelli sono quindi leggeri, meno strutturati, morbidi e con pochi tannini, molto profumati soprattutto di aromi primari, fruttati con una dominante di albicocca e banana ed esprimono il meglio del loro potenziale dopo qualche settimana/mese di riposo in bottiglia.

Il novello è un vino dal corpo medio, rotondo, morbido, con una tannicità mai violenta ed un grado alcolico che difficilmente supera gli 11% vol.

IMG_3374

Con cosa bere il nostro novello?

L’accostamento tradizionale, dettato anche dal periodo in cui esce sul commercio, è quello con le caldarroste e con tutti i piatti a base di farina di castagna.

Tuttavia, può risultare gradevole anche con piatti leggeri sia a base di pasta che di carne (meglio se bianca), con formaggi freschi, poco stagionati e con salumi non troppo grassi.

Un buon bicchiere di vino novello può essere apprezzato anche come aperitivo, vista la sua semplicità ed il moderato grado alcolico.

FORMAGGI-PRUNOTTO

Per quanto riguarda la tipologia da scegliere, data la penuria di informazioni generalmente riportate in etichetta, conviene orientarsi su vitigni poco tannici e fruttati, quali Merlot, Montepulciano d’Abruzzo, Barbera, Teroldego Rotaliano, Sangiovese, ma anche Primitivo e Malvasia Nera Pugliese, magari meno generosi come sentori varietali, ma con una maggior acidità fissa, in grado di conferire al vino freschezza ed armonia.
In generale, quindi, sono da preferire i vitigni con basso contenuto tannico, in grado di consentire una migliore esaltazione della morbidezza e dei profumi.

La temperatura a cui servire un vino novello è leggermente più bassa di un paio di gradi rispetto a quella di un vino rosso giovane, quindi attorno ai 10°C.

Augurandomi che voi tutti ne abbiate preservata qualche bottiglia per un aperitivo diverso dal solito, non mi resta che augurarvi di brindare con un buon Novello….

Cin Cin!!

La Pizza ambasciatrice del made in Italy al Sigep

Comunicato stampa giratomi da Marzio Matteucci.

La Nazionale Italiana Pizzaioli ha ospitato chef e master chef provenienti da ogni parte del mondo intenzionati ad approfondire i segreti del cibo ambasciatore per eccellenza del made in Italy – I Campionati e i nuovi campioni – Il Progetto Dovilio’S – La Nip Academy – Soddisfazione di Giorgia Maioli e Dovilio Nardi
Giorgia Maioli, Dovilio Nardi e parte della delegazione internazionale di chef ospiti della Nazionale Italiana Pizzaioli
Il Sigep non è solo sinonimo di pasticceria e cioccolateria. L’edizione 2015 del Salone Internazionale di Rimini verrà ricordata per molto tempo come l’edizione dei record. Record di visitatori, record di operatori stranieri, record di giornalisti accreditati che hanno affollato i padiglioni della Fiera. A questi record vanno sicuramente aggiunti i tanti professionisti internazionali che hanno frequentato l’area messa a disposizione da RiminiFiera alla Nazionale Italiana Pizzaioli (www.nipfood.com) per una serie di iniziative che hanno animato per cinque giorni i padiglioni dedicati all’Arte Bianca. Tra le tante iniziative, esibizioni e incontri che si sono susseguiti a ritmo incalzante vanno segnalati il 2° Campionato nazionale Nuovi pizzaioli, riservato ai giovani pizzaioli che ha visto l’affermazione di Daniele Mirarchi e di Davoli Marina (Catanzaro). Il 16° campionato mondiale Pizza del Futuro che ha registrato la partecipazione di concorrenti provenienti da Peru’, Romania, Germania, Brasile, Inghilterra, Slovacchia, Bulgaria, Francia, Israele, Svezia, Cina e che ha visto l’affermazione dell’Italo-peruviano Antonio Bencivenga nella categoria “Pizza tonda classica”. Simone Alessi di Castelgomberto (Vi) si è aggiudicato il titolo mondiale per la pizza gluten free e potrà godersi un viaggio in elicottero sulle Dolomiti messo in palio da Schär, azienda leader nell’alimentazione senza glutine. La migliore pizza con impasto a base di farina di Kamut è stata invece realizzata da Guerrino Liutio di Cerveteri (Rm). Potrà fregiarsi del titolo di Campione del mondo 2015 per la categoria “Dietpizza” Alessandro Pasini di Forlì (Fc). L’albanese Luan Sherifi si è infine aggiudicato il titolo per la “Pizza Dessert”.
Campionato italiano nuovi pizzaioli- I vincitori
L’evento ha avuto quest’anno una giuria di grande spessore internazionale con chef e master-chef provenienti da Italia, Francia, Inghilterra, Svizzera, Romania, Bulgaria e Slovacchia.

Grande interesse ha suscitato anche il progetto di pizzeria chiavi in mano Dovilio’S elaborato in collaborazione con Mialuna (www.mialuna.net) e presentato in anteprima a Rimini. Un progetto pensato anche per i mercati esteri in grado di offrire al pubblico una pizza alla pala di grande qualità e tutta made in Italy, ma con un investimento iniziale per l’avvio dell’attività estremamente contenuto. Affollati anche i momenti di presentazione dei corsi della Nip Academy, alta scuola di formazione per pizzaioli con sede a Forlì.
Particolarmente soddisfatti Dovilio Nardi, leader indiscusso della Nazionale Italiana Pizzaioli e Giorgia Maioli, Project Manager di RiminiFiera entrambi intenzionati a sviluppare sul tema pizza ulteriori progetti di internazionalizzazione già a partire dalla prossima edizione del Sigep.
Dovilio'S il progetto di pizzeria chiavi in mano

Intervista a CulturAgroalimentare.com

Nella mia (purtroppo ancora breve) carriera televisiva o quando conduco un video aziendale, di norma sono io ad intervistare una persona e rivolgere domande inerenti un determinato campo…

Questa volta, invece, sono stato messo “dall’altra parte” dai ragazzi di “Io Scelgo Italiano” che hanno voluto intervistarmi, come “promotore” della diffusione della Cultura per il cibo e per il vino di qualità.

Oltre che sul loro sito, ho deciso di riproporre questo breve scambio di battute e di idee anche qui…

Buona lettura!!

557919_10200945295944811_455884036_n

1) Potresti dirci, in poche righe, come è nata l’idea di creare il blog CulturAgroalimentare ?

Era Luglio del 2013 e stavo seguendo i corsi di un Master in Agrifood Management. Una delle relatrici parlava dell’importanza di avere un blog e forniva spunti su come svilupparlo….e lì mi venne l’idea! Inizialmente volevo usare il mio blog esclusivamente come mezzo “di ripasso” per le lezioni, da poco concluse, del secondo livello del corso per diventare sommelier e per narrare qualche aneddoto o approfondire tematiche legate al mondo del vino.
I blog incentrati su questo prodotto, però, erano già parecchi e non ritenevo fosse giusto limitarmi a parlare solo di argomenti che avessero a che fare con le mie competenze acquisite con Laurea in Enologia e con i vari corsi da sommelier ed assaggiatore di vino. Volevo poter sfruttare anche la mia Laurea principale: quella in Tecnologie Alimentari, oltre a parlare anche di olio, dato che sono un assaggiatore iscritto alla Camera di Commercio di Ancona…. e così, anche con una certa dose di ambizione, è nato CulturAgroalimentare.com

2) La “mission” del tuo progetto è legata al tuo desiderio di condividere la passione per il vino e per il cibo di qualità. In tempi in cui si sente spesso parlare di scandali nel settore alimentare (un esempio per tutti, le “mozzarelle blu” di qualche anno fa), è difficile, per il consumatore medio, riuscire a riconoscere un prodotto di qualità da uno mediocre?

Difficile se non impossibile…. Tempo fa sentivo un medico criticare un olio che “gli pizzicava in gola…” Il nostro “amico”, a quanto pare, non sapeva che il piccante e l’amaro sono due indizi della qualità di un olio, poichè legati al contenuto polifenolico. Se l’ignoranza parte da chi dovrebbe, invece, essere un po’ una guida per il consumatore, tutto diventa più difficile….
Mettiamoci anche che la Globalizzazione permette a prodotti dalla dubbia qualità di arrivare sugli scaffali dei nostri negozi a prezzi estremamente competitivi, ecco che diventa sempre più arduo tenere fede al principio di Ippocrate che vorrebbe che il cibo sia la nostra medicina”.

3) Siti come il tuo, in cui i vari prodotti vengono analizzati in modo rigoroso possono essere d’aiuto per indirizzare il consumatore verso produttori affidabili ed educarlo dal punto di vista agroalimentare. Dovendo valutare la qualità dei prodotti, in base alla tua esperienza, che voto complessivo daresti ai produttori locali che hai incontrato? Sono mediamente attenti a curare la qualità dei loro prodotti?

In questo primo anno e mezzo mi sono concentrato quasi esclusivamente sui vini, anche grazie alle competenze abbastanza approfondite in materia di analisi sensoriale e degustazione sviluppate negli anni. Tuttavia, non mi dispiacerebbe affatto assaggiare anche oli d’oliva ed altri prodotti, per poter dare spunti utili a tutti gli “enogastrocuriosi” come me.
E’ chiaro che, se potessi vivere esclusivamente della mia passione per la comunicazione del mondo agroalimentare, concentrandomi sulle fiere di settore, sulle visite alle aziende e sulle degustazioni, potrei approfondire molto di più tanti aspetti interessanti legati al mondo del Food & Beverage.
Tuttavia, anche grazie agli eventi in cui sono stato coinvolto come blogger, posso dire che l’Italia è senza dubbio una delle zone del mondo più gratificanti per i palati esigenti e noi che viviamo tra le Marche e l’Abruzzo, siamo senz’altro molto fortunati: dal Montepulciano d’Abruzzo del Teramano, al Tartufo di Acqualagna, passando per il Vin Cotto del Maceratese ed il Verdicchio della Valle dell’Esino…. Abbiamo produttori attenti alla cura del dettaglio ed alla valorizzazione delle tipicità. Elementi fondamentali per difendersi da chi cerca di immettere sul mercato solo prodotti low cost, provenienti da fabbriche dislocate ben lontane dal nostro Paese.

4) Parlare di qualità spesso in passato significava rivolgersi ad una clientela di livello medio-alto, persone che possono permettersi di spendere di più rispetto al comune consumatore. Pensi che questo discorso sia sempre valido ed addirittura enfatizzato dalla crisi economica? Oppure anche il consumatore medio ha iniziato ad interessarsi alla qualità del cibo che mette nel carrello della spesa, privilegiando magari produttori locali?

Penso che pochi mesi fa ho partecipato ad una serie di eventi in cui ho capito quanto siamo fortunati a poterci permettere la Sardina dell’Adriatico: il miglior esempio di come non sempre sia necessario svenarsi per portare in tavola qualcosa che sia al contempo buono e salutare.
Caviale, sushi e sashimi ed altre mode provenienti da altri paesi, stanno facendo in parte cambiare i gusti degli Italiani, in parte convincendoci che sia buono solo ciò che è “trendy” e che, ovviamente, ha un costo abbastanza elevato.
Sicuramente la contrazione economica che viviamo da ormai troppo tempo, ha portato la maggior parte di noi a puntare i prezzi più bassi segnalati sugli scaffali dei Discount, prestando meno attenzione a tutto ciò che è riportato in etichetta.
Per vincere le difficoltà di questo periodo, possiamo ricercare idee utili anche nei programmi di cucina che sono ormai trasmessi su ogni canale: prendiamo spunti ed idee per realizzare a casa piatti “da leccarsi i baffi“. E’ possibile. Con il km zero e l’attenzione al produttore, tutti, dal consumatore medio a quello più istruito fino a quello che non ha problemi di denaro, possiamo trattarci bene, alimentando l’economia della zona in cui viviamo e mettendo in tavola qualcosa di sano e gustoso.
Particolarmente importante è, in questo momento, il ruolo della Ristorazione che deve costantemente rinnovarsi ed aggiornarsi, proponendo piatti legati al territorio, realizzati con materie prime semplici, ma imbattibili: spezie, erbe aromatiche, pesce o carne, a seconda della zona, farine italiane.

5) Puoi dirci quale è il tuo vino preferito tra tutti quelli che hai assaggiato e a quali piatti della tradizione locale ti piace abbinarlo? Magari senza dirci il nome dell’azienda che lo produce!

Io sono un amante di tutti quei vini caldi e profumati, ideali da bere da soli o con qualche dolce…. Quindi passiti e vino cotto… Da buon marchigiano, nato a Jesi, sono un fan del Verdicchio, con un debole per la Lacrima.
Il vino migliore in assoluto, però, è il prossimo….
Quello che ancora non ho assaggiato.
Perchè la vita è una ricerca continua e la vite è un dono di Dio agli uomini, che devono saperla amare ed utilizzare nel miglior modo possibile.
Abitando ad Ancona, sono sempre molto contento quando c’è dell’ottimo pesce sulla mia tavola, quindi, a seconda della cottura, un bel Verdicchio importante oppure una fresca bollicina! Anche un Prosecco, purchè DOCG!

6) Puoi darci qualche anticipazione su nuove rubriche che hai in programma di inserire nel tuo blog?

Prima di tutto, un progetto: il Circuito CulturAgroalimentare. Un numero ristretto di Aziende che realizzino prodotti di qualità, da conoscere e comunicare sul mio blog e sugli altri siti sui quali posso scrivere. Vorrei diventare ambasciatore, in Italia e non solo, di quelle realtà che hanno passione, ambizione e voglia di emergere, per aiutarle a comunicare più efficacemente il valore del loro Brand e dei loro prodotti.
In secondo luogo, vorrei riuscire ad inserire nel mio blog, una rubrica video, di approfondimento sul mondo del vino e sulla degustazione. Per dare a tutti, con filmati brevi e semplici, le nozioni principali per capire ciò che mettiamo nel bicchiere.
Per il resto….restate connessi e mettete il vostro like sulla pagina facebook di CulturAgroalimentare!
In fin dei conti, l’unico limite, è la nostra fantasia…!

Fantasia3

Meglio la Pizza o il Gelato? Al Sigep l’ardua sentenza….

1

Sabato 17 Gennaio 2015 si è aperta a Rimini la 36esima edizione del SIGEP: il Salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali….ed io, ovviamente, non potevo mancare!

89

In un tripudio di colori e sapori, con Benedetta Parodi madrina dell’Evento, eccomi in prima fila a sgomitare assieme ai tanti altri presenti per vedere da vicino ed assaggiare le ultime novità in campo di gelati, dolci e pizze, con numerosi stand dedicati alle attrezzature, al cake design ed anche al caffè…

62

Una giornata dall’altissimo indice glicemico, assolutamente sconsigliata per chi è a dieta o ha problemi di diabete.

33 21

Tra le tante cose interessanti e buone, mi ha colpito lo stand della Fugar produzione SPA(Verucchio, prov. di Rimini), che produce da oltre 40 anni ingredienti composti (semilavorati) per gelaterie e pasticcerie. In particolare il mio interesse si è concentrato sul Progetto Olvì.

45

Nato nel 2012, Olvì è il primo gelato che non contiene, acqua, latte o panna, bensì olio d’oliva.
Consiste in una base in polvere che contiene fruttosio, fibra vegetale (inulina), proteine vegetali e stabilizzanti (farina di guar e carruba); questa base viene integrata con un bland di olio (extravergine e vergine di oliva) ed un infuso di bacche di vaniglia. Si aggiunge acqua alla polvere (kilo e mezzo) a 85 gradi (260 grammi di acqua), si fa riposare il prodotto ottenuto e poi si aggiunge il bland di olio (240 grammi di olio). Si conclude aggiungendo la pasta pura del gusto a cui poi si aromatizza il gelato (400 grammi circa).

A giudicare dal risultato finale, il Progetto sicuramente merita attenzione….

44

Numerosi i corsi di pasticceria, per baristi, i convegni e le sfide…. Come sempre un evento capace di attirare l’attenzione di tutti: dagli addetti ai lavori, ai semplici curiosi.

Da una chiacchierata con un dipendente dell’Azienda “Antico Molino Rosso“, sita in provincia di Verona, ho potuto intuire la grandezza e la complessità del mondo delle Farine e l’arte sottesa alla macinatura…
Di lì ad un passo, Graziano Bertuzzo, istruttore della scuola italiana pizzaioli della sede di Caorle (prov. di Venezia).

71

“La pizza – mi ha detto – é un mosaico: dall’acqua, alla farina, dal sale, al pomodoro, ecc… É importante, più che l’impasto, usare ingredienti di qualità.” Tanto scontato quanto non facile per tutti, in un momento di contrattura economica come quello che stiamo attraversando da ormai troppo tempo. Preferisce il forno a legno per la friabilità e la morbidezza del prodotto finito. Quello elettrico da un risultato più croccante e mi permette di gestire meglio il calore. Mai zucchero nell’impasto. Semmai nelle lunghe lievitazioni…. Meglio usare il malto. Lo zucchero ha bisogno di più tempo per scindersi in glucosio e quindi rischia di caramellizzare.

85

A giudicare dal risultato finale, non si può che dargli ragione…e mentre mi godo la pizza che mi ha preparato “in diretta”, ecco arrivare anche Ezio Marinato, un Master di Cucina Italiana e moltissimi anni di esperienza alle spalle. Un’autorità in materia!

88

Con il dubbio se sia meglio la pizza o il gelato, mi avvio frettoloso verso l’uscita per andare a prendere il treno per tornare a casa, imbattendomi in due simpatici testimonial della Eurovo…l’azienda di cui avevo parlato qualche post fa….

107

La Fiera prosegue fino a Mercoledì 21, ma per me, purtroppo, l’appuntamento è già tra 2 anni…

Bye Bye Sigep!!

“Il Borgo” Montepulciano d’Abruzzo 2013 – Cantine Torri

Data degustazione: 13 gennaio 2014
Vino: Il Borgo – Montepulciano d’Abruzzo DOC Biologico

Azienda: Cantine Torri

Titolo alcolometrico: 13° alc.
Annata: 2013

IMG_3356 IMG_3355

Esame visivo: 

– Limpidezza: limpido,
– Colore: rosso rubino,
– Consistenza: consistente.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: fruttato (frutti di bosco), tostato (tabacco), speziato (cannella, chiodi di garofano).

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo,
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: fresco,
– Tannicità: abbastanza tannico,
– Sostanze minerali: abbastanza sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: abbastanza persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: ecco un gran bel vino! Setoso in bocca, ma non ruffiano. Pieno, ma non pesante. Importante, ma non arrogante. Un ragazzino del 2013 che sembra avere tutta la stoffa per diventare un uomo elegante e raffinato.
Naso interessantissimo su cui si potrebbe restare a lungo. Colore profondo e una bella struttura. Bocca invitante, che non stanca.
Da gustare con vincisgrassi e piatti a base di carne al sugo, ma regge bene anche con cotechino e salumi piuttosto grassi.
Già così è eccellente, ma è solo un 2013! Vediamo come evolverà nel tempo….

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: pronto/maturo,
– Armonia:  armonico.
– Mio voto in centesimi: 89

IMG_3362