Champagne – Moutardier

Data degustazione: 22 febbraio 2015
Vino: Champagne Moutardier Carte D’or Brut

Azienda: Jean Moutardier

Titolo alcolometrico: 12° alc.
Annata: senz’annata

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Moutardier  si trova nella Valle del Surmelin, nella zona della Marna, ad est di Epernay. Il capostipite di questa azienda avvia la coltivazione della vite già nel 1750.

Esame visivo:

– Limpidezza: cristallino,
– Colore: giallo paglierino con qualche riflesso dorato,
– Bollicine: fini, persistenti e numerose.

Esame olfattivo:

– Intensità: intenso,
– Complessità: abbastanza complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: burroso, fruttato, floreale (fiori dolci).

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo,
– Polialcoli: abbastanza morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: gradevolmente fresco,
– Tannicità: assente,
– Sostanze minerali: abbastanza sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza: persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: un vero champagne, con un naso che merita davvero. Ottenuto da uve Pinot Meunier (85%) e Chardonnay (15%), questo è un prodotto che in bocca risulta molto fresco, con un citrico piuttosto predominante. Mineralitá gradevole, bel corpo, bollicina elegante. Fantastico per aperitivi importanti, sia con frutti di mare che con salumi: dadini di mortadella, ciauscolo, formaggi grassi e semistagionati, ma anche primi piatti privi di pomodoro, con burro e uova, come carbonara di mare, gallinella di mare, pollo e carni bianche. Costo a bottiglia a partire da 30€.

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: pronto/maturo,
– Armonia: armonico.
– Mio voto in centesimi: 86

Racconto ed impressioni del Beer Attraction

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Per la prima volta, sciolto dal contesto di altri eventi (Sapore, Rex, ecc…), Rimini Fiera ci propone un salone (ridotto) incentrato esclusivamente sul mondo della Birra: produttori ed attrezzature.

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21-24 Febbraio, queste le date. Circa 230 espositori. Ettolitri di birra e diversi momenti formativi che hanno permesso a vari chef di esibirsi in ricette semplici e divertenti, che prevedessero l’utilizzo della stessa birra.

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Abbiamo seguito due di questi “show cooking” e sono rimasto particolarmente colpito da quello di Roberto Scarpelli, chef del Palace di Milano Marittima, che ha proposto un piatto a base di tonno tagliato a cubi e fritto in una pastella ottenuta da birra rossa ridotta con zucchero di canna e sale aromatico. Si aggiungono alla birra: bianchi d’uovo, pizzico di sale, farina di riso e farina 00. Per friggere lo chef ha suggerito l’uso di olio di arachide, che ha un punto di fumo alto e dona un colore chiaro al fritto; l’olio deve raggiungere i 175 gradi prima di potervi immergere, per pochi minuti, il tonno pastellato che poi verrà accompagnato da una misticanza condita con chicchi e succo di melograno, qualche goccia di succo di limone, olio extravergine, sale e pepe. La riduzione della birra si può usare anche come condimento da aggiungere alla fine.

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Dalla birra in cucina, per realizzare ottimi piatti da accompagnare ad un buon boccale, siamo così giunti a scambiare quattro chiacchiere con i veri protagonisti dell’evento: i produttori.
In generale tutti birrifici piuttosto giovani, con pochi anni di vita alle spalle, ma condotti da persone motivate e con tanta voglia di apportare idee ed energia a quest’ambito.

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Persone come Arrigo De Simone, del birrificio Desmond di Spoltore (PE), che con la sua
Ahi Maria, fatta con malto d’orzo, luppoli continentali e lievito abruzzese (lo stesso che si usa per il Montepulciano), ci ha servito un prodotto ottenuto con una breve fermentazione, che si caratterizza per un residuo zuccherino basso, colore ambrato ramato e 6 gradi alcol.
Arrigo ci rivela di essere un po’ deluso dall’organizzazione che ha reso esoso il costo del biglietto (da 20 euro in su oltre all’acquisto del bicchiere e dei gettoni per le degustazioni), col risultato di una fiera che non ha espresso al massimo le sue potenzialità.

Accanto a lui, altri produttori Abruzzesi, come Debora del birrificio Deb’s di Caramanico. Con lei assaggiamo la Ginger white, molto fresca, leggera, ottenuta con cereale solina, tipico abruzzese, non maltato e la Luce tripla, potente, complessa, con ben otto gradi di alcol, corpo pieno e rotondo e sentori agrumati e fruttati.

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Ci spostiamo poi nell’area dei produttori campani, per conoscere un po’ meglio l’azienda Maltovivo, di Ponte (BV). Assaggiamo la loro Fahrenheit: birra rossa tipica di abbazia, con sentori molto fruttati, sette gradi alcolici, piuttosto dolce. Scambiamo quattro chiacchiere con Crescenzo Palmieri che ci racconta che lavorano sia per se stessi che in conto terzi, sviluppando anche ricette per altri birrifici che non hanno impianti di produzione: beer firm.
Disponendo di sette serbatoi da 50 hl e 3 da 20, sono ad oggi uno dei birrifici più grandi della Campania, pur essendo stati fondati solo nel 2004. Le loro birre sono tutte non filtrate e non pastorizzate, ottenute solo da luppolo, malto e acqua.

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5 tipologie di birre: 2 buone, una rossa, una ambrata e una scura, per una produzione annua di mille ettolitri. Abbiamo assaggiato la Kolsh: bionda, ad alta fermentazione, prodotta con un lievito ibrido e ben 8 gradi di alcol; la Fahrneheit: una dark belgian ale (belga di abbazia), da alta fermentazione, con lieviti per trappiste; la Black Lizzard: stile robust porter da malti molto tostati britannici, luppolo poco avvertibile, note di cioccolato e di caffè, in bocca molto morbida e con un corpo rotondo. Al gusto si avverte liquirizia, con retrogusto abbastanza secco.

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Proseguendo in questo Tour, ci soffermiamo a scambiare quattro chiacchiere con l’azienda Birra del Moro, un birrificio situato a Pontremoli e sorto a gennaio del 2014; abbiamo modo di scambiare quattro chiacchiere con il Mastro birraio, Emanuele Sordi, sorseggiando la loro Luna di miele, una wit bier ottenuta da malto d’orzo e di grano non maltato della Lunigiana che contribuisce a conferire torbidità al prodotto finito. Aromatizzata al coriandolo e buccia d’arancia, per la realizzazione di questo prodotto viene utilizzato anche miele d’acacia, che risulta estremamente gradevole, in quanto non troppo invadente. Il risultato è una birra molto beverina, leggera e fresca, con 5 gradi di alcol ed un IBU (grado di amarezza) pari a 17. Si è seguito lo stile belga, senza filtrazioni e con un luppolo abbastanza neutro.

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Non troppo lontano dal loro stend, ci imbattiamo, incuriositi, in quello della Birra Flea, birrificio di Gualdo Tadino.

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Qui facciamo la conoscenza di Damiano Rampini, export manager dell’azienda, nata nel 2013, che attualmente produce 4 birre. Il nome riprende quello della Rocca federiciana e tutti i nomi delle birre sono legati alla storia locale: Federico II, “il precursore del Rinascimento”, Bianca Lancia, la moglie di Federico II; Costanza, nome sia della madre del principe, che della sua prima moglie; Bastola, nome attribuito ad una strega del medioevo che si ritiene fosse responsabile di un rogo che distrusse la città.

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Si tratta di birre tutte ad alta fermentazione, tra i 5 e i 6,9 gradi. “Bianca Lancia – dice Damiano – ha un bel mercato in Giappone ed è ottima per abbinamenti col pesce.” Noi, però, decidiamo di provare Bastola: ambrata scura da malto d’orzo, non filtrata ne pastorizzata, si presenta con una schiuma compatta ed in bocca rivela un bel corpo, rotondo, con un finale solo leggermente amaro.

Infine, un salto allo stand di Sorà Lamà, birrificio del Val di Susa che ebbi modo di conoscere ad una precedente fiera, ormai diversi anni fa…

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Qui assaggiamo la Slurp, il loro prodotto di punta, la cui particolarità è l’utilizzo di ben 10 luppoli. Molto vegetale, 4,8 gradi di alcol, si tratta di una birra chiara di tipo Indian pale ale, con un grado di tostatura basso.

E’ giunta l’ora di tornare alla vita di tutti i giorni, dopo questo bel viaggio che, però, non può dirsi concluso senza un buon boccale di birra tedesca…

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Davvero un bel modo per concludere una giornata interessante e…dissetante!!

Come sempre, trovate tutti gli scatti di questo evento nell’ appostito album all’interno della pagina Facebook di CulturAgroalimentare. Non vi resta, quindi, che goderveli tutti, in attesa del prossimo post!

1 e 2 Marzo 2015: Gusto in Scena, a Venezia

Neanche il tempo di riprendermi dal Beer Attraction , di cui parlerò quanto prima, che è già ora di segnalare un altro evento interessantissimo: Gusto in Scena, in programma i prossimi 1 e 2 Marzo a Venezia.

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Giro il testo della comunicazione che l’Associazione Italiana Sommelier mi ha fatto pervenire. Buona lettura!

La VII edizione di Gusto in Scena, evento ideato e curato da Marcello Coronini, ritorna alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia. L’evento riproporrà la formula del quattro eventi in contemporanea: il Congresso di Alta Cucina Gusto in Scena, I Magnifici Vini e Seduzioni di Gola – le due rassegne internazionali di cantine e gastronomici con 85 produttori nel 2014 – e il Fuori di Gusto, il fuori salone che coinvolge i migliori ristoranti e i grandi alberghi di Venezia. I Magnifici Vini assocerà alcune eccellenze a piccole cantine sconosciute ma di grande qualità, oltre a cantine internazionali. Un viaggio sensoriale unico in cui i vini saranno contraddistinti, a seconda dell’ambiente di produzione, dal simbolo delle 4 categorie – mare, montagna, pianura e collina -, una suddivisione tutelata da un brevetto depositato presso l’Unione Europea.

Lucia e Marcello Coronini, in Seduzioni di Gola, proporranno una sfiziosa selezione di specialità gastronomiche: tanti prodotti dal nord al sud Italia, ricchi di gusto e quindi alla base de La Cucina del Senza®, che anche quest’anno valorizzerà i prodotti simbolo del Made in Italy. Potrete scegliere tra iscrivervi al Congresso di Alta Cucina Gusto in Scena, e avere accesso a tutto, o visitare e degustare anche solo i prodotti presenti a I Magnifici Vini e Seduzioni di Gola.

Per maggiori informazioni, visitare il sito gustoinscena.it

EXPO 2015 – Presentato il Padiglione Spagna

Cominciamo a parlare di Expo 2015, girando il comunicato stampa che mi è pervenuto tramite Francesca Bronzi.

Sono oltre 140, infatti, i Paesi e le Organizzazioni internazionali che partecipano all’esposizione universale che inizierà il 1 maggio a Milano.

IL PADIGLIONE SPAGNA A EXPO MILANO 2015: UNA STRUTTURA SOSTENIBILE FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Produzione alimentare, gastronomia, turismo e cooperazione sono i punti chiave della proposta spagnola

Padiglione Spagnolo

Madrid, 12 febbraio 2015 – Una serra con due file di portici in legno e in acciaio inossidabile e un’area all’aperto che richiama un patio de naranjos, per una superficie complessiva di oltre 3.000 mq: è il Padiglione spagnolo a Expo Milano 2015, presentato oggi a Madrid alla presenza del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione, Josè Manuel Garcia-Margallo, del Ministro dei Lavori Pubblici, Ana Pastor e di quello dell’Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Isabel Garcia Tejerina, del Commissario del Padiglione Spagna e Presidente di Acción Cultural Española, Teresa Lizaranzu, dell’architetto Fermín Vázquez, dell’Alto Comisionado para la Marca España, Carlos Espinosa de los Monteros, del Segretario Generale del BIE, Vicente G. Loscertales, dell’Ambasciatore italiano in Spagna, Pietro Sebastiani, e del sottosegretario alle Finanze Pilar Platero Sanz.

Coordinato da Acción Cultural Española (AC/E), l’organismo pubblico responsabile di gestire la partecipazione spagnola alle esposizioni universali e internazionali, il Padiglione spagnolo ha come obiettivi principali contribuire allo sviluppo del tema centrale di Expo, presentando al mondo i punti di forza, le buone pratiche e le peculiarità nell’ambito della produzione alimentare spagnola; divulgare iniziative utili per vincere le grandi sfide connesse con la sicurezza e la qualità alimentare e la sostenibilità nei processi di produzione e distribuzione; dare visibilità ai benefici della dieta e della gastronomia spagnola; far scoprire nuove forme di turismo, legate alla stretta relazione fra paesaggio, produzione alimentare e gastronomia.

Il Padiglione spagnolo, che nella sua forma si ispira a una serra a doppia navata con una struttura porticata, rappresenta la fusione delle eccellenze che rendono la Spagna famosa in tutto il mondo: tradizione e innovazione. Nasce così uno spazio accogliente e flessibile, con due file di portici in legno e in acciaio inossidabile e un’area all’aperto che richiama un patio de naranjos (giardino degli aranci), elemento tipico della cultura spagnola.

Progettato dallo studio b720 Fermín Vázquez Arquitectos (che ha impiegato una squadra di circa 50 professionisti fra architetti, ingegneri, agronomi e consulenti), il Padiglione, che ha una superficie complessiva di oltre 3.000 mq (2.192,82 mq al coperto e 1.139,13 all’aperto), occupa un’area di 2.563 mq situata nel cuore di Expo, alla confluenza fra Cardo e Decumano e vicino ai padiglioni di Italia, Francia e Regno Unito. La struttura, sostanzialmente prefabbricata, è in gran parte realizzata con materiali di riciclo e naturali (legno di abete e di castagno, da disboscamento sostenibile) provenienti dalla Spagna. Il processo di costruzione si basa sull’assemblaggio a secco, facile da montare e da smontare. La conclusione dei lavori è prevista per marzo.

L’offerta espositiva

Nelle previsioni il Padiglione spagnolo attirerà oltre 2,2 milioni di visitatori (circa 12.000 al giorno), che potranno vivere un’esperienza unica legata a due proposte espositive: Il viaggio degli alimenti e Il linguaggio del sapore.

La prima è un’installazione realizzata dall’artista multidisciplinare Antoni Miralda, noto per le sue opere di Food art, che propone una riflessione poetica intorno al tema del viaggio degli alimenti. All’ingresso del Padiglione i visitatori saranno accolti da una valigia di grandi dimensioni che ospita un maxi schermo e che è collegata a una rete di ventidue valigie/schermo più piccole, distribuite al primo piano del padiglione, che continuano il racconto del viaggio del cibo.

Al secondo piano, l’esposizione principale Il linguaggio del sapore si addentra nella mente di un cuoco spagnolo per permettere ai visitatori di scoprirne l’arte, le conoscenze e le ricette preferite. Attraverso lo sguardo del cuoco viene mostrato un quadro completo dell’alimentazione in Spagna, evidenziando la qualità e la varietà dei prodotti, la sostenibilità dei processi produttivi, i benefici della dieta mediterranea, la ricca tradizione gastronomica del passato, la grande rivoluzione culinaria grazie alla quale gli chef spagnoli sono ora noti in tutto il mondo e, soprattutto, il carattere allegro e ospitale degli spagnoli, per i quali il gesto di mangiare equivale a condividere esperienze.

Bar de tapas, un ristorante, un negozio gourmet, una piazza pubblica e un auditorium multifunzionale: questi alcuni degli spazi del Padiglione che, nel corso dei sei mesi di Expo 2015, ospiteranno laboratori, concerti, showcooking e conferenze. Un’opportunità unica per avvicinare il grande pubblico al ricco patrimonio culinario e culturale spagnolo attraverso un’offerta gastronomica che tiene conto anche delle comunità autonome, alle quali il Padiglione dedicherà settimane tematiche

Padiglione Spagnolo 2

Le iniziative e le attività del Padiglione sono state ideate da diversi gruppi di lavoro, riuniti dal 2012: tavoli di settore (Agricoltura; Sicurezza alimentare e cooperazione internazionale; Gourmet), una squadra di consulenti pubblici e privati, specialisti nei diversi temi di Expo e un gruppo interministeriale che coordina la partecipazione dei diversi Ministeri coinvolti hanno sviluppato il contenuto del Padiglione in virtù dei punti di forza e dei vantaggi competitivi dei diversi settori del Paese.

Il Padiglione spagnolo a Expo Milano 2015 è anche online, con il sito www.pabellonespana2015.com.

Nero d’Avola 2013 – Az. Terre del Sole

Data degustazione: 14 febbraio 2015
Vino: Nero d’Avola

Azienda: Terre del Sole (di Vito Zerilli)

Titolo alcolometrico: 13° alc.
Annata: 2013

IMG_3473 Terre del Sole - Nero d'Avola

Esame visivo:

– Limpidezza: limpido,
– Colore: rosso rubino,
– Consistenza: consistente.

Esame olfattivo:

– Intensità: abbastanza intenso,
– Complessità: complesso,
– Qualità:  fine,
– Descrittori: floreale (rosa, violetta), speziato (cannella, pepe), fruttato (ciliegia, mora, frutti rossi), leggermente etereo.

Esame gusto olfattivo:

– Zuccheri: secco,
– Alcoli: caldo,
– Polialcoli: morbido,
– Struttura/Corpo: di corpo,
– Acidità: abbastanza fresco,
– Tannicità: abbastanza tannico,
– Sostanze minerali: abbastanza sapido,
– Equilibrio: equilibrato
– Intensità: intenso,
– Persistenza:  persistente,
– Qualità: fine,
– Osservazioni: rosso versatile, profumato, con una buona struttura, che ben si adatta a piatti di carne succulenti e leggermente untuosi o a primi piatti a base di sugo al ragù. Naso stuzzicante e beva alquanto gradevole. Vino da primo appuntamento o…da San Valentino!

Considerazioni finali:

– Stato evolutivo: pronto/maturo,
– Armonia: abbastanza armonico.
– Mio voto in centesimi: 85

Beer Attraction….a Rimini!!

beer attraction

 

Sta arrivando uno degli eventi più amati dagli appassionati di Birre…

Rimini Fiera dal 21 al 24 febbraio 2015, una 4 giorni rivolta sia agli operatori di settore dalla produzione all’import-export, sia al pubblico degli appassionati e degustatori.

Beer Attraction, vetrina internazionale dell´innovazione e piattaforma per il lancio di nuovi prodotti, trova in Rimini la perfetta location, unica in Europa sul settore dell´Horeca e delle tendenze dei consumi.

Beer Attraction Off è il fuori salone che vanta un fitto programma di eventi e degustazioni a tema tutte le sere, con il coinvolgimento dei pub e dei locali di tutta la Riviera.

Per maggiori informazioni, visitare il sito http://www.beerattraction.it/