Cantine Aperte: Sabato 30 e Domenica 31 maggio 2015

Ci siamo: inizia oggi l’edizione n.23 di Cantine Aperte, in programma sabato 30 e domenica 31 maggio (in alcune regioni anche lunedì 1 e martedì 2 giugno) da Nord a Sud dello Stivale.

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L’appuntamento più amato del Movimento Turismo del Vino quest’anno abbina l’esperienza in cantina agli scatti su Instagram con il contest “Bevi cosa Vedi” che coinvolgerà le community di Instagramers di tutta Italia premiando i migliori scatti che raccontino l’abbinamento vino e territorio. Dalle degustazioni alle visite in vigna, numerose saranno le iniziative che dalle Alpi all’Etna celebreranno il sodalizio tra vino e foto.

Cantine Aperte è l’evento enoturistico più importante in Italia. Dal 1993, l’ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le loro porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati di vino. Cantine Aperte è diventato nel tempo una filosofia, uno stile di viaggio e di scoperta dei territori del vino italiano, che vede, di anno in anno, sempre più turisti, curiosi ed enoappassionati avvicinarsi alle cantine, desiderosi di fare un’esperienza diversa dal comune. Oltre alla possibilità di assaggiare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile entrare nelle cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento. Protagonisti di Cantine Aperte sono giovani, comitive e coppie, che contribuiscono ad animare le innumerevoli iniziative di cultura gastronomica ed artistica che fioriscono attorno all’evento in tutto il Paese, su iniziativa degli stessi vignaioli.

Per maggiori informazioni, visitare il sito http://www.movimentoturismovino.it/it/eventi/2/cantine-aperte/

Idea Last Minute per il Ponte di inizio Giugno

Negli scorsi giorni vi ho parlato del residence Sentieri nella roccia a Piaggine (SA): un’ottima occasione per fare una vacanza e contribuire anche alla realizzazione di importanti progetti no profit.

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Oggi c’è una grande notizia per tutti coloro che vogliono approfittare del 2 giugno per “costruirsi un bel ponte” vacanziero: una duplice offerta last minute!!

Quando?

30-31 Maggio e/o 1-2 Giugno 2015

Costo?

– Appartamento 5 persone a 100,00 euro a notte con colazione inclusa
– Appartamento 2 persone a 60,00 euro a notte con colazione inclusa

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Possibilità di utilizzare una navetta dalla Stazione di Capaccio a Piaggine (Sa) per l’arrivo al Residence a solo 10 euro a persona.

Convenzione per il pranzo (comprensivo di primo, secondo, contorno, dolce e bibite): 20,00 euro a persona.

Sono previste anche alcune visite ed escursioni (ovviamente facoltative).

Programma:
30 Maggio – arrivo nel Residence “Sentieri nella Roccia” e accoglienza con aperitivo e gelato artigianale.
31 Maggio – escursione mattutina a Monte Vivo e degustazione Tenuta Mainardi; visita pomeridiana al centro storico e cena al Ristorante “Le Sorgenti del Calore”
1 Giugno – Visita mattutina alle Gole del Calore e pranzo al Remolino; escursione pomeridiana al centro storico di Laurino ed al fiume Gorgonero di San Rocco.

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Come fare per approfittare di queste offerte speciali?

Contattare direttamente la responsabile della counicazione Lidia Ianuario, utilizzando il codice CULTURAGROALIMENTARE.COM.
Chiamare o mandare un sms al numero 346.51.073.57 oppure inviare una mail all’indirizzo redazionenewage@gmail.com

Suggerimenti per raggiungere il Residence, venendo in macchina:

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Da Napoli proseguire verso Salerno – Uscita Battipaglia ed immettersi sulla S.S.18 – Uscita Capaccio Scalo e Proseguire per Roccadaspide – Arrivati a Roccadaspide seguire le indicazioni Piaggine (senza passare per Castel San Lorenzo) – Villa Littorio – Piaggine (Arrivo)
Oppure
Da Napoli proseguire verso Salerno – Uscita Sala Consilina – Proseguire verso Teggiano ed immettersi sulla strada del Corticato – Seguire sempre Piaggine.
N.B. Abbandonare il navigatore e seguire attentamente le indicazioni sopra riportate.

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Brodetto di crostacei e molluschi con pasta al nero di seppia e fagiolini

Oggi vi propongo una ricetta spettacolare, realizzata da uno dei più grandi chef della nostra Regione: il 2 volte stellato Michelin, Moreno Cedroni.

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Si tratta del brodetto di crostacei e molluschi con pasta al nero e fagiolini.

Ingredienti

– 300 grammi di olio extravergine di oliva;
– 500 grammi di astice;
– 300 grammi di scampi;
– 200 grammi di canocchie;
– 200 grammi di granchietti;
– 200 grammi di sogliola;
– 500 grammi di coda di rospo;
– 4 pesci ragno;
– 200 grammi di vongole veraci;
– 100 grammi di cozze;
– 150 grammi di vino bianco;
– 300 grammi di fumetto;
– 7 grammi di aglio;
– 200 grammi di spaghetti al nero di seppia;
– 50 grammi di fagiolini;
– 20 grammi di cipolla bianca;
– 1 grammo di timo;
– 15 grammi di aceto di vino bianco;
– 400 grammi di pomodori;
– 200 grammi di seppie;
– prezzemolo.

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Procedimento

Mettere in padella 100 grammi di olio extravergine e 2 grammi di aglio; aggiungere 500 grammi di astice tagliato in 4 parti, 300 grammi di scampi, 200 grammi di canocchie tagliate nella parte superiore, 200 grammi di granchietti, 200 grammi di sogliola, una coda di rospo da 500 grammi, 4 pesci ragno, 2 testoline, 200 grammi di vongole veraci, 100 grammi di cozze intere.

Sfumare con 150 grammi di vino bianco e coprire per qualche minuto fino a quando le polpe non iniziano a “bianchire”. A quel punto versare  300 grammi di fumetto, aggiungere al centro della padella 200 grammi di pasta al nero di seppia, 50 grammi di fagiolini ed amalgamare la pasta insieme al sugo, che deve rimanere ben cremoso.

Per la salsa del brodetto: soffriggere 2 grammi di aglio, 20 grammi di cipolla bianca, 100 grammi di olio extravergine, 1 grammo di timo. Sfumare con 15 grammi di aceto di vino bianco ed aggiungere 400 grammi di pomodori concassè, i granchietti e 200 grammi di seppie tagliate a dadini e far cuocere per circa 20 minuti a fuoco lento.

In una padella sufficientemente larga mettere 3 grammi di aglio tritato e 100 grammi di olio extravergine; passare quindi ad adagiare i pesci, avendo cura  di disporre giaci e crostacei a contatto della padella e sopra ad essi i pesci di polpa. Salare leggermente, sfumare con vino bianco e coprire per pochi minuti. In ultimo, versare sopra il sugo del brodetto e cuocere il tutto per altri 5 minuto, cospargendovi sopra il prezzemolo tritato.

La pizza cilentana

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La pizza cilentana è una variante di quella napoletana, ma si prepara diversamente e prevede l’utilizzo del cacioricotta.

Secondo la tradizione contadina, la pizza cilentana si preparava in casa, in contemporanea con il pane dopo essersi procurati “lu luvato”, il lievito per la fermentazione della pasta, che doveva esser mantenuto sempre fresco.

La farina veniva impastata, con un vigoroso lavoro di braccia, nella “matra” e lasciata lievitare per alcune ore prima di essere stesa nelle teglie di ferro e condita con pomodoro cotto e cacioricotta di capra stagionato.

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Una volta che il forno era ben caldo, se ne testava la temperatura con la cottura rapida di una ciambella con il buco detta“viccillo”, per poi procedere con la cottura della pizza e, infine, con quella del pane.

La pizza cilentana viene tutt’oggi preparata secondo la ricetta tradizionale: miscela di farina di grano duro impastata con il “lievito madre” (o criscito). Si tratta di tecniche di impasto con lievitazioni naturali che richiedono tempi lunghi e rigorosi, ma assicurano risultati eccellenti ed un’ottima digeribilità.

Alla lievitazione naturale fa seguito la cottura in forno a legna ad elevate temperature, che deve essere preparato con molto anticipo rispetto al tempo previsto per l’infornata. Una volta cotta, la pizza cilentana viene condita, come già detto, con cacioricotta grattugiato fresco, ingrediente che, oltre ad essere caratteristico del Cilento, risulta di gran lunga più facilmente conservabile rispetto alla mozzarella.

“La mia su….” Cuochi, guru della cucina e trasmissioni televisive

Masterchef”, “La prova del cuoco”, “Cotto e Mangiato”, “I menù di Benedetta”…

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Alzi la mano chi non ha nemmeno sentito, anche solo per sbaglio, almeno una di queste trasmissioni.

E’ lo show business…applicato ai fornelli!

Dai libri di cucina, talvolta scritti a mano e conservati gelosamente dalle nonne, alle enciclopedie di , fino ad arrivare a Carlo Cracco e a tutti gli “entertainer” che oggi imperversano in televisione.

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Nel progettare le cucine dei ristoranti, l’attuale tendenza è sempre più quella di far sì che queste siano “a vista”, permettendo così ai clienti di osservare ciò che lo chef col suo team stanno realizzando e valutare l’igiene e la pulizia.

La curiosità di conoscere il “dietro le quinte” in questo mondo così morbosamente voglioso di spiare dal buco della serratura, un po’ in stile “Grande Fratello”, è alla base del successo di Hell’s kitchen che ha creato il mito di Gordon Ramsey, personaggio controverso, capace di servire piatti contenenti carne anche a vegetariani. Egli, oltre che il mito, è anche l’incubo della maggior parte delle trasmissioni televisive incentrate sulla cucina.

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Ma perché questa spettacolarizzazione dell’arte gastronomica? E, soprattutto, siamo in grado di distinguere l’arrosto dal fumo?

La globalizzazione e le numerose scoperte in ambito scientifico (pensiamo anche solo all’introduzione del forno a microonde, ormai immancabile nelle nostre case), oltre ai nuovi costumi alimentari (vegan e paleo su tutti), han fatto sì che la mole di informazioni in campo nutrizionale e gastronomico sia diventata talmente ampia da non esser più gestibile.

Un po’ come con le diete: a zona, digiuno controllato, dissociata, iperproteica, degli antizuccheri, del minestrone, ecc…

Tutto è relativo: conta solo ciò che “fa bene”; ma chi è che decide ciò che fa bene e ciò che, invece, è peccato mortale?

Sembra quasi di trovarsi a passeggiare il sabato pomeriggio lungo il corso principale di una delle grandi città italiane: centinaia di voci si alternano, provando a sovrastarsi, senza che sia possibile capirne il senso…è una gara continua a chi “urla più forte” per farsi ascoltare.

Dalla novelle cuisine, alle mini porzioni, dagli spiedini di insetti alla cucina molecolare: tutto è lecito, pur di attirare l’attenzione; e così imperversano libri, programmi tv, videocorsi, pagine facebook, hashtag provocatori e chi più ne ha più ne metta…

Alla fine però, di solito, “vince” chi la spara più grossa, riuscendo a catalizzare per qualche minuto l’attenzione del grande pubblico su di sè. Tanto, presto o tardi, ci si dimenticherà di ciò che è stato detto…

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Non è necessario essere tecnologi alimentari per capire, almeno a grandi linee, quale sia il percorso che porta una materia prima a diventare prodotto finito o componente di un altro alimento. Internet mette a disposizione ogni sorta di informazione: dalla chimica alla microbiologia, passando per gli enzimi con i loro processi metabolici. Evitiamo, quindi, di farci impressionare da questi personaggi, comunque umani e, quindi, soggetti all’errore (o ai loro interessi…?) che i media ci propongono sempre più spesso come guru o come artisti geniali, con licenza di “creare”…

Ciò vale anche per le guide dei vini: personalmente l’unica di cui realmente mi fido è quella scritta grazie alla mia personale esperienza di tutti i giorni. Non per presunzione, ma perché, in fin dei conti, un vino (così come un piatto) sono io che lo andrò a degustare. Con questo non dico di essere il portatore della verità, ma solo che ognuno di noi, se adeguatamente preparato, curioso e critico, può, con l’esperienza, imparare a distinguere ciò che è valido da ciò che non lo è e riconoscere chi è realmente competente e credibile da chi, invece, ci sta solo vendendo aria fritta.

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La conoscenza rende liberi“, diceva Socrate, ma anche schiavi, aggiungo io, poiché non ci permette più di “spegnere il cervello” e far sì che siano “altri” a decidere per noi; l’unica possibilità che abbiamo per non farci raggirare da questi personaggi, sempre più costruiti ad arte per rispondere all’esigenza di spettacolarizzare anche uno spaghetto al pomodoro o un petto di pollo alla piastra, è quella di informarci, leggere, viaggiare, documentarci e provare ad acquisire competenze e sviluppare almeno un po’ di spirito critico.

Sia chiaro: io adoro questo tipo di trasmissioni. Le reputo divertenti e ricche di spunti interessanti, ma prendo con le pinze tutte le affermazioni di carattere “assolutistico” o gli atteggiamenti autoritari di certi personaggi. Non ho mai amato l’ipse dixit.

Il politico e gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin, nella prima metà del 1800 divenne celebre per la frase “dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei”, aggiungendo anche che “il gusto, così come la natura ce l’ha concesso, è ancora quello tra i nostri sensi che, tutto ben considerato, ci procura il maggior numero di godimenti” e allora, pur con tutta l’apertura mentale e la voglia di sperimentare e provare cose nuove, perché permettere ad altri, magari autentici cialtroni, di scegliere per noi questi piaceri?

Fare e farsi del bene: una vacanza in Cilento!!

Come ben saprete, amo sponsorizzare cause che abbiano a che fare con la Cultura o il mondo Agroalimentare. Quest’oggi, quindi, vi propongo una iniziativa che non solo coniuga questi due ambiti, ma ha anche a che vedere con il far del bene al prossimo.

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Il Residence Sentieri nella roccia, situato nel centro di Piaggine (SA), località posta nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, ha deciso di appoggiare una serie di iniziative benefiche a sostegno di bambini disagiati e di donne vittime di violenza.

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Sono stato contattato per dare un piccolo aiuto alla diffusione di questa iniziativa e ho deciso di farlo con grande piacere, dato che ci troviamo nel momento dell’anno in cui, chi può, inizia a pensare alle vacanze…

La struttura, interamente in pietra, si pone come obiettivo di rendere lieti ed economicamente sostenibili i soggiorni di coppie, famiglie, comitive, nel pieno rispetto di tutti gli standard qualitativi.

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Totalmente ristrutturato e dotato di ogni comfort, dal condizionatore alla rete per collegarsi in Wi-fi, il residence, immerso nell’ambiente pieno di profumi, colori e sapori del Parco Nazionale del Cilento, è sospeso su una collina, con il paesaggio marino di Paestum da un lato, e la vita spettacolare della montagna della zona di Sala Consilina dall’altro.

E’ davvero una bella soluzione per quanti vogliano scoprire questo territorio, potendo, però, contare sulle comodità legate ad un centro cittadino e su appartamenti da almeno 50 metri quadri…

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Dall’anno 2015 la comunicazione dell’intera struttura è affidata alla Direttrice Editoriale di NeWage, Lidia Ianuario, nonché Presidente di un Comitato no profit, a cui, per l’appunto, va parte del guadagno della stessa.

Chiunque fosse interessato a trascorrere un periodo di vacanza in questo Residence, potrà beneficiare anche di un piccolo sconto comunicando il codice CULTURAGROALIMENTARE.COM, direttamente a Lidia Ianuario chiamando o mandando un sms al numero 346.51.073.57 oppure inviando una mail all’indirizzo redazionenewage@gmail.com