Viale dei Sapori, Il verdicchio di Brunori vince la Selezione

Il San Nicolò 2014 è il miglior vino da abbinare allo Stoccafisso all’Anconetana. Il Verdicchio classico superiore di Cantina Brunori (San Paolo di Jesi) è stato proclamato vincitore della Selezione Vini, organizzata nell’ambito de Il Viale dei Sapori, la tre giorni del gusto organizzata dall’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana in collaborazione con Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese.

Il responso dei giurati è stato ufficializzato venerdì sera durante la cena di gala delle associazioni che si è tenuta ad Ancona, alla trattoria La Moretta.
Per noi una soddisfazione doppia – ha commentato nell’immediato Carlo Brunori, titolare dell’azienda – perché il 2014 è stata un’annata davvero difficoltosa a causa delle frequenti piogge. Il San Nicolò, che prende nome dalla contrada dove lo produciamo, è una selezione delle nostre migliori uve“.
La nostra filosofia – gli ha fatto eco il padre, Giorgioè quella di un’impresa di famiglia che segue tutte le fasi di coltivazione, raccolta dalla vigna alla cantina, vinificazione, imbottigliamento e vendita. Facciamo vino da tempo immemorabile ma se consideriamo l’imbottigliamento siamo sul mercato dal 1956“.
Oltre che con lo stoccafisso lo si può abbinare anche con il pesce o con carni bianche ma anche, dopo qualche anno di affinamento, anche con l’agnello dei Sibillini.
La scelta – spiega Roberto Orciani, enoblogger di Non solo tappo e membro della giuria – si è basata sul territorio. Oggi si cerca di stupire i consumatori con vini molto floreali ma che non rappresentano l’originalità del prodotto. Abbiamo premiato un verdicchio riconoscibile per territorialità e originalità“.
I consumatori sono alla ricerca di qualità e fiducia e il mondo agricolo si avvicina sempre più a questi desiderata” ha sottolineato Claudio Gagliardini, vicedirettore di Coldiretti Marche.
Territorio e tradizioni “sui quali dobbiamo puntare – secondo il presidente della Camera di Commercio, Giorgio Cataldiperché il Made in Italy è il brand più copiato al mondo e noi lo dobbiamo difendere“.
IMG_0091Nella foto, da sinistra: Giorgio Brunori, Bernardo Marinelli, Carlo Brunori e Pietro Recchi.
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Viale dei Sapori 2015, domani 26/6 taglio del nastro per il Festival dello Stoccafisso all’Anconetana

Sono otto i quintali di stoccafisso pronti per essere cucinati al Viale dei Sapori, la kermesse dedicata al gusto, alla tradizione, alla cucina e alle produzioni di qualità che si inaugura domani, venerdì 26 giugno, al Viale della Vittoria, ad Ancona. L’edizione 2015, promossa da Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana in collaborazione con Coldiretti Marche e Confartigianato Imprese, vedrà oltre cinquanta stand assieme al meglio delle produzioni agroalimentari marchigiane e di tutta Italia.

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E’ l’evento clou dell’enogastronomia grazie anche alla partecipazione delle cantine protagoniste del Concorso Selezione Vini” ha spiegato Bernardo Marinelli, di Re Stocco, nel corso della conferenza stampa di presentazione. L’obiettivo è promuovere il turismo legato alle tipicità che nella nostra regione è in continuo aumento, con prospettive di crescita per il 2015 sono di oltre il 2% rispetto al 2014”.

Al Viale dei Sapori porteremo una selezione delle nostre aziende di Campagna Amica, la più grande rete di vendita diretta a livello regionale, con un centinaio di punti solo nella provincia di Ancona – ha sottolineato Emanuele Befanucci, presidente di Coldiretti Ancona – ma anche gli ingredienti per lo stoccafisso verranno dalle nostre campagne, secondo la tradizione della cucina contadina”.

Altrettanta importanza nella promozione del nostro stoccafisso la hanno il vino e… il cuoco – ha aggiunto il presidente dell’Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana, Mauro Bignami. Tutto deve essere di qualità per promuovere nella maniera giusta il territorio”.

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Non a caso saranno i docenti e gli studenti dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia a proporre le specialità più attese, dallo Stoccafisso all’Anconetana al Vincistocco (lasagna con stoccafisso anziché carne) fino al baccalà fritto con stoccoliva.

L’abbinamento cibo-vino rappresenta la sfida della Regione Marche per i prossimi dieci anni nella consapevolezza che l’enoturismo rappresenta un asset decisivo nella promozione del territorio – ha precisato Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano tutela vini. Se riusciamo, i nostri prodotti risulteranno vincenti, da Urbino ad Ascoli abbiamo un patrimonio artistico invidiabile, in mezzo tutta una rete di prodotti tipici”.

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Proprio l’Istitituto ha curato il concorso dedicato ai vini da… stocco, con una giuria composta da Claudio Gagliardini (in rappresentanza della Camera di Commercio di Ancona), Alberto Mazzoni (Direttore Imt), Domenico Balducci (presidente Ais Marche), Gualberto Compagnucci (maestro sommelier), Maurizio Gioacchini (enogastronomo), Natalia Bumbeeva (enogastronoma), Roberto Orciani (enogastronomo), Vanessa Ghergo (ass. Re Stocco), Marco Ascoli Marchetti (Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana).

Champagne Lacombe – Premier Cru

Oggi inauguro un nuovo approccio alle degustazioni, sempre vicino al mondo A.I.S. (quello che sento di padroneggiare maggiormente), ma meno schematico, per poter raccontare in maniera più emozionale e diretta ciò che ho avuto modo di assaggiare.

Qual miglior vino per “iniziare un nuovo capitolo” se non che uno Champagne??

Champagne Lacombe - etichetta Champagne Lacombe - controetichetta

Champagne Lacombe

Inserito nella guida “Hachette de Vins 2015“, si tratta di un Premier Cru da 12,5 gradi di alcol ed una bollicina sfiziosa e raffinata (anche se non tra le più fini in assoluto) come ci si aspetta da uno Champagne.

Champagne Lacombe - tappo

Colore e naso tipici, con richiami alla crosta di pane ed ai lieviti, questo vino ci può tranquillamente accompagnare per un intero pasto: dagli antipasti, siano essi vol-au-vent con tonno e maionese, ai dadini di mortadella. La bollicina, infatti, è l’ideale per ripulire il palato e permetterci di gustare a pieno piatti tendenzialmente grassi.

Ovviamente niente pomodoro: la sua acidità farebbe a cazzotti con quella, importante, dello stesso Champagne.

Noi l’abbiamo assaggiato anche su un piatto di tortellini con gorgonzola, mascarpone e striscioline di speck…delizioso!!

Gustossimo anche come accompagnamento per i volevan ripieni con salsa tonnata.

Tortellini mascarpone gorgonzola e speck Vol-eu vent

Buon corpo, bella freschezza, ottimo equilibrio e piacevole lunghezza in bocca: una bottiglia che sicuramente si attesta tra gli 84 e gli 89 punti.  Davvero ben fatto!

Champagne Lacombe - bottiglia fronte + bicchiere

Expo: un assaggio di Mondo

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Nutrire il Pianeta, energia per la vita“: un motto, un obiettivo, un progetto.

Il messaggio che sottende Expo Milano 2015 è tanto ambizioso quanto importante e si estrinseca attraverso quello che possiamo tranquillamente definire come l’evento dell’anno per la nostra Nazione.
La storia delle esposizioni universali inizia nel 1851 quando – in piena era vittoriana – l’Inghilterra, anzi l’impero Britannico, decide di ospitare una Expo che mostri la sua potenza industriale. Da allora sono in tutto 34 le esposizioni universali riconosciute dal Bie (Bureau international des expositions), l’organismo internazionale che sovrintende ad Expo. Fra queste non compare quella di Roma del 1942 annullata a causa della Seconda guerra mondiale. La prima volta dell’Italia è nel 1906, proprio a Milano.

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L’Esposizione Universale Milano 2015 (questo il suo nome ufficiale) occupa una superficie complessiva di 110 ettari e presenta 80 padiglioni riguardanti Paesi del Mondo, temi specifici e sponsor della manifestazione.

Visitatori e curiosi stanno accorrendo (ed accorreranno fino al 31 ottobre, data di chiusura) per partecipare alle iniziative, accedere ai padiglioni e respirare l’aria “internazionale” che si percepisce già dai tornelli d’ingresso.

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L’impressione generale è quella di trovarsi a metà strada tra un museo della scienza e della tecnica, un parco giochi e una grande fiera con elementi artistici suggestivi e spettacoli anche accattivanti. Una festa per adulti e (soprattutto) piccini, famigliole e scolaresche.

Una gara, da parte di ogni nazione ed ente partecipante, a chi mostra maggiormente il meglio di sé: c’è chi lo fa puntando sugli elementi architettonici e su una presenza “scenica” impattante (Angola, Tailandia, Qatar), chi sulla tecnologia (Azerbagian, Corea), chi sulla natura (Germania, Austria), chi sui colori e sull’arte (Kuwai, Messico)…

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E’ veramente difficile scegliere il padiglione “più bello”, perché molti di loro hanno peculiarità interessanti e sono in grado di affascinare il visitatore.

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Su tutti, uno dei più gettonati (e lo si capisce anche dalla fila necessaria per entrare) è sicuramente quello del Giappone: un condensato di cultura nipponica, arte, tecnologia e teatralità, con uno spettacolo finale che porta il visitatore ad esplorare in maniera interattiva la cucina di questo Paese.

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Stupisce la scelta dell’Italia di puntare in maniera decisa sull’arte, relegando ad un ruolo marginale l’altra sua risorsa più importante: il cibo.

Il Belgio si fa apprezzare per la sua cioccolata ed i gioielli esposti, così come il Kuwait colpisce per l’opulenza: abiti intersiati d’oro, collane, bracciali, monili… Tutto contribuisce a trasmettere l’idea di un paese veramente ricco.

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Non mancano le criticità, che avrebbero meritato una maggiore attenzione: l’assenza di coperture di congiunzione tra il viale principale (coperto, ma non in maniera impeccabile) e i vari padiglioni, ad esempio, costringe i visitatori a sostenere l’attesa sotto il sole o la pioggia, rendendo ancor più snervante le attese che, in certi casi, sono talmente consistenti da costringere le persone a rinunciare ad alcune visite. E’ il caso, ad esempio, degli Emirati Arabi, per i quali si arriva tranquillamente a dover attendere almeno due ore.
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Sfiziose (e con costi decisamente variabili) le proposte culinarie di cui si può godere: dalle patatine fritte e le birre del Belgio, ai piatti tipici dei vari paesi…anche in versione fast food ed a costi più contenuti.

Insomma, se avete voglia di fare il giro del mondo ma non avete il tempo e le risorse, con Expo avrete la possibilità di dare una sbirciatina che, magari, vi porterà qualche buono spunto per un viaggio futuro.P1000674

Il tempo, tuttavia, è tiranno e tra le attese, gli spuntini e le visite, vi accorgerete che un giorno non basta, forse nemmeno due. Ciò che, però, è assolutamente da non perdere è l’albero della vita: un’opera d’arte che rimarrà anche dopo il 31 ottobre e che ogni sera, ad intervalli di mezz’ora, regala spettacoli di luci, colori e giochi d’acqua assolutamente da non perdere.

Expo è così: ti ingolosisce, ti fa venire l’acquolina in bocca, ma ti lascia con un leggero appetito… Una sana insoddisfazione che, pur con le sue pecche, spinge il visitatore a volerci tornare.

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Vellutata di patate

E’ con immenso piacere che oggi vi propongo una ricettina davvero sfiziosa, assaggiata meno di 24 ore fa a casa di Mari, una mia carissima amica: la vellutata di patate.

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Ingredienti:

– 1 cipollotto,
– 2 cucchiai di olio di oliva,
– 500 g di acqua,
– 1 cucchiaino di dado,
– 400 g di latte,
– 50 g di parmigiano,
– 30 g di burro,
– 600 g di patate bianche.

Procedimento:

Per prima cosa, scaldare il cipollotto con l’olio per 3/4 minuti; aggiungere patate tagliate a pezzi, olio, acqua, latte e dado. Far cuocere per circa 30 minuti. Aggiungere parmigiano e burro per mantecare. Frullare il tutto e, dopo averlo messo in una tazza, aggiungere panna da montare ed una spolverata di pepe nero.

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Volendo accompagnare questa mousse salata con qualcosa di solido, è possibile fare anche dei biscottini, anch’essi salati, da gustare in abbinamento!

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Cala il sipario sulla IX edizione di “Di Arte in Vino”

La nona edizione della manifestazione “Di Arte in Vino“, svoltasi a Sant’Elpidio a Mare, è andata agli archivi, registrando un buon successo di pubblico e di critica. Per due giorni si sono susseguite degustazioni ed eventi che hanno permesso a tutti “gli enogastro-curiosi” (e non solo…) di avvicinarsi al mondo del Vino, riscoprendo anche le bellezze della città del fermano.

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Quella di Sant’Elpidio a Mare è stata una tappa importante dell’appassionante viaggio del Grand Tour delle Marche di Tipicità: un viaggio ricco di esperienze autentiche che permette di immergersi nell’anima della Regione al plurale per eccellenza.

L’occasione di scoprire o riscoprire alcuni angoli suggestivi del nostro territorio, godendone delle bontà enogastronomiche e conoscendo nuove persone. Tanti, infatti, anche i sommelier presenti alla manifestazione, che hanno dato il loro contributo per la riuscita della stessa.

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Numerosi i vini che meriterebbero di essere approfonditi ed anche due birre, commercializzate da Moncaro, aromatizzate col Verdicchio e col Vino Cotto. Per finire, anche un tocco di classe: un magnifico concerto che ha visto l’esibizione della soprano Patrizia Perozzi, del tenore Maurizio Tonini, del giovane baritono Simone Baldazzi, accompagnati da Giuseppe Massimo Sabatini al pianoforte e dalla voce narrante di Paolo Santarelli.

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Assieme agli artisti, dopo il concerto, è calato il sipario sulla manifestazione con un “Brindisi d’opera“…
In attesa del prossimo anno, non mi resta che invitarvi a visionare tutte le foto della due giorni direttamente dalla nostra pagina facebook, cliccando qui.