Moving to Norway….

bandiera norvegia

Cari follower, è con un misto di curiosità, emozione, paura ed eccitazione, che vi annuncio che Domenica 2 Agosto mi trasferirò ad Oslo per qualche mese.

Sarà l’occasione per migliorare l’Inglese, ma, soprattutto, per scoprire tradizioni, usi e costumi (alimentari e non solo) di uno dei Paesi più affascinanti del Nord Europa!!

Questa volta più che mai… STAY TUNED!!!

Trattoria “La Cantineta”….ad Ancona

Che siate turisti o abitanti di Ancona, il capuologo dorico ha un centro storico che si fa apprezzare, oltre che per le sue viuzze lastricate di sampietrini, anche per il suo teatro, per la Cattedrale e per la magnifica Piazza del Papa.

Tra questa piazza ed il Teatro delle Muse, potrete incontrare la storica trattoria “La Cantineta”, sita in Via Gramsci. Da fuori il locale è decisamente poco appariscente e la prima impressione, varcata la soglia, è proprio quella di essere entrati in una trattoria molto stile anni ’70.

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Alle pareti quadri, disegni e poesie, che ci riportano indietro nel tempo e danno al visitatore subito la consapevolezza di trovarsi a contatto con un pezzo della storia della ristorazione della città.

La carta è piuttosto variegata ed offe la possibilità di scegliere tra piatti di carne e di pesce, con una naturale predisposizione verso questa seconda tipologia, dato che ci troviamo comunque in una città di mare.

Delicati i ravioli seppie e gamberi; sfiziosi e sazianti i medaglioni di pesce, ottenuti affettando un piccolo rotolo di pasta ripiena di pesce e condendo il tutto con un sugo di pomodoro leggero.

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Pur essendo domenica, il pane è croccante.

La frittura di pesce (richiesta senza spine) è davvero abbondante, tant’è vero che con una porzione si mangia tranqullamente in due. Si fa apprezzare il fatto che le sardine siano già state private della testa e della coda, rendendone così estremamente agevole il consumo. Frittura di pesce

Valida proposta per chiudere il pasto è costituita dai semifreddi. Quello al caffè è quasi una spuma, innaffiata con caramello ed arricchita da uva sultanina e pezzetti di amaretto.
Quello ai frutti di bosco, invece, è risultato un po’ troppo ghiacciato.

FullSizeRender Semifreddo ai frutti di bosco

Unica nota un po’ stonata di tutto il pranzo: il vino frizzante scaraffato, leggermente ossidato.

Il servizio è veloce ed in linea con la tipologia di locale. Con 50 euro si mangia in due (due primi, una frittura, una patata fritta e due semifreddi, oltre al mezzo di litro di vino della casa e ad un litro di acqua), con un buon rapporto qualità/quantità.

In definitiva, un ristorante che mi sento di consigliare, specie alle coppie non ai primi appuntamenti (che magari cercano qualcosa di più romantico e d’impatto) e a tutti coloro che non amano i fast food e le cucine newage o di tendenza…

Campo del Pra 2010 – Az. Sartor Emilio

Campo del Pra 2010 – Montella e Colli asolani DOC

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Annata 201013,5 gradi alcolici per questo blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.
Solo 7000 bottiglie annue per quello che è il prodotto di punta dell’azienda, per il quale è previsto l’uso di caratelli di rovere da 125 litri per l’affinamento.
Il colore intenso, il naso è pulito ed intrigante, con sentori di ciliegia, prugna, etereo leggero, cuoio, violetta… Le percezioni olfattive mutano col passare dei minuti, stimolando notevolmente l’assaggiatore.
In bocca è pieno ma non pesante nonostante i suoi 13,5 gradi.
L’entrata è fresca la persistenza notevole; buona anche l’armonia e giusto l’equilibrio.
Cacciagione e piatti complessi, gli abbinamenti naturali, ma in cucina può rivelarsi eccellente come ingrediente per la preparazione di piatti importanti…
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Staphylè 2014 – Simonetti Vini

Staphyle 2014… Il Vino del momento

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Ieri sera mi sono preso il tempo per degustare l’annata 2014 di Staphylè: il Verdicchio “di livello intermedio” dell’Azienda Agricola Simonetti Vini (Staffolo – AN), imbottigliato da poco.
E’ un Verdicchio 100% ottenuto da uve sottoposte a diradamento dei grappoli in vigneto.
Già il tappo di sughero, di buona qualità, promette bene.
Alla vista il vino si presenta di colore giallo paglierino con tenui riflessi verdolini; abbastanza consistente nel bicchiere, coerentemente con i suoi 12 gradi di alcol.
Al naso è intenso, abbastanza complesso e fine.
Floreale (ginestra e fiori gialli) ed erbaceo i principali sentori olfattivi, oltre ad un etereo leggero sul finale.
In bocca è fine, rotondo e persistente. Secco, caldo e morbido con una freschezza importante ed una sapidità stuzzicante. Dolcemente minerale ed equilibrato, è un vino che si abbina bene con la primavera e con l’estate. Colorato ed energico come una serata di festa.
Da gustare con insalate russe, frittate di patate, salmone, pesce e formaggi leggermente stagionati.
È il vino del momento… Sarà interessante riassaggiarlo tra qualche mese e vedere come potrà essersi evoluto. Nel frattempo, però, gustiamocelo!!

Merlot Montello e Colli asolani 2013 – Az. Sartor Emilio

Un Merlot del 2013 da 12,5 (ufficiali, ma probabilmente 13) gradi di alcol, che si presenta di colore rosso rubino impenetrabile, limpido e consistente.

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Al naso è intenso, abbastanza complesso e fine, con sentori di ciliegia, marmellata di prugna, liquirizia e spezie.
In bocca è secco, caldo, morbido, fresco, abbastanza tannico, sapido, abbastanza persistente ed equilibrato.
Una buona armonia tra naso e bocca ed una “muscolatura” tale da sorreggere bene abbinamenti con piatti strutturati come capriolo, polenta e tagliatelle al ragù.
Ideale per serate invernali, in taverna con un bel camino acceso e qualche amico…

I piatti che non ti aspetti… Il Peposo

Oggi parliamo di un piatto toscano: il Peposo.

PeposoPiatto originario di Impruneta, paese delle colline fiorentine noto per la “terra di Impruneta”: una argilla dal colore rosso, contenente sabbia, carbonato di calcio e ossido di ferro, da cui si ottengono terrecotte, mattoni e altri materiali in cotto.
Furono proprio gli addetti alla cottura dei mattoni nelle fornaci (“i fornacini”) ad ideare questa ricetta, mettendo in un angolo della fornace un tegame di coccio con tutti gli ingredienti affogati nel vino e voilà: dopo 5 ore il piatto era pronto.

La lunga cottura, il pepe ed il vino Chianti, inducevano i lavoratori a mangiare insieme al peposo parecchio pane ed a fare delle robuste bevute, per ristorarsi dalla fatica della giornata.

Da notare, cosa non da poco, che siamo di fronte ad un piatto gustoso, privo di grassi e soffritti.

La ricetta – PeposoPeposo alla fornacina d’Impruneta

Questa è una delle diverse versioni del piatto, dovute al fatto che si tratta di una preparazione popolare, che varia di famiglia in famiglia. Le quantità degli ingredienti sono approssimative ed a discrezione (e gusto) di chi lo prepara.

Gli ingredienti

– 1 kg di muscolo di chianina
– 1 lt. di Chianti
– 20 chicchi di pepe nero
– 5 spicchi d’aglio vestito
– Pane toscano a fette
– Un mazzetto di salvia ed uno di rosmarino
– Sale

La modalità di preparazione

In una pentola di coccio dalle adeguate dimensioni, disporre il muscolo tagliato a cubetti non troppo piccoli. Aggiungere gli spicchi d’aglio non pelati, il sale, il mazzetto di odori e il pepe. Coprire con il vino e far cuocere a calore moderato, in forno o sul fornello, finchè la carne non risulta estremamente morbida.
Tostare le fette di pane, in forno o sulla griglia, versarci sopra il peposo e servire subito.

Con cosa abbinare il peposo?

Sicuramente vini importanti, possibilmente toscani: Chianti e Morellino di Scansano su tutti, ma anche l’Hibernum (uno straordinario vino medievale di cui parleremo in uno dei prossimi post) è un’ottima soluzione….

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Restate connessi….