Falerio Pecorino Rugaro 2013 – Cantina Colli Ripani

Linea Pharus
Falerio Pecorino DOC “Rugaro”
Cantina Colli Ripani (Ripatransone AP, Italia)

Annata: 2013
Alcol: 13%

Data degutazione: 9 gennaio 2016

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Un bianco nerboruto, ottimo con formaggi e carni bianche.

Piacevole la sua complessità aromatica, con note di camomilla, ginestra e miele.
Buono il corpo, bella la struttura ed anche in bocca, la complessità è discreta.

Questo vino si presenta con un colore giallo paglierino piuttosto acceso, in una bottiglia classica e dall’etichetta semplice ed elegante. Un packaging sobrio e semplice, anche se forse si sarebbe potuto osare qualcosa di più.

Ad ogni modo il prodotto non tradisce le aspettative, un po’ come tutta la linea “Pharus” di Colli Ripani, azienda che continua a ricevere premi e riconoscimenti importanti, in Italia e non solo.

E’ il vino giusto se…Volete organizzare una cenetta intima, a lume di candela, ma avete voglia di stupire con qualcosa di diverso da un rosso, magari un po’ troppo diretto, o da una bollicina, talvolta un po’ scontata; da prendere in onsiderazione anche se avete intenzione di concedervi una serata abbastanza lunga, come “apripista” per scaldare i motori…

Giudizio complessivo: Vino da WinElite by CulturAgroalimentare.com

 

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WinElite by CulturAgroalimentare.com

Basta sono stanco!
Sono stanco del solito modo di degustare un vino.
Sono stanco delle solite chiacchiere più o meno trite e ritrite.
Sono stanco di seguire uno schema per dare un’ordine alle emozioni che il nettaro di Bacco può regalarmi.

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E’ da ormai un po’ di tempo che sto ragionando su questo argomento e ho finalmente deciso di seguire il mio cuore ed iniziare a parlare di un vino, a descriverlo, in maniera diversa dal solito.

Perchè partire sempre dal colore?
E’ vero che anche l’occhio vuole la sua parte, ma il vino è da bere o da guardare?

E, soprattutto, perchè un punteggio preciso frutto della sommatoria di tante valutazioni a volte fredde ed asettiche oltre che legate ad un preciso momento, difficilmente ripetibile?

Il vino è vivo, si evolve (nel bene e nel male) e racconta la sua storia a noi che lo assaggiamo, ma oggi il nostro orecchio è in grado di ascoltarlo e di recepire un determinato messaggio, mentre domani, probabilmente, le nostre impressioni su quello stesso vino potrebbero essere diverse. Da una parte perchè l’eperienza dell’assaggiatore può essersi arricchita o il suo acume sensoriale subire delle variazioni, dall’altra perchè lo stesso vino può esser leggermente cambiato.

In ultimo, la bottiglia? Quanto conta l’etichetta? E’ vero che l’abito non fa il monaco? Quanto incide sulle possibilità di acquisto un buon packaging?
Anche questo va valutato.

E ancora, quando quel vino potrebbe veramente esaltarsi?
Durante una cena romantica? Oppure un branch con gli amici? In occasione del pranzo di Natale o in solitudine davanti ad un camino?

Questo è tutto ciò che d’ora in avanti proverò a raccontare per poter dire la mia in questo sempre più affollato mondo del Vino ed il risultato sarà un WinElite Approved by CulturAgrolimentare.com oppure no.

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Perchè alla fine per i punteggi ci sono già le guide.

Per l’Elite del Vino, invece, c’è CulturAgrolimentare.com, che motiverà, di volta in volta, i suoi giudizi…

Buon Assaggio a tutti!!

Uno wine tasting in Scozia

Ad inizio Dicembre ho avuto il piacere di essere ospite di un amico italiano, titolare di un’azienda in Scozia, che mi ha proposto di organizzare uno wine tasting per alcuni suoi contatti.

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Abbiamo, quindi, passato in rassegna un grosso ipermercato ed una bella enoteca di Glasgow.

Per quanto riguarda la G.D.O., l’impressione che si ha passeggiando tra gli scaffali destinati al vino in UK è che Australia e Nuova Zelanda siano realtà talmente importanti da esser state in grado di rosicchiare notevole spazio ai paesi europei. A quest’area del Mondo, infatti, è destinato il maggior numero di scaffali.

Subito dopo vi è la Francia e solo dopo l’Italia, che sgomita con la Spagna, seguita dal Cile.

Per quanIMG_20151204_133456.jpgto riguarda il Bel Paese, eccezion fatta per il Brunello di Montalcino, siamo fondamentalmente considerati produttori di vini bianchi, Prosecco in primis. Con mia grande soddisfazione, sono riuscito anche ad acquistare una bottiglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Che il Prosecco sia il principale “cavallo da tiro” della nostra enologia, è quanto emerge anche da una passeggiata all’interno di uno wine shop, dove i prezzi medi ovviamente lievitano, così come le nostre aspettative…

Ci lasciamo tentare da Aglianico e Nero di Troia, curiosi di vedere come verranno valutati dai nostri consumatori locali, ben più avvezzi a whisky e birra.

Abbiamo chiesto ai nostri profani assaggiatori, di dare dei voti a colore, gusto ed olfatto, servendo i vini, a bottiglia coperta, in ordine di colore (prima bianchi e poi rossi) e gradazione alcolica.

Terminati gli assaggi, ho “smascherato” le bottiglie e chiesto anche un parere “estetico” sulle stesse ed un’idea di prezzo, per sapere quanto sarebbero stati disposti a pagare per ogni singola bottiglia.

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Per quanto riguarda i bianchi, con mia grande soddisfazione, il Verdicchio è stato da tutti molto gradito, così come il Prosecco (acquistato, però, in offerta in enoteca); per entrambi i prodotti, pagati circa 5 sterline, i nostri assaggiatori sarebbero stati disposti a pagare quasi il doppio.

Da approfondire la valutazione del Sauternes che non è stato particolarmente apprezzato, ma per il quale tutti avrebbero speso anche di più del doppio delle 5 sterline pagate (si è trattato, però, di una bottiglia da mezzo litro).

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E’ sui vini rossi, invece, che i nostri assaggiatori vanno un po’ in “crisi”, dimostrandosi non particolarmente inclini a questa tipologia di prodotti che tendono ad esser considerati facilmente “pesanti” e per i quali non avrebbero speso i soldi necessari per l’acquisto delle bottiglie più importanti.

Il Feteasca Negra rumeno ed il Dreamtime Ridge australiano non hanno generalmente convinto, ma anche i prodotti più interessanti (Aglianico Beneventano, Nero di Troia ed un sorprendente Carmenere Cileno), per quanto considerati piacevoli al naso, sono stati complessivamente ritenuti troppo cari rispetto alle 15/20 sterline a bottiglia pagate.

Alcune considerazioni sono doverose: si è trattato di un panel veramente ridotto (sette elementi, compreso il sottoscritto) e con scarse o nulle esperienze pregresse di assaggio di vino. Tuttavia, ho constatato con piacere un notevole interesse da parte di tutti i partecipanti e mi sono divertito a rispondere alle numerose domande che mi sono state rivolte, soprattutto inerenti le tecniche produttive.

Il Regno Unito, così come i Paesi Scandinavi, è certamente un mercato interessante, con ottime possibilità di spesa da parte dei consumatori che sono, inoltre, particolarmente curiosi sul mondo del Vino.

La G.D.O., in particolare in questo Paese, può essere un canale valido, permettendo di trovare prodotti discreti a prezzi abbordabili.

Proprio alla luce della grande concorrenza legata al fatto di vivere all’interno di un mercato globale, è oggi più che mai necessario riuscire a distinguersi dalla massa ed a comunicare in maniera semplice e corretta con tutti i follower e possibili clienti sui diversi mercati.

Che questo possa essere l’anno della svolta per tutte quelle Aziende con la A maiuscola, serie e coerenti con i propri valori e con le proprie ambizioni.

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