#LifeInNorway – Beer Tasting in Oslo

Last week I joined a nice beer tasting performed by the guys of one of my favourite clubs in Oslo: Smelteverket. I had the opportunity to meet Dimitri, the owner of the Club and CEO of “Oslo Browing Co.” Supported by Inga (production manager) and Steffen (commercial manager), they started some months ago producing beers near the Capital of Norway and now they want to know the customer opinions, before to launch on the market their beers. I could not to miss a so great opportunity to have a bit of “sensory analysis”…

All the photos available here.

 Il bello di Oslo è che, pur essendo una capitale, è una città estremamente vivibile, che propone moltissime occasioni di scambio e di crescita personale: concerti ed esibizioni dal vivo (in locali e teatri), corsi di marketing, flash mob, mostre, iniziative culturali varie, cene a tema, degusazioni e chi più ne ha più ne metta…

Ci sono bar e locali veramente belli, gestiti da ragazzi dinamici e pieni di idee. Uno di questo è lo Smelteverket, di cui ho già parlato in precedenza, dove sono recentemente tornato per una simpatica iniziativa proposta da Dimitri, il titolare di questa attività.
Assieme ad altri amici, infatti, Dimitri ha messo su la “Oslo Browing Co.”, una piccola società che si occupa di produrre (e quanto prima anche distribuire), birre artigianali.

Per ora ne hanno studiate e realizzate 6: 2 lager e 4 ale.

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Sono stati prodtti 250 litri di birra per ognuna delle 6 tipologie, ma la capacità produttiva è di 10 volte superiore. Prima, però, di arrivare a pieno regime, Dimitri (CEO), Inga (responsabile di produzione) e Steffen (per la parte commerciale), hanno deciso di organizzare delle degustazioni aperte al pubblico, per avere un giudizio dal pubblico sul loro operato.

3 le birre oggetto di studio in questa prima serata. Tutte con una gradazione alcolica di 4,7°. Andiamo a vederle in dettaglio…

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1) Pilsner. Leggermente torbida, con una schiuma leggera ed un naso non particolarmente intenso, ma complesso. Si riconoscono, infatti, miele e frutta, in particolar modo quella tropicale (mango su tutti). E’ una birra dal gusto fresco, non amara, con un corpo leggero e non particolarmente persistente.

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2) Blonde. Che si presenta torbida, con una bella schiuma ed un aroma intenso di luppolo, che col tempo, lascia ilposto ad uno sviluppo aromatico interessante, rivelando soprattutto agrumi. Al gusto è piena, morbida e con un retrogusto piacevole, leggermente amaricato.

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3) Pale Ale. Si presenta con una bella schiuma ed un colore leggermente rossastro, decisamente invitante. Il naso è pulito e si fanno apprezzare i frutti rossi, in particolare la ciliegia, oltre al miele di castagno. Abbastanza amara, ha un corpo medio e non risulta particolarmente persistente.

Tutte birre gradevoli, corrette e beverine, ma che, con qualche piccolo accorgimento, potrebbero rivelare maggiormente la loro correlazione con il territorio di origine e risultare forse meno semplici e commerciali, ma più stuzzicanti per tutti gli amanti e veri intenditori della birra.

Comunque, i miei personali complimenti a questi ragazzi. Ad maiora….

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Prosecco & Franciacorta…le bollicine made in Italy

If we talk about sparkly wine from Italy, everybody will think immediately to the Prosecco, but the noblest italian bubble, for sure, is the Franciacorta: the champenois method realized in the North of the Country. Recently I had an interesting tasting, when I could compare 2 authentic Prosecco and a refined Franciacorta. Three excellent examples of freshness…

In occasione delle festività pasquali, ho avuto modo di tornare in Italia per qualche giorno e finalmente sono riuscito a provare tre bottiglie che avevo da parte dalla scorsa estate, ma che, per via del mio trasferimento in Norvegia, non ero ancora riuscito ad assaggiare.

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  • Rive Della Chiesa Millesimo Extra Dry,
  • Rive Della Chiesa Asolo Prosecco Superiore DOCG,
  • Elisabetta Abrami Francciacorta DOCG Brut.

Purtroppo molto spesso capita di bere Prosecchi che, per restare su fasce di prezzo molto basse, sono corretti e gradevoli, ma del tutto incapaci di trasmettere emozioni e raccontare davvero qualcosa a chi li beve.

Non è il caso dei prodotti assaggiati in questa occasione.

IMG_20160321_153800Il “Millesimo” Vino Spumante extra dry è un blend di Glera (60%), Chardonnay (20%) e Pinto grigio (20%), provenienti da vigneti con e esposizione Nord – Sud, cresciuti su terreni rossi collinari tipici del Montello,
ad una altitudine media di 150 metri s.l.m.
Le viti hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro e la resa media/ha è pari a 150 quintali.
In cantina la fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox ad una temperatura controllata di 14°C e dura 14 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Bollicine piuttosto fini e persistenti.
Mela leggera e pompelmo sono i prinicipali profumi rilevabili al naso. Buona la persistenza e gradevole la freschezza in bocca.

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Il Prosecco Spumante Superiore extra dry Asolo Docg, leggermente più scarico nel colore rispetto al Millesimo, è prodotto con uve Glera al 100%, provenienti da un vigneto situato ad un’altezza di metri 250 s.l.m., con esposizione Est – Ovest.
Anche in questo caso le viti, di circa 20 anni di età, hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro, ma la resa media/ha è pari a 100 quintali.
Altra differenza è in cantina, dovela fermentazione si svolge sempre in vasche d’acciaio inox, ma ad una temperatura controllata di 16°C e per 60 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Ha un naso forse meno intenso, ma più complesso, regalando anche una leggera nota floreale ed un pizzico di miele.

Questi sono esempi di Prosecco vero, autentico, che meritano rispetto e nulla hanno a che spartire con certe “acque frizzanti colorate” che (con pricing generalmente inferiore ai 3 euro a bottiglia) girano per “i peggiori bar di Caracas” e non solo…

Dulcis in fundo….

IMG_20160321_162309 Franciacorta DOCG Brut di Elisabetta Abrami, prodotto con uve biologiche, 80% Chardonnay; 20 % Pinot nero.
Questo metodo classico prevede un periodo di affinamento minimo di 18 mesi sui lieviti ed almeno altri 3 mesi di post degorgement.
Alcool: 12,5 %.

Un prodotto di personalità, meravigliosa espressione del metodo classico italiano. Al naso si sentono i lieviti che conferiscono la classica nota di crosta di pane.
Bollicina estremamente fine, persistente e numerosa.
In bocca il prodotto è corposo, quasi vellutato, fine e persistente.

Una bollicina con cui festeggerei volentieri un avvenimento importante (possibilmente assieme a persone in grado di apprezzare la qualità).

Giudizio complessivo: Vini da WinElite by CulturAgroalimentare.com

(Un ringraziamento speciale ad Angelo Caputo che ha fornito le bottiglie e a Luca Giampaolini e Marco Simonetti, con cui ho avuto il piacere di condividere questa frizzante degustazione)

#LifeInNorway – Bondens Marked

Bondens Marked (Farmer’s Market) is a market place where you as a customer can buy food directly from the producer. The meat comes from own animals or animals in the vicinity, the berries are personally harvested and the breads are baked in own ovens. Because the producers sell you the products themselves, you can get all the information you wish about it. By doing this, you as a customer can receive a unique product with focus on origin, quality and taste. 

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Sono ormai trascorsi più di 8 mesi da quando mi sono trasferito ad Oslo per lavoro ed una delle principali “difficoltà” che ho riscontrato vivendo qui è legata alla scarsa varietà di prodotti alimentari in vendita nei supermercati.

Mi spiego meglio: la distibuzione, a livello di G.D.O. è affidata a pochissimi gruppi e di conseguenza in tutti i supermercati (anche di insegne diverse) si trovano praticamente sempre gli stessi prodotti, gli stessi marchi….gli stessi prezzi. Ciò vale sia per il fresco che per il conservato.

Ho, quindi, accolto con immenso piacere l’invito di Davide, un italiano che vive qui da due anni, ad andare a fare una passeggiata al Bondens Marked: il mercato dei produttori locali.

Stando a quanto sono riuscito a raccogliere dalle chiacchierate con i vari produttori, infatti, dal 2002, ogni Sabato, in un quartiere diverso, è possibile incontrare “local farmers” ed assaggiarne i prodotti che sono ben diversi da quelli che si trovano nei supermercati. Anzi, molti dei prodotti venduti in questo mercato, sono articoli che la G.D.O. generalmente non commercializza proprio, come il succo di ribes, o la carne di balena.

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Oltre alle varie salsiccie di renna, cervo ed alce, sono stato particolarmente felice di assaggiare il vero BRUNOST (il formaggio marrone) e capirne meglio la tecnica realizzativa. Tecnicamente non lo si dovrebbe definire formaggio, dato che si tratta di un sottoprodotto dell’industria casearia, come la nostra ricotta. Proprio come quest’ultima, infatti, il brunost si ottiene dal siero di latte che, però, non si fa flocculare, ma si porta in ebollizione e si lascia bollire per molte ore, a seconda del risultato desiderato. Più il processo verrà spinto, infatti, e maggiore sarà l’evaporazione dell’acqua, con conseguente caramellizzazione degli zuccheri ed ottenimento di un prodotto più scuro (o bruno, per l’appunto….).

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Il brunost, però, si tratta in tutto e per tutto come un formaggio e, quindi, affettato con gli appositi Ostehøvel (“cheese slicer”). Ha una consistenza compatta, ma è leggermente più morbido di formaggi come il Gouda e si presta bene ad essere affettato. Non si sbriciola. Il sapore è dolce, ricorda il caramello, ma con una nota più selvatica nelle varianti che contengono latte di capra. E’ l’deale con i waffel.

Il mio giretto per questo interessante mercato (il cui sito ufficiale, per maggiori informazioni, è disponibile cliccando qui), non poteva non avere una dolce conclusione: pancake caldi, da gustare con marmellate e creme di vario genere…

Noi italiani restiamo i cultori della buona tavola per antonomasia, ma ogni Paese ha qualcosa di interessante da proporre, provare ed apprezzare.
Ogni nuova scoperta non può che arricchirci….

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Vernaccia di San Gimignano 2013 – Corte alle Mura

 

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“Vernaccia di San Gimignano” is a white wine produced in a small area of Tuscany, between Siena, Pisa and Florence, coinciding with the municipality of San Gimignano, known and appreciated worldwide. It is controlled and guaranteed by the brand of Controlled and Guaranteed Origin (DOCG) and was the first Italian wine to receive the mark of Denomination of Controlled Origin (DOC) in 1966 and in 1993 had the DOCG.

Durante il mio ultimo soggiorno in Italia ho avuto modo di assaggiare questa Vernaccia di San Gimignano dell’Azienda Corte alle Mura.

Annata: 2013
Alcol: 12,5%

Alla vista si presenta con uno strano giallo oro lucente, brillante, consistente.
Il naso è intenso, ma non particolarmente complesso: camomilla, fiori gialli. Nient’altro.
In bocca non delude ma non si esalta nemmeno, dato che non ha una grandissima acidità. Anche per quanto riguarda la persistenza non lascia il segno, dato che svanisce abbastanza rapidamente.

E’ il vino giusto se…Volete spendere poco e nessuno dei vostri commensali ha una particolare competenza per quanto riguarda il vino.
Vino da G.D.O. che mi aspetto abbia un pricing inferiore ai 4 euro.

Giudizio complessivo: Vino non approvato da WinElite by CulturAgroalimentare.com