#LifeInNorway – Oslo Brewing Co. Launch Party

On 15th of June, I was invited to the presentation of “Oslo Brewing Co.” and tasting their beers.
Also, I had the opportunity to meet the brewer of this company: Inga Greve. She was so kind to release an interview for my blog…

When and how did you decided to start with beers production?

We started our company in 2015. Our group consists of people with different abilities and backgrounds, all living in Oslo and with a common love for the city. Our goal was clear from the beginning, we wanted to make beer we believed in, and use that beer and our brand to help put Oslo on the map. Our initial beer production began at the turn of the year into 2016.

Did you think to make it a business since the beginning or just after a while?

Oslo Brewing Co. was a beer business idea from the very beginning. We take Oslo seriously and gave ourselves an objective from the start – help put Oslo on the map through beer. Through really good beer.

What was the hardest moment during this last year?

Our goals and ambitions have been high from the beginning. That has certainly tested us, and will continue to do so. But it’s all good fun and part of the process. We did have a different name in the beginning. We ordered 500 glasses with that name printed on each glass. Then we changed our company name… It happens.

What’s your biggest satisfaction at the moment?

Having people tell us they enjoy our beer. Selling our beer in bars around Oslo that we really believe in. Established bars. New bars. By the ocean. By parks. We are truly dependent upon people’s feedback and comments. Which is why we cherish all feedback from the community, good and bad. We always look to improve.

Talk us about your beers: features, pairings, etc…

We have 6 beers now, Summer wit, Ipa, Pale ale, Blonde, California Lager and Pilsner.

Summer Wit (4,5 % alc.). Easy drinking fresh wit with blueberries in it, made for warm summer days in Oslo. Pairs really good with some salads, easy cheeses, fruit desserts or as a thirstquencher.

Pilsner (4,7 % alc.). Fresh Crisy pilsner with some more hoppy flavor then a regular pilsner. This one pairs good with salty food, but also best alone!

Pale ale (5% al.). American pale ale with american hops that gives it a fresh citrusly flavor and with a nice balanced body that makes it easy drinking. Pairs good with some fatty food, burgers, bbqfood, spareribs or just delicius alone.

IPA (6 % alc.) Ipa with Equniox hops that makes a warm tropical flavor with hints of citrus, clean and fresh bitternes with an Ibu at 50. Ipas are perfect alone, but pairs also well to spicy asian food.

Blonde (4,5 % alc.) Flavoured american blonde with a rich body and Hull melon hops that makes flavors of strawberry and melon to come out. Blondes are perfect match to seafood and white meat.

California Lager (4,5 % alc.) Lager with a more complex and rich body then regular lagers, with Mandarina Bavaria hops that gives it flavors of oranges. Pairs good to salty food, but also to red meat with sweet assessories, but also really tasty on its own.

What are the projects for the future?

We are currently expanding in Oslo with more bars selling our beer. We are also doing a collaboration brew in Boston with Aeronaut Brewing Co. That’s very exciting as we will sell our beer in Boston this summer. In addition, we are opening a bar in Tokyo later this year. All very exciting projects. All helping to put Oslo on the map.

What’s your favourite beer in general (not of your business) and of Oslo Brewing Co? And Why?

We enjoy lots of beer from all over. We are very lucky to have testes so many beers from the UK, the US, Japan, around Scandinavia – choosing one favourite is simply impossible. We’re just glad beer is so good. And that’s what we do with our own beer as well – we make a wide variety because people have different preferences and enjoy different tastes. Our beer is true to every beer style we make, and in the fresh end of each style. It’s beer we believe in and beer we hope you will enjoy.

Like always, all the photos of this nice event, are available on the facebook page of my blog, clicking here.

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Il 15 giugno scorso, nella splendida cornice del fiordo di Oslo, ho avuto il piacere di partecipare all’evento ufficiale per il lancio delle birre di “Oslo Brewing Co.”, una realtà locale, nata grazie all’amicizia di un gruppo di ragazzi norvegesi, che condividono l’amore per Oslo.

Avevo già avuto modo di assaggiare qualcuno dei loro prodotti mesi fa, dando il mio parere e sono veramente contento di apprendere che, anche grazie ai miei suggerimenti, i prodotti con cui ora sono usciti sul mercato stanno prendendo una piega meno commerciale e più tipica.

Nel mondo della birra, così come nella vita, tutto evolve e niente è detto che debba restare sempre uguale, quindi sicuramente sono già in cantiere novità e modifiche, ma sono sempre contento quando vedo persone semplici e serie muoversi con determinazione ed ottenere risultati: sono già interessanti, infatti, gli accordi commerciali finora stipulati, grazie ai quali sarà possibile assaggiare queste birre in alcuni dei più eleganti e rinomati locali della capitale norvegese…e non solo.

Durante questa presentazione, ho avuto modo di conoscere Inga Greve, la mastro birraia di questa gioavane azienda, alla quale ho rivolto alcune domande.

Quando e come avete deciso di inziare la produzione di birra?

La nostra azienda è nata nel 2015. Il nostro gruppo consiste di quattro persone con diverse abilità e competenze pregresse specifiche. Viviamo tutti ad Oslo ed abbiamo in comune l’amore per questa città. Il nostro obiettivo era chiaro fin dall’inizio: noi volevamo produrre una birra in cui credere e usare quella birra ed il nostro brand per far conoscere Oslo. La nostra prima produzione di birra è avvenuta agli inizi del 2016.

Avete pensato di farne un business fin dall’inizio o solo dopo un po’?

Oslo Brewing Co. è stata una idea di business fin dall’inizio. Noi ci crediamo e fin dall’inizio ci si siamo dati l’obiettivo di far conoscere Oslo attraverso la birra. Una birra veramente buona.

Qual’è stato il momento più difficile nell’ultimo anno?

Abbiamo avuto obiettivi ed ambizioni molto alti fin dall’inizio. Questo ci ha messo alla prova e continuerà a farlo, ma è anche divertente e fa parte del processo di crescita. Avevamo un nome diverso all’inizio ed abbiamo ordinato 500 bicchieri con su scritto quel nome… Poi abbiamo cambiato il nome della società. Capita….

Qual’è adesso la tua più grande soddisfazione?

Le persone che ci dicono di apprezzare la nostra birra. Vendere le nostre birre in quei bar di Oslo che davvero credono in noi. Bar importanti. Bar nuovi. Bar vicini all’Oceano. Bar nei parchi. Noi abbiamo davvero bisogno dei feedback e dei commenti della gente. Abbiamo a cuore tutti i feedback da parte della comunità, sia positivi che negativi. Cerchiamo sempre di migliorare.

Parlaci delle vostre birre: caratteristiche, abbinamenti, etc…

Al momento abbiamo 6 birre: Summer wit, Ipa, Pale ale, Blonde, California Lager e una Pilsner.

Summer Wit (4,5 % alc.). Facile da bere, fresca, con all’interno mirtilli. Ideale per le calde giornate estive a Oslo. Si abbina bene con alcune insalate, formaggi semplici, dolci alla frutta o anche da sola, per dissetarsi.

Pilsner (4,7 % alc.). Una pilsner fresca, “croccante” e saporita, un po’ più luppolata di una pilsner normale. Ottima da sola, ma bevibile anche con piatti saporiti.

Pale ale (5% al.). Una pale ale americana, con un luppolo americano che le da freschezza ed un gradevole sapore citrino. Ha un corpo bilanciato che la rende facile da bere. I suoi abbinamenti migliori sono con  cibi un po’ grassi, hamburger, carne arrosto e costine, ma è ovviamente gradevole da bere anche da sola.

IPA (6 % alc.) Questa birra viene realizzata utilizzando il luppolo Equinox, che le da un sapore caldo “tropicale” con sentori di agrumi netti ed una fresca amarezza, grazie anche al suo grado Ibu pari a 50. Le Ipa sono perfette da sole, ma si accompagnano bene anche con cibo asiatico piccante.

Blonde (4,5 % alc.) La classica bionda americana con un corpo ricco e sentori di fragola e melone, dovuti all’utilizzo del luppolo “Hul Mellon”. Le bionde sono perfette col pesce e con le carni bianche.

California Lager (4,5 % alc.) E’ una lager con un corpo più ricco e complesso rispetto alla maggior parte delle lager. Per questa birra ho utilizzato il luppolo “Mandarina Bavaria” che lò conferisce profumi agrumati. Validi abbinamenti sono quelli con cibi saporiti, ma anche con le carni rosse con qualche condimento dolciastro (tipo le salse o le cipolle caramellate, ndr), ma si tratta di una birra già di per se stessa molto gustosa.

Progetti per il futuro?

Ci stiamo attualmente espandendo ad Oslo con molti bar che vendono la nostra birra. Stiamo anche avviando delle collaborazioni utili per sviluppare i nostri prodotti, con l’Aeronaut Brewing Co di Boston. Ciò è davvero molto stimolante, così come vendere la nostra bira a Boston già da questa estate. Inoltre quest’anno apriremo anche un bar a Tokyo. tutti progetti molto eccitanti, che ci aiutano a far conoscere sempre di più Oslo.

Quali sono in generale le vostre birre preferite? E qual’è quella che vi piace maggiormente tra tutte quelle di Oslo Brewing Co, ? Perchè?

Ci sono tantissime birre che ci piacciono. Ci riteniamo fortunati ad aver provato moltissime birre dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti d’America, dal Giappone, dalla Scandinavia…quindi sceglierne una è impossibile! Ci fa solo estremamente piacere che le birre siano così buone. Così come ciò che noi facciamo con le nostre birre: una ampia varietà, proprio perchè le persone varie preferenze e gusti diversi. La nostra birra è vera sotto ogni aspetto e ognuna delle nostre birre ha il suo stile e la sua freschezza. E’ la birra in cui noi crediamo ed è la birra che speriamo vi piacerà.

Come sempre, tutte le foto di questo evento sono riportate sulla pagina facebook del mio blog, cliccando qui.

Falerio una DOC d’aMare – XIII edizione

Falerio Doc d'amare 2016.jpg

La Confcommercio di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare, in collaborazione con l’AIS Marche – Delegazione di Fermo, presenta la tredicesima edizione dell’evento dedicato alla promozione del prestigioso Vino Piceno.

Alle ore 18:00 nella sala meeting un incontro dal titolo: “I territori del Falerio, peculiarità e differenze“.
Numerosi gli interventi tecnici in programma: Giorgio Savini, vicepresidente Consorzio Vini Piceni; Rocco Vallorani, consigliere Assoenologi; Gualberto Compagnucci, direttore Sommelier Marche Magazine; Domenico Balducci, Presidente AIS Marche.

Dopo la cerimonia di premiazione dedicata ai vincitori dei concorsi “Falerio una D.O.C d’aMare” e “Un piatto per il Falerio“, si aprirà il bando d’assaggio di tutti i Falerio e Falerio Pecorino presenti.

Ingresso gratuito.

Il concorso “Falerio: una D.O.C. d’aMare” è riservato alla produzione di Falerio e Falerio Pecorino della vendemmia 2015 delle Aziende Vinicole della provincia di Fermo e Ascoli Piceno.

Il concorso “Un piatto per il Falerio” è riservato ai Ristoranti di Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare che proporranno una ricetta abbinata ad una etichetta di Falerio a scelta.

Tokaj Disznókő 1413, annata 2012

Tokaji or Tokay is the name of the wines from the Tokaj wine region (also Tokaj-Hegyalja wine region or Tokaj-Hegyalja) in Hungary or the adjoining Tokaj wine region in Slovakia. This region is noted for its sweet wines[1] made from grapes affected by noble rot, a style of wine which has a long history in this region. The “nectar” coming from the grapes of Tokaj is also mentioned in the national anthem of Hungary.

Diszonoko Tokaji 2012 - fronte + bicchieri

1413 is the year the Disznókő vineyard was first mentioned in a land register. So an apt name for this modern interpretation of Édes (sweet) Szamorodni, a traditional Tokaji wine.

Szamorodni is a traditional wine that has been produced for many centuries in Tokaj. The name comes from the Polish meaning “as it comes”: the bunches come as they are from vineyard to cellar. The grapes are not selected one by one (harvesting method for making Aszú wines), but picked in whole bunches with many shrivelled and botrytised grapes. After fermentation the wine is barrel aged.

Pale to rich gold. When young you will discover wild flowers, fresh and candied fruits (apricot, citrus, tropical notes) as well as almonds and woody spices. As it ages in the bottle, Disznókő 1413 Tokaji develops notes of honey and dried fruits while the crisp acidity gently softens. This is a wine with finesse and balance.

A wine deserving to belong to the WinElite by CulturAgroalimentare.com

Nome del vino: DISZNÓKŐ 1413 TOKAJI ÉDES SZAMORODNI
Azienda: Tokaj Disznókő Szőlőbirtok és Pincészet Zrt
Annata: 2012
Gradazione Alcolica: 13%
Data di assaggio: 4 luglio 2016

Nel bicchiere si presenta giallo dorato abbastanza intenso, tra il brillante ed il cristallino e consistente.

Al naso è fine, intenso, abbastanza complesso, con profumi di fiori gialli leggermente surmaturi, miele e pesca. Col passare dei minuti rivela una interessante lieve nota di tostato/minerale.

In bocca è dolce, caldo, morbido, abbastanza fresco, sapido ed equilibrato.
In accordo con la sua consistanza, presenta una buona persistenza.
La pesca percepita al naso si avverte netta in bocca, assieme alla forte nota di dolcezza.
Un vino fine ed armonico, a cui si potrebbe tranquillamente attribuire un punteggio tra l’86 e l’88.

Ideale con biscotteria secca, ma anche interessante da abbinare a dolci con ricotta e frutta (cannolo siciliano?)…

Il vestito di questo vino è rappresentato da una bottiglia elegante ed una etichetta semplice, ma curata, in linea con il prodotto che contiene.

E’ il vino giusto per concludere con dolcezza una cena importante, che sia tra due amanti o di gala.

Giudizio complessivo: Vino da WinElite by CulturAgroalimentare.com

Antonio Centocanti nuovo presidente IMT

ISTITUTO MARCHIGIANO DI TUTELA VINI: ANTONIO CENTOCANTI ELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO

Antonio Centocanti

È Antonio Centocanti, presidente della Cantine Belisario Soc. Coop. Srl, il nuovo presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt), consorzio diretto da Alberto Mazzoni che rappresenta l’82% dell’export vinicolo delle Marche. Nato a Cerreto d’Esi, classe 1955, Centocanti che succede a Gianfranco Garofoli, è stato eletto all’unanimità dal neo consiglio di amministrazione del maxiconsorzio che conta circa 700 soci e 16 denominazioni tutelate. Ad affiancarlo, i nuovi vicepresidenti Michele Bernetti (Umani Ronchi) e Doriano Marchetti (Moncaro).

Le Marche del vino – ha detto il nuovo presidente di Imt, Centocanti – hanno raggiunto un buon livello sul fronte della notorietà e della qualità dei prodotti ormai apprezzati a livello internazionale, Verdicchio in primis. Ora occorre fare il salto di qualità. Obiettivo del prossimo triennio sarà perciò consolidare l’immagine e le posizioni conquistate dai vini marchigiani sul mercato interno ma soprattutto rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri attraverso azioni promozionali mirate e incoming sul territorio. Una direzione questa – ha concluso Centocanti – ampiamente condivisa dalla nostra base associativa”.

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)

L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini a Collisioni 2016

Dal 14 al 18 luglio assaggi cibo-vino aperti al pubblico, degustazioni guidate da Ian d’Agata e l’incontro tra Regione Marche e Regione Piemonte sul palco wine and food

Collisioni 2016

Il Verdicchio e le Marche si fanno agrirock a Collisioni (Barolo, 14-18 luglio) tra musica, degustazioni e abbinamenti cibo-vino. L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini – IMT rafforza infatti per il 2016 la sua partnership con il Festival di letteratura e musica in collina con una nutrita partecipazione al Progetto Vino di Ian D’Agata, ‘assaggi Dop & Slow Food marchigiani’ aperti al pubblico nello stand IMT in piazza Rossa e l’incontro tra Regione Marche e Regione Piemonte sul palco wine and food di Collisioni. All’evento – che quest’anno ospita tra premi Nobel, scrittori, musicisti ed esponenti del mondo dell’enogastronomia, anche Elton John, il premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič, il premio Pulitzer Richard Ford e il fondatore di Vinous, Antonio Galloni – parteciperanno 25 aziende IMT, con le denominazioni Verdicchio, Rosso Conero, Lacrima di Morro d’Alba, Colli Maceratesi Ribona e Bianchello del Metauro.

 Mazzoni

Per il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni: “Ci presentiamo quest’anno a Barolo con una collettiva più strutturata e con un’offerta eterogenea per il pubblico sull’enogastronomia regionale. Il sodalizio con Collisioni continuerà dopo il Festival con una due giorni itinerante nell’area di Jesi, che nel primo weekend di settembre ospiterà giornalisti internazionali e stakeholder del Progetto Vino ma anche alcune cantine di Barolo e del Piemonte, in un gemellaggio simbolico tra due grandi territori del vino”.

Si comincia giovedì 14 luglio con gli assaggi street food aperti al pubblico nella piazza Rossa, dove si potranno degustare fino a tarda notte i grandi prodotti della cucina marchigiana (dal Ciauscolo alla Casciotta d’Urbino, dall’Oliva ascolana del Piceno ai prodotti Presidio Slow Food) in abbinamento ai vini IMT per tutta la durata del Festival. Eccellenze che il pubblico potrà scoprire anche domenica 17 luglio (ore 12:00) sul palco wine and food del Castello di Barolo nell’incontro tra Marche e Piemonte con l’assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero. Protagoniste dell’evento saranno le denominazioni IMT e i prodotti Dop marchigiani accanto a Barolo, Barbera e altre denominazioni, la Nocciola Igp e i formaggi Dop piemontesi.

Due invece gli appuntamenti riservati agli esperti coinvolti dal Progetto Vino – tra critici internazionali, giornalisti, importatori e buyer – che vedranno protagonisti i vini marchigiani nei tasting guidati da Ian D’Agata. Il 17 luglio primo piano sul bianco più premiato d’Italia, il Verdicchio, in una degustazione che metterà in luce le doti che lo rendono unico tra i grandi bianchi italiani: struttura e grande personalità, ma soprattutto longevità e capacità di migliorare nel tempo. Lunedì 18 luglio sarà invece la volta delle denominazioni marchigiane, dalle più conosciute come il Rosso Conero alle emergenti Colli Maceratesi Ribona e Bianchello del Metauro.

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)

Il Rosso Conero nei ristoranti delle Marche

VINO: IMT PRESENTA LA CAMPAGNA “RED MARINE WINE” SUL ROSSO CONERO.
LA PRIMA DOC ROSSA DELLE MARCHE FA SQUADRA CON I RISTORANTI DI PORTONOVO

CONERO_Red_Marine_Wine_Logo

Al via “Red Marine Wine”, la campagna del Rosso Conero promossa dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Per l’estate 2016 infatti la prima doc rossa nata nelle Marche si rifà il look con una nuova immagine coordinata e un nuovo claim che si affiancheranno ad azioni promozionali e di marketing realizzate in sinergia con i ristoranti della Baia di Portonovo. A presentare l’iniziativa oggi a Portonovo, alla presenza dei produttori di Rosso Conero e Conero Riserva aderenti al progetto, il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), Alberto Mazzoni e il presidente del consorzio La Baia di Portonovo, Marcello Nicolini.

portonovo

Obiettivo della campagna “Red Marine Wine”, in partenza dal 10 luglio sulla stampa e sui social network con una pagina Facebook dedicata, è “il rilancio di una denominazione caposaldo della viticoltura marchigianaoltre 350 gli ettari vitati e più di 13mila gli ettolitri di vino imbottigliato nella campagna 2014-2015attraverso un brand che ne rievoca il terroir e l’incontro tra il mare della Baia di Portonovo e il Monte Conero. Un ambiente straordinario, caratterizzato da brezze marine e da un terreno calcareo che permettono al vitigno Montepulciano di esprimere nel Rosso Conero una tipicità unica e irripetibile altrove”, come spiegato dallo studio HEERO che ha realizzato l’advertising.

All’insegna del connubio tra Rosso Conero e mare sarà anche il progetto di marketing territoriale, che prevede dal 10 luglio al 31 ottobre una carta dei vini ‘ad hoc’ e degustazioni al calice in abbinamento ai piatti a base di pesce e di moscioli in dodici ristoranti della Baia di Portonovo contraddistinti da apposita vetrofania. Ad arricchire la carta anche un QR code in grado di fornire in tempo reale su smartphone la geolocalizzazione e le informazioni delle cantine, che sarà utilizzato parallelamente per le brochure in distribuzione negli alberghi della zona.

Mazzoni e IMT

Dopo il Verdicchio – ha detto il direttore di IMT, Alberto Mazzoni – anche il Rosso Conero fa squadra con il territorio in un progetto di promozione che per la prima volta unisce 20 aziende, pari al 90% della denominazione, per ridare il giusto slancio ad un prodotto piacevole da bere, non necessariamente legato all’uso del legno, e che esprime una fetta importante della nostra produzione. L’obiettivo è quello di intraprendere, sulla scia di quanto fatto per il Verdicchio, un percorso condiviso sulla qualità totale e sulla promozione di un brand che si lega ad un territorio di forte appeal a livello turistico. Entro il prossimo inverno – ha concluso Mazzoni – puntiamo a coinvolgere anche alberghi e ristoranti di Senigallia, Porto Recanati e dell’entroterra”.

ECCO L’ELENCO AZIENDE IMT E DEI RISTORANTI ADERENTI A RED MARINE WINE

lista aziende e ristoranti Red Marine Wine

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)