#FinanziamenEuropei – EU GATEWAY: opportunità in oriente per chi produce biologico

#FinanziamentEuropei – EU GATEWAY: opportunità in oriente per chi produce biologico
di Matteo Fabbri

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Oggi parliamo del programma EU Gateway, lanciato nel 2016, con l’obiettivo di garantire ai partecipanti la possibilità di accedere a diverse business mission in Corea, Sud-Est asiatico e in Cina.
Ogni missione aziendale può ospitare fino a 50 aziende europee che avranno la possibilità di partecipare ad una missione imprenditoriale di una settimana incentrata su un settore specifico. Tra questi Green Energy TechnologiesAmbiente & Water Technologies, Healthcare & Medical Technologies, Edilizia e Building TechnologiesInformation & Communication Technologies, Design europeo, Prodotti alimentari e bevande (Organic solo in Corea). Attraverso un team dedicato in Europa, così come nei mercati locali, EU Gateway permetterà di sondare le opportunità di business nei mercati asiatici riducendo al minimo i costi necessari per entrare in un nuovo mercato e garantirà nuovi contatti commerciali approfittando di un team di esperti della Commissione Europea.

Le aziende, per essere ammesse, devono avere la loro sede nell’UE, esistere da almeno 5 anni ed essere in grado di dimostrare lo storico finanziario degli ultimi 3. Inoltre, le aziende candidate dovranno avere un fatturato ed un numero di dipendenti sufficiente per entrare con successo nel mercato di riferimento.

flag_ue_2-715x320-620x320Il bando EU Gateway è un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea volta a supportare le aziende nell’ingresso sul mercato asiatico, stabilendo collaborazioni commerciali di lunga durata. La Business Mission dedicata all’Organic Food and Beverage si svolgerà a Seoul (Korea del Sud) da lunedì 23 ottobre a venerdì 27 ottobre 2017. Questa missione riguarda esclusivamente i prodotti biologici. In particolare si rivolge ai produttori di alimenti per neonati, cereali o prodotti a base di cereali, latticini, prodotti da forno, dolciumi, salse e condimenti, olio, birra, vino, liquori, succhi di frutta, tè, caffè e cacao, frutta e verdura, carni e frutti di mare. Non sono ammessi i produttori che utilizzano additivi alimentari, anche se solo in fase di lavorazione del prodotto.

FOOD-WEEK-KOREA-로고Le aziende selezionate avranno l’opportunità di usufruire di servizi progettati per ottimizzare la propria attività commerciale, finanziati totalmente dall’Unione Europea. L’UE in particolare accompagnerà l’azienda nella ricerca di partner commerciali, nella pianificazione dei business meeting e nella promozione del prodotto nel mercato coreano. Verrà fornito inoltre, uno spazio espositivo all’interno della Korea Food Week con un interprete personale, per curare al meglio le relazioni con i potenziali clienti. In questo spazio gli imprenditori potranno presentare il loro prodotto attraendo nuovi partner commerciali. L’UE co-finanzierà anche il materiale espositivo comprensivo di brochure, manuali e documentazione aziendale.

Prima della partenza per la business mission, la Commissione assegnerà un tutor a ciascuna delle aziende selezionate per un periodo di coaching, nel quale gli imprenditori potranno mettere a punto il piano commerciale più efficace, supportati dagli esperti della Commissione.

Durante questa business week i partecipanti avranno anche la possibilità di incontrare i rappresentanti di ambasciate e organizzazioni imprenditoriali degli Stati membri invitati dagli organizzatori. La deadline per partecipare alla missione è il 19 maggio 2017.

Per maggiori informazioni sul presente bando è possibile scrivere a info@culturagroalimentare.com

Focus Europa

L’industria alimentare e delle bevande rappresenta un settore di vitale importanza per l’Unione Europea. L’Europa detiene la quota più importante nelle esportazioni di alimenti e bevande a livello mondiale. Nel 2014, l’industria europea ha registrato il record di surplus commerciale di 27,6 miliardi di euro. Le esportazioni del settore sono in crescita e sono raddoppiate nell’ultimo decennio. Dal 2013 i prodotti che hanno registrato un maggiore incremento sono quelli lattiero-caseari (+ 10%), cioccolato e confetteria (+9%) e prodotti a base di grano e amido (+ 9%).

Vino, Liquori e Birra

Il settore vitivinicolo dell’Unione europea è composto per la stragrande maggioranza da piccoli produttori. L’UE rimane l’esportatore di vino più importante in tutto il mondo e, dopo 3 anni di stabilità relativa, ha raggiunto il miglior risultato nel 2015: 21,9 milioni di ettolitri (+ 3%), che corrisponde ad una performance economica di 9,8 miliardi di euro (+ 8,9%).

L’UE è il secondo produttore di birra più grande al mondo, dopo la Cina. I paesi dell’UE hanno venduto oltre 27 milioni di ettolitri di birra fuori dall’UE nel 2014 (circa il 7% della produzione totale). Le esportazioni di alcuni paesi (intra e extra-UE) rappresentano più della metà della loro produzione totale (in particolare Belgio, Paesi Bassi e Danimarca).

FinanziamentEuropei…un supporto in più per le Aziende Italiane

Con oggi apriamo una nuova rubrica all’interno di questo sito, con cui andremo a parlare di Bandi e Finanziamenti per aprire nuove possibilità di sviluppo per le Aziende Agroalimentari e creare così nuove opportunità di collaborazione con chi ha desiderio di muoversi in questo ambito.

matteo_fabbri.jpgLo faremo assieme a MATTEO FABBRI Laureato in giurisprudenza con una tesi in diritto dell’UE avanzato. Matteo lavora dal 2015 a Bruxelles e ha fatto parte per quasi un anno, del Gabinetto del Vice Presidente del Parlamento Europeo. Da Aprile 2016 lavora come Policy Advisor presso una società di consulenza per le PMI. Esperto in finanziamenti dell’Unione Europea, conosce quello che serve alle PMI agroalimentari per sostenere la propria crescita sui mercati internazionali.

Matteo, quali pensi siano le criticità principali per le Aziende del Settore Agroalimentare che si avvicinano al mondo dei Finanziamenti Europei?

Probabilmente le criticità maggiori per quanto riguarda i fondi europei, siano essi diretti o indiretti, sono a livello di comunicazione e di accessibilità. Penso che le aziende debbano essere messe in condizione di accedervi facilmente. Allo stato attuale esistono troppi ostacoli. E’ anche per questo motivo che nasce questa rubrica sui fondi europei all’interno di CulturAgroalimentare: per fornire alle aziende il “codice d’accesso” ai finanziamenti.

Che impressione ti sei fatto sulle attuali politiche europee di sviluppo per il settore Agroalimentare?

commissione-europeaMi sembra che le attuali politche europee stiano andando nella giusta direzione, ma si può sicuramente fare di più per tutelare le nostre imprese. In Italia abbiamo un patrimonio agroalimentare incredibile, come dimostrato anche dal primato nel numero di IGP e di DOP. In queste settimane è stata pubblicata la classifica di «Global Health Index», l’agenzia creata da Bloomberg, che valuta lo stato di salute della popolazione in base a diversi indicatori e l’Italia si è classificata al primo posto, grazie soprattutto alla dieta mediterranea e agli straordinari prodotti del nostro territorio. Questa ricchezza va tutelata ed esportata. Pensa che in Gran Bretagna è stato introdotto un sistema di etichettatura dei prodotti agroalimentari cosiddetto “a semaforo”, che considera, ad esempio, il Parmigiano Reggiano più nocivo di una diet cola, danneggiando le aziende e fuorviando il consumatore. In questo l’Europa deve essere vigile.

E adesso, quale bando particolarmente interessante ti senti di suggerire al nostro pubblico?

In questo momento c’è un bando veramente valido: il programma EU Gateway.

Tuttavia, è mia intenzione parlarne più approfonditamente nel mio primo articolo qui su CulturAgroalimentare.

Quindi…continuate a seguirci!!