Ci sarà da degustare….

Sabato mattina mi sono concesso un giretto tra Ancona e Macerata, godendo di una bella giornata di sole ed approfittandone per visitare il punto vendita della Cantina Colli Ripani a Porto Recanati.

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Ne sono uscito con una bella campionatura omaggio che mi appresto a degustare con grande piacere nelle prossime settimane.

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Restate connessi per conoscere più da vicino l’Azienda di Ripatransone ed i suoi prodotti…

Nasce Arianna: il filo della Cultura

Per raccontare una Regione come Le Marche con un taglio culturalmente accattivante, da diversi mesi sto lavorando con un importante regista televisivo e teatrale per dar vita ad un format televisivo attraente e flessibile: Arianna.

Affinché questo progetto possa crescere e svilupparsi, ci sarà bisogno di persone ambiziose, che abbiano qualcosa da raccontare, di imprenditori coraggiosi, desiderosi di investire su se stessi e sui propri sogni….

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Fatevi avanti! C’è così tanto da realizzare….

Le Marche, una Regione al plurale

E’ l’unica Regione d’Italia declinata al plurale, nel nome e nella varietà dei suoi abitanti.

La Regione di Leopardi e Federico II.

La Regione di Rossini e delle fisarmoniche.

La Regione del Tronto e dell’Esino.

La Regione dai dolci colli e dai tanti dialetti…

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Sto parlando de Le Marche: affascinante, quanto poco conosciuta.

Il suo nome deriva dal tedesco Mark: insieme di territori di frontiera, “di marca” appunto. Questo proprio ad indicare una Regione da sempre un po’ “appartata”, costituita da zone rimaste a lungo divise tra loro e solo nel tempo aggregate in un’unica unità amministrativa.

Percorrendola da Nord a Sud si passa dalla zona al confine con la Romagna, dove spiccano il Castello di Gradara ed il Palazzo Ducale di Urbino, alla riviera delle palme di San Benedetto del Tronto, passando per Ancona, il capoluogo, Macerata e Fermo, cuori pulsanti delle attività industriali di questa Regione.

Le Marche sono una Regione poco popolosa (appena un milione e mezzo di abitanti), ma estremamente varia anche dal punto di vista del territorio, passando dal mare alle dolci colline; da sempre vocata all’agricoltura ed ai prodotti di eccellenza (basti pensare alla storica sagra del tartufo di Acqualagna), dal 2003 si è deciso di certificare la qualità dei prodotti marchigiani attraverso il marchio QM: qualità garantita dalle Marche.

Questa varietà si rispecchia, ovviamente, anche a tavola e, soprattutto, nel bicchiere: 5 DOCG, 19 DOC e una IGT. Il vigneto marchigiano conta circa 24 mila ettari coltivati a vitis vinifera, per lo più distribuiti lungo la fascia orientale, prevalentemente collinare. Le più importanti zone produttive sono quelle dell’area dorica (zona del Conero, ad Ancona) e dell’area Picena (zona dell’ascolano), ottimamente esposte a sud.

Montepulciano, Sangiovese e Verdicchio sono i vitigni più importanti della Regione, che danno vita a molti dei vini qui prodotti.

In particolare il Verdicchio, nelle sue due declinazioni (Castelli di Jesi e e Matelica) ha portato in auge il nome de Le Marche nel Mondo: è questo, infatti, stando ad un recentissimo studio condotto dall’Università Politecnica delle Marche e dall’Istituto Marchigiano di tutela Vini, il miglior vino bianco d’Italia.

Fino ad ora non avevo mai parlato della mia Regione e so che ci sarebbe davvero tanto da dire…

Di certo non basta questo mio post di oggi a farlo, ma spero di avere tempo e modo di scriverne tanti altri in futuro e, soprattutto, mi auguro di aver instillato un po’ di curiosità in coloro che non hanno ancora avuto il piacere di conoscere questa Terra…

Buon Week End!!

1 settembre 2013 - portonovo dall'alto

A proposito di Analisi Sensoriale

Mangiare e Bere sono azioni che facciamo per sopravvivere, ma che, da sempre, rientrano nella dimensione umana della condivisione, tipica della nostra condizione di “animali sociali“.
Oggi vogliamo analizzare queste azioni, appartenenti alla nostra quotidianità, con un approccio più “scientifico”, tipico di chi si approccia ad un alimento o ad una bevanda per valutarne le caratteristiche intrinseche ed estrinseche e darne un giudizio che possa essere quanto più possibile oggettivo.

L’analisi organolettica, infatti, è legata alla percezione soggettiva che ognuno di noi può avere quando assaggia una determinata sostanza ed è la base dell’analisi sensoriale: il “tentativo” di rendere quanto più oggettiva possibile, la percezione sensoriale di un gruppo di assaggiatori addestrati.

Tramite gli organi di senso siamo in grado di acquisire tutta una serie di informazioni sull’ambiente che ci circonda e, quindi, su ciò che vogliamo introdurre nel nostro organismo; tali informazioni, però, devono giungere al nostro “computer centrale”, tramite il sistema nervoso.

Viene da sé che ci è possibile captare un segnale, solo nel caso in cui si disponga di un apposito recettore sensoriale (è il caso, ad esempio, di tutti quegli animali capaci di percepire gli ultrasuoni, che per noi, invece, non sono udibili) che deve essere attivo, funzionante e “ben collegato” al sistema nervoso centrale (vale a dire che non vi siano problemi neurologici).

Una volta che lo stimolo è giunto al cervello, istantaneamente viene elaborata una risposta e le informazioni acquisite si andranno in qualche modo a “salvare”, pronte per essere richiamate dalla memoria al momento del bisogno.

Essendo gli stimoli, però, nel corso della vita estremamente numerosi, diventa difficile, col passare del tempo, riuscire a “richiamare immediatamente” sempre quelli giusti, per questo a volte si tende a confondere un odore con un altro.

E’ per questo che, nell’analisi sensoriale, sono fondamentali il confronto con gli altri assaggiatori e, soprattutto, il continuo esercizio delle nostre capacità, in modo tale da amplificare e fortificare la nostra memoria!

Ecco, allora, l’importanza del bere (spesso e il giusto), sempre in (buona) compagnia!!!

Non siete d’accordo?!?!?!?

Il concetto di “Alimento”

Mi sembra doveroso, in un blog che tratta di cultura agroalimentare a 360°, cercare subito di chiarire un  concetto fondamentale: 

                                  Che cosa si intende per Alimento?

Per definizione, si definisce alimento qualsiasi sostanza che sia in grado di esercitare una o più delle seguenti funzioni:

  • fornire materiale energetico per la produzione di calore, lavoro o altre forme di energia (protidi, glucidi, lipidi);

  • fornire materiale plastico per la crescita e la riparazione dei tessuti (protidi e minerali);

  • fornire materiale ‘regolatore’, in grado di catalizzare le reazioni metaboliche (minerali e vitamine).

Tutti gli alimenti derivano dalle piante o dagli animali e, quindi, sono di origine biologica. E’ la stessa natura biologica degli alimenti, però, a determinarne una serie di trasformazioni che non solo ne modificano le caratteristiche originali, ma che arrivano a comportarne anche il deterioramento.

In tali trasformazioni non ci limitiamo ad includere solo gli interventi di tipo fisico e le reazioni chimiche e biochimiche, ma anche quelle biologiche legate all’attività dei microrganismi che si trovano nell’aria, nell’acqua e nel suolo.

L’uomo sviluppò le prime tecniche di conservazione a partire dall’esperienza diretta e dalla necessità di poter disporre di un determinato alimento per un tempo maggiore.

Oggi possiamo scegliere fra una varietà incredibile di prodotti alimentari, la cui realizzazione è possibile grazie allo sviluppo di tecnologie di trasformazione e conservazione degli alimenti che si sono evolute negli anni.

Sicuramente a livello familiare si continuano a seguire le tradizioni alimentari tramandate nel tempo o gli antichi metodi di lavorazione e di conservazione di un determinato prodotto, ma a questi si sono affiancati anche altri sistemi, come le microonde o i raggi gamma, che solo fino alla metà del XX secolo erano pura fantascienza.

Non è mia intenzione scendere troppo nei dettagli. Con questo post, però, vorrei semplicemente stimolare la riflessione su ciò che, con la nostra alimentazione, inseriamo ogni giorno all’interno del nostro organismo e che, in tal modo, diventa parte di noi:

Cos’è? Da dove proviene? Che lavoro di trasformazione lo ha portato fino a me? Che valenza nutrizionale può avere? Che cosa va ad apportare al mio corpo? E’ davvero ciò di cui ho bisogno?

La cultura agroalimentare parte necessariamente da queste considerazioni.

Sei d’accordo?

Il mio blog di cultura sul vino e sul cibo

Ciao,
mi chiamo Raffaello De Crescenzo e ho deciso di aprire questo blog semplicemente per condividere la mia passione per il vino e per il cibo di qualità, contribuendo anche a diffondere notizie interessanti per chiunque ami il mondo dell’enogastronomia e degli eventi ad essa correlati.

Ho iniziato a crearmi delle competenze nel settore Alimenti e Nutrizione nel 2002, iscrivendomi al corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agroalimentari, presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Ancona (oggi nota come Università Politecnica delle Marche).

Col passare del tempo iniziavo a rendermi sempre più conto della complessità di una qualsiasi matrice alimentare, dal punto di vista chimico-fisico, microbiologico, tecnologico e nutrizionale: la mia passione per questo settore cresceva giorno dopo giorno.

Nel 2006 conseguivo la Laurea Triennale in Scienze degli Alimenti e partivo per svolgere un Anno Accademico in Spagna, presso la Facultad de Ciencias y Tecnologias de los Alimentos, dell’Universidad de Murcia.

A differenza dell’Italia, qui le Tecnologie Alimentari erano inserite all’interno del corso di Veterinaria, con un taglio fortemente pratico, rivolto principalmente allo studio del mondo animale.

E’ in Spagna che inizio a studiare anche l’Enologia e le tecniche di vinificazione speciali, poichè qui il Tecnologo Alimentare può gestire il processo produttivo di qualsiasi matrice alimentare, vino incluso.

Scopro così la mia passione per il “Nettare di Bacco” e per il mondo dell’Analisi Sensoriale.

Rientrato in Italia sostengo tutto il percorso formativo per diventare un Assaggiatore di Olii d’oliva e, nel 2008, inizio il primo corso A.I.S. per diventare un Sommelier. Nello stesso anno conseguo la Laurea Specialistica in Scienze degli Alimenti e della Nutrizione e decido immediatamente di immatricolarmi al Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia.

Nel 2010 ottengo la patente da assaggiatore O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) ed inizio un lavoro di Tesi sul Profilo Sensoriale del Verdicchio dei Castelli di Jesi, che si concluderà nel 2011.

Dal 2009 inizio a sviluppare anche la passione per la comunicazione, la motivazione ed il marketing, intraprendendo attività commerciali varie e frequentando appositi corsi (universitari e non).

Nel 2011 vivo l’esperienza più prettamente commerciale della promozione del vino, sia lavorando come promoter all’interno della G.D.O. che occupandomi, nel settore Ho.Re.Ca., dell’organizzazione di eventi nel mondo del vino (aperitivi e cene “a tema”).

Nel 2012 mi confronto con la conduzione televisiva del programma “Viaggiando“, andato in onda su E’TV Marche e nel 2013 concludo il secondo livello del corso per diventare Sommelier e decido di aprire questo blog per coniugare la passione per il Cibo ed il Vino, con quella per la comunicazione e per il mondo degli eventi.

Resto aperto al confronto ed a possibilità di collaborazione.

                                       ALLA SALUTE!!!!