A.I.S. vs O.N.A.V. Who is the Best?

Con il post di oggi vorrei stimolare un piccolo dibattito che mi sono trovato in prima persona a dover affrontare varie volte durante questi ultimi anni, con chi non ha particolari competenze o interessi nel mondo del Vino, ovvero: “ma è meglio l’Associazione Italiana Sommelier o l’Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Vino“?

Alla luce del fatto che entrambe le Associazioni si occupano fondamentalmente di erogare corsi di formazione e di organizzare eventi e serate di degustazione/dibattito su particolari tematiche inerenti il mondo del Vino, a volte può sembrare difficile distinguere le prerogative di un assaggiatore da quelle di un sommelier, anche perchè molte persone (come il sottoscritto) sono soci di tutte e due le Associazioni e cercano di partecipare agli incontri organizzate da entrambe…

In verità, devo ammettere che, a volte, ho dovuto anche illustrare quali fossero le differenze tra un Enologo ed un Sommelier, ma in questa sede vorrei provare ad addentrarmi in una tematica più specifica, mettendo a confronto le due più importanti Associazioni italiane che gravitano attorno al mondo del Vino.

Premesso che si tratta di Associazioni, quindi di gruppi di persone che liberamente scelgono, per l’appunto, di “associarsi”, la risposta più diplomatica che verrebbe da dare è, ovviamente, un bel DIPENDE.

Da che cosa??

Dipende dalle persone: da quanto sono appassionate, da quanto sono attive e, quindi, dipende anche dal territorio, dalla cultura, dalle idee e dal proprio modo di essere.

Volendo, però, entrare maggiormente nello specifico, ritengo doveroso fare quantomeno dei rapidi accenni storici che possano permetterci di inquadrare meglio la MISSION e la VISION delle due Associazioni, per delinearne meglio il reale profilo e gli scopi effettivi.

 Cominciamo con la STORIA.

Come riportato sul sito http://www.aisitalia.it/ “L’Associazione Italiana Sommelier è stata fondata il 7 luglio 1965. Il 6 aprile 1973, con Decreto n. 539 del Presidente della Repubblica, ha ottenuto il riconoscimento giuridico dello Stato. Socio Fondatore e Membro della Worldwide Sommelier Association.”

Sul sito http://www.onav.it/, invece, leggiamo che la storia dell’ONAV inizia in quel di “Asti nel 1951 per iniziativa della Camera di Commercio di Asti e per volontà di personalità eminenti del mondo vinicolo del tempo. L’8 luglio 1981 con D.P.R. n°563 ha ottenuto il riconoscimento giuridico.”

Ok, ma gli SCOPI?

L’AIS afferma di avere come “scopo primario” quello di “qualificare la figura e la professione del sommelier, nonché di valorizzare la cultura del vino nell’ambito della ristorazione“, mentre l’ONAV si propone di perpetrare “la tradizionale funzione di assaggiare e di valutare i vini, valorizzando il loro specifico ed insostituibile impiego, anche con l’opera di sensibilizzazione presso enti, istituzioni,  perché facciano ricorso abituale alle loro competenze”. Oltre a ciò, questa associazione dichiara di avere anche altri scopi: ” istituire per i Soci corsi specialistici, a tutti i livelli, al fine di dare loro una preparazione generale che sia il più possibile unitaria, di contribuire ad una sempre maggiore e migliore affidabilità in sede di valutazione, di offrire un continuo aggiornamento sotto il profilo metodologico; di promuovere iniziative volte a fare conoscere l’importanza (rendere più attento il produttore e più consapevole il consumatore) e il piacere (favorire l’approccio corretto con il prodotto) dell’arte dell’assaggio; di gestire l’Albo Nazionale dei Soci, allo scopo di tutelare il titolo “Assaggiatore di Vino” e le sue prerogative.”

Già qui si iniziano a delineare alcuni aspetti rilevanti, legati proprio alla diversità profonda della figura del sommelier rispetto a quella dell’assaggiatore, per cui entrambi si dedichino ad una attenta e metodica valutazione quali-quantitativa del “nettare di Bacco” dal punto di vista visivo, olfattivo e gustativo, le schede utilizzate dalle due associazioni per effettuare le proprie sedute di assaggio, sono differenti, sia nella terminologia, sia nel valore attribuito ad alcuni descrittori.

Per farla breve, l’ONAV è nata come associazione di enologi ed esperti nell’ambito della produzione del Vino, che quindi sono portati ad analizzarlo con la competenza di chi sa COME si è arrivati a quella bottiglia, mentre l’AIS è l’associazione che cura il percorso che un Vino fa “dalla bottiglia in poi”, avendo come suo fulcro la figura del sommelier, professionista del settore della ristorazione, che deve essere professionale nel servizio ed in grado di suggerire abbinamenti che sappiano esaltare al meglio le peculiarità di ciò che versiamo nel nostro bicchiere.

E’ inevitabile, quindi, come già accennato ad inizio post, che la differenza sia data dall’esperienza e dalle competenze del soggetto, AIS o ONAV che sia, che si avvicina al Vino, per essere in grado di capirne pregi ed eventuali difetti “di fabbricazione”, intervenendo adeguatamente sulla comunicazione e sul servizio.

Un’ultima, doverosa, considerazione va fatta a riguardo del percorso formativo portato avanti dalle due associazioni:

– l’ONAV ha fondamentalmente un corso (da circa 300 euro) + quote associative annuali da 45 euro. In alcune zone d’Italia, da pochissimo si stanno introducendo anche un secondo ed un terzo livello, ma il primo è sufficiente per ottenere il rilascio della patente di assaggiatore, documento necessario per poter chiedere l’iscrizione all’elenco degli assaggiatori esperti di vini, della propria Regione (unitamente ad altre attestazioni legate all’effettiva attività di assaggi, sostenuta in un periodo di almeno 2 anni continuativi);

– l’AIS è strutturata, ad oggi, con 3 livelli (da circa 500 euro l’uno) + quote associative annuali da 80 euro: al completamento di questi 3 corsi, correlati da esami (pro forma i primi due livelli, impegnativo il terzo), si riceve la qualifica professionale di sommelier che, ad oggi, è un titolo utile per lavorare nella ristorazione (anche se in molti casi non sufficiente o non indispensabile); anche i sommelier possono, al superamento di tutti e tre gli esami, sostenendo anche un apposito corso da assaggiatore, richiedere l’iscrizione all’elenco degli assaggiatori esperti di vini della propria Regione.

Per la maggior parte delle sue lezioni, l’AIS si avvale di Sommelier Professionisti, mentre l’ONAV tende ad avere come relatori, principalmente enologi di professione o personale legato al mondo universitario.

Mi auguro di aver fatto un po’ chiarezza sulla questione che, a mio avviso, si risolve, per chi dovesse scegliere con quale “scuola” iniziare il proprio percorso formativo, valutando attentamente la finalità desiderata e anche la possibilità/il desiderio di scegliere un sentiero più o meno lungo, con la certezza che solo il tempo, la partecipazione agli eventi, il confronto con gli altri (e qui intendo anche le altre associazioni) e tanta esperienza, possono davvero creare cultura (…in ogni campo della vita).

Personalmente non credo che abbia senso affermare che un’associazione sia meglio dell’altra.
Ciò che conta è riuscire a diffondere il più possibile la cultura del bere bene e consapevolmente, per riuscire a stimolare sempre più produzioni di qualità, favorendo la diffusione della consapevolezza di ciò che ci fa sorridere, alzare i calici e dire tutti assieme…

                              “CIN CIN!!!”