L’Autunno e le sue bontà

Il mese di Ottobre segna, senza appelli, l’inizio dell’Autunno: in molti hanno già terminato la vendemmia, alcuni la stanno terminando, altri ancora si preparano alla raccolta delle olive.

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Cambiano i sapori ed i colori…

Salutiamo pesche, meloni ed albicocche e ci gustiamo gli ultimi fichi, dalla buccia nera o verde, teneri e “mielosi”, da assaporare anche in cucina: dopo averli sbucciati, possono esser fatti saltare in padella con una noce di burro, e sfumati con vino bianco. Questa deliziosa salsa può essere utilizzata per mantecare un risotto, assieme a della semplice e sfiziosa crescenza…

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Altra prelibatezza del periodo è costituita dai funghi: da cuocere velocemente, in padella, a fiamma viva, per mantenerli croccanti, ma non pesanti. I funghi costituiscono una buona fonte di potassio e sono particolarmente apprezzati per la loro aromaticità.

I pesci del periodo, invece, sono le orate, le sardine, il merluzzo, il tonno ed il cefalo. Tutti importanti per il loro apporto in vitamine D, B12 e gli omega 3.

Torniamo ancora sull’uva: importante per le nostre cellule e per la nostra pelle, grazie alle sue proprietà antiossidanti e perchè fonte di vitamine A, B1, B2, C e PP, oltre che per i sali minerali che contiene.

Ricca di acqua e zucchero, possiamo considerarla a tutti gli effetti un ingrediente versatile per un intero menù: dall’antipasto, sfruttandola per realizzare un gustoso spiedino con uva, prosciutto, fichi ed un quadratino di melone, al primo piatto, risotto con rucola ed uva bianca, dal secondo piatto, faraona all’uva passa, al dolce, clafoutis all’uva mista, o ancora come elemento decorativo per la frutta…

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Perchè anche l’occhio vuole la sua parte….
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Il Ganoderma Lucidum…realtà o magia?

Aloe, ginseng, guaranà, alghe, caffè verde….
Siamo veramente bombardati da prodotti che le ricerche scientifiche a turno ci propongono come “panacee”.

Tornando sul tema “integratori”, però, oggi voglio parlare di un fungo che io personalmente ho conosciuto a Marzo del 2012, ma che è utilizzato nella tradizione orientale fin da prima di Cristo.

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Il Ganoderma o Reishi è un fungo officinale impiegato nelle varie tecniche mediche tradizionali orientali. I dati sulle sue proprietà terapeutiche sono accuratamente documentati da centinaia di lavori scientifici e negli ultimi trent’anni moltissime ricerche hanno dimostrato che il Ganoderma ha proprietà:
• stimolanti
• depuranti
• cardiotoniche
• rinforzanti del sistema immunitario
• ricostituenti
• tonificanti.

L’assunzione regolare di Ganoderma, si è dimostrata utile in particolare per trattare o prevenire diverse problematiche, tra cui:

– ipertensione arteriosa,
– asma,
– artrite,
– enfisemi polmonari,
problemi alla prostata,
– reumatismi,
– insonnia,
– colesterolo,
– bronchite,
– acne,
– allergie,
– stati di panico,
– stanchezza cronica,
– stress,
– memoria,
– depressione,
– gastrite,
– ulcera duodenale,
– prevenzione tumori,
– allevia effetti chemioterapia,
– caldane,
– prevenzione trombosi,
– circolazione del sangue,
– epatite,
– psoriasi,
– ansia,
– herpes zoster,
– malattie cardiovascolari,
– infiammazioni,
– problemi articolari,
– diabete,
– alzheimer,
– stitichezza,
– trigliceridi alti,
 dolori cervicali,
– emicranie,
 intolleranze.

Reishi è il nome con cui è chiamato in giapponese il “Ganoderma Lucidum“, conosciuto anche col nome cinese “Ling Zhi“. In Oriente è definito “il fungo dell’immortalità”, grazie alle sue straordinarie proprietà terapeutiche e i benefici psico fisici che dona all’organismo. Pur esistendo da oltre 4.000 anni, in Italia è arrivato da pochi anni. Forse anche tu non avevi mai sentito parlare di questo prezioso elemento della natura, come del resto la stragrande maggioranza degli italiani. Pensa che il Ganoderma era così raro e prezioso, che potevano permetterselo soltanto gli Imperatori dell’Asia, che davano in cambio di un chilo di Ganoderma, la bellezza di un chilo di oro! La difficoltà a reperire questo fungo, ha portato alla realizzazione di appositi campi di coltivazione biologica al 100% in vari paesi, tra cui la Malesia e la Germania.

Negli ultimi anni diverse multinazionali hanno cominciato a proporre questo funghetto anche in Europa. Come spesso capita. il mondo occidentale, preso dalla frenesia di cui tutti siamo vittime, ci propone principalmente capsule e liofilizzati.

Tuttavia, cercando con cura, è possibile anche trovare qualche piccola azienda che utilizzi questo fungo legnoso, di per sè non commestibile, tal quale, semplicemente triturandolo ed inserendolo all’interno di tisane, da preparare in infusione con acqua calda.
Miscelare il Reishi ad altre piante aromatiche è molto utile anche per alleviare il suo sapore tendenzialmente amaro.

Preparare una bevanda tenendo in infusione questo fungo è quanto di preferibile per il nostro organismo, dato che, oltre ad essere la modalità tradizionalmente impiegata fin dalla sua scoperta, permette anche un miglior rilascio dei suoi principi attivi nel mezzo liquido.

Di sicuro se questo fingo era venerato come un regalo degli déi agli uomini e gli antichi lo usavano come regalo da scambiarsi tra imperatori, qualcosa di buono deve pur averlo…
Io personalmente, in questi due anni di uso piuttosto costante di bevande che lo contengano, ho potuto notare un miglioramento dell’efficienza del mio sistema immunitario, dato che non ho più neanche avuto un raffreddore.

Ad avvalorare quanto detto finora e quanto è possibile reperire facendo ricerche in internet e su testi specializzati, concludo questo post riportando anche un video di uno dei più importanti micologi italiani che parla proprio di questo fungo…

 …e cliccando qui, anche una sorpresa per tutti i lettori di CulturAgroalimentare.com!!!

Restate connessi.