Antonio Centocanti nuovo presidente IMT

ISTITUTO MARCHIGIANO DI TUTELA VINI: ANTONIO CENTOCANTI ELETTO PRESIDENTE DEL CONSORZIO

Antonio Centocanti

È Antonio Centocanti, presidente della Cantine Belisario Soc. Coop. Srl, il nuovo presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt), consorzio diretto da Alberto Mazzoni che rappresenta l’82% dell’export vinicolo delle Marche. Nato a Cerreto d’Esi, classe 1955, Centocanti che succede a Gianfranco Garofoli, è stato eletto all’unanimità dal neo consiglio di amministrazione del maxiconsorzio che conta circa 700 soci e 16 denominazioni tutelate. Ad affiancarlo, i nuovi vicepresidenti Michele Bernetti (Umani Ronchi) e Doriano Marchetti (Moncaro).

Le Marche del vino – ha detto il nuovo presidente di Imt, Centocanti – hanno raggiunto un buon livello sul fronte della notorietà e della qualità dei prodotti ormai apprezzati a livello internazionale, Verdicchio in primis. Ora occorre fare il salto di qualità. Obiettivo del prossimo triennio sarà perciò consolidare l’immagine e le posizioni conquistate dai vini marchigiani sul mercato interno ma soprattutto rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri attraverso azioni promozionali mirate e incoming sul territorio. Una direzione questa – ha concluso Centocanti – ampiamente condivisa dalla nostra base associativa”.

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)

L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini a Collisioni 2016

Dal 14 al 18 luglio assaggi cibo-vino aperti al pubblico, degustazioni guidate da Ian d’Agata e l’incontro tra Regione Marche e Regione Piemonte sul palco wine and food

Collisioni 2016

Il Verdicchio e le Marche si fanno agrirock a Collisioni (Barolo, 14-18 luglio) tra musica, degustazioni e abbinamenti cibo-vino. L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini – IMT rafforza infatti per il 2016 la sua partnership con il Festival di letteratura e musica in collina con una nutrita partecipazione al Progetto Vino di Ian D’Agata, ‘assaggi Dop & Slow Food marchigiani’ aperti al pubblico nello stand IMT in piazza Rossa e l’incontro tra Regione Marche e Regione Piemonte sul palco wine and food di Collisioni. All’evento – che quest’anno ospita tra premi Nobel, scrittori, musicisti ed esponenti del mondo dell’enogastronomia, anche Elton John, il premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič, il premio Pulitzer Richard Ford e il fondatore di Vinous, Antonio Galloni – parteciperanno 25 aziende IMT, con le denominazioni Verdicchio, Rosso Conero, Lacrima di Morro d’Alba, Colli Maceratesi Ribona e Bianchello del Metauro.

 Mazzoni

Per il direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini, Alberto Mazzoni: “Ci presentiamo quest’anno a Barolo con una collettiva più strutturata e con un’offerta eterogenea per il pubblico sull’enogastronomia regionale. Il sodalizio con Collisioni continuerà dopo il Festival con una due giorni itinerante nell’area di Jesi, che nel primo weekend di settembre ospiterà giornalisti internazionali e stakeholder del Progetto Vino ma anche alcune cantine di Barolo e del Piemonte, in un gemellaggio simbolico tra due grandi territori del vino”.

Si comincia giovedì 14 luglio con gli assaggi street food aperti al pubblico nella piazza Rossa, dove si potranno degustare fino a tarda notte i grandi prodotti della cucina marchigiana (dal Ciauscolo alla Casciotta d’Urbino, dall’Oliva ascolana del Piceno ai prodotti Presidio Slow Food) in abbinamento ai vini IMT per tutta la durata del Festival. Eccellenze che il pubblico potrà scoprire anche domenica 17 luglio (ore 12:00) sul palco wine and food del Castello di Barolo nell’incontro tra Marche e Piemonte con l’assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione Marche, Anna Casini e l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero. Protagoniste dell’evento saranno le denominazioni IMT e i prodotti Dop marchigiani accanto a Barolo, Barbera e altre denominazioni, la Nocciola Igp e i formaggi Dop piemontesi.

Due invece gli appuntamenti riservati agli esperti coinvolti dal Progetto Vino – tra critici internazionali, giornalisti, importatori e buyer – che vedranno protagonisti i vini marchigiani nei tasting guidati da Ian D’Agata. Il 17 luglio primo piano sul bianco più premiato d’Italia, il Verdicchio, in una degustazione che metterà in luce le doti che lo rendono unico tra i grandi bianchi italiani: struttura e grande personalità, ma soprattutto longevità e capacità di migliorare nel tempo. Lunedì 18 luglio sarà invece la volta delle denominazioni marchigiane, dalle più conosciute come il Rosso Conero alle emergenti Colli Maceratesi Ribona e Bianchello del Metauro.

(Intercom – Ufficio stampa IMT, Ilaria Koeppen)

Le mie amate Marche (#1 parte)

Circa due anni fa ho scritto un pezzo sulla mia Regione che poi non ho pubblicato sul mio blog, ma su altri siti.
A distanza di tempo e dopo quasi un anno trascorso in Norvegia, voglio condividerlo anche con il lettori del mio blog, rivisto e correto.

Buon Viaggio!!

Il nome “Le Marche” deriva dal tedesco Mark: insieme di territori di frontiera, “di marca”, appunto. Questo proprio ad indicare una Regione da sempre un po’ “appartata”, costituita da zone rimaste a lungo divise tra loro e solo nel tempo aggregate in un’unica unità amministrativa. Percorrendola da Nord a Sud si passa dalla zona al confine con la Romagna, dove spiccano il Castello di Gradara ed il Palazzo Ducale di Urbino, alla riviera delle palme di San Benedetto del Tronto, fino ad Ascoli Piceno, patria delle famose (quanto golose) olive all’ascolana, passando per Ancona, il capoluogo, Macerata e Fermo, cuori pulsanti delle attività manifatturiere di questa Regione.

Veduta dal monastero di Fabriano

Le Marche hanno una popolazione numericamente piuttosto esigua (appena un milione e mezzo di abitanti), ma sono estremamente varie anche dal punto di vista del territorio, passando dal mare alle dolci colline. Da sempre vocate all’agricoltura ed ai prodotti di eccellenza (basti pensare alla storica sagra del tartufo di Acqualagna), dal 2003 possono vantare anche una certificazione di qualità dei loro prodotti, attraverso il marchio QM: qualità garantita dalle Marche. Questa varietà si rispecchia, ovviamente, anche a tavola e, soprattutto, nel bicchiere: 5 DOCG, 19 DOC e una IGT. Il vigneto marchigiano conta circa 24 mila ettari coltivati a Vitis vinifera, per lo più distribuiti lungo la fascia orientale, prevalentemente collinare. Le più importanti zone produttive sono quelle dell’area dorica (zona del Conero, ad Ancona) e dell’area Picena (zona dell’ascolano), ottimamente esposte a sud.
Montepulciano, Sangiovese e Verdicchio sono i vitigni più diffusi, da cui si ottengono buona parte dei vini prodotti in questa Regione.Grappolo di Montepulciano
In particolare il Verdicchio, nelle sue due declinazioni (Castelli di Jesi e Matelica) ha portato in auge Le Marche nel Mondo: è questo, infatti, stando ad uno studio dell’Università Politecnica delle Marche e dall’Istituto Marchigiano di tutela Vini, il miglior vino bianco d’Italia.
Dal Verdicchio otteniamo due DOCG (Castelli di Jesi Verdicchio Riserva e Verdicchio di Matelica Riserva) e due DOC (Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica). L’areale di produzione è lo stesso sia per la DOC che per la DOCG: 22 comuni della provincia di Ancona e due della provincia di Macerata per il Verdicchio jesino, sei comuni della provincia di Macerata e due di quella di Ancona per il Verdicchio matelicese. Non è ammesso l’uso di uve a bacca bianca diverse dal Verdicchio, in quantità superiore al 15% ed il periodo di invecchiamento, per entrambe le DOCG, deve essere di minimo 18 mesi, di cui almeno sei in bottiglia. Dai colli pesaresi a quelli ascolani, passando per i maceratesi: Le Marche non sono solo il Verdicchio.
Tra Pesaro ed Urbino vengono realizzate due DOC: Bianchello del Metauro (da uve Biancame e Malvasia Toscana) e Colli Pesaresi (da vitigni tradizionali a bacca bianca, oltre a Trebbiano e Biancame, per la tipologia Bianca e Sangiovese per le tipologie Rosato e Rosso).
Rimanendo sempre a Nord, ma spostandoci verso Pergola, incontriamo un’altra DOC: Pergola. Le tipologie sono svariate: Rosso, Novello, Superiore, Riserva, Rosato Frizzante e Rosato, o Rosè, Spumante (vitigno Aleatico per almeno il 60%), mentre il Pergola Aleatico, Aleatico Superiore, Aleatico Riserva, Aleatico Spumante ed Aleatico Passito si ricavano sempre dal vitigno Aleatico, presente per almeno l’85%.
Ancona - il Passetto
Spostandoci verso la zona dorica, incontriamo l’area della Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d’Alba: DOC presente in versione base, Superiore e Passito. Tale vino, particolarmente profumato e dalla beva estremamente gradevole, è ottenuto dalle uve del vitigno autoctono Lacrima, unico di questa zona d’Italia. A ridosso di Ancona possiamo gustarci una DOCG e ad una DOC: se il Montepulciano incontra il Sangiovese (per non più del 15%) ecco nascere il Rosso Conero Riserva DOCG, se invece, assieme al Montepulciano vi sono altri vitigni a bacca nera (sempre non oltre il 15%) potremo avere il Rosso Conero DOC. Comune alle provincie di Ancona e Macerata, la DOC Esino: Rosso (può essere anche novello) e Bianco (anche frizzante). Per i bianchi ci deve essere un minimo del 50% di Verdicchio, mentre per i rossi i vitigni Sangiovese e Montepulciano, da soli o congiuntamente, devono costituire almeno il 60%. Possono concorrere, per le percentuali restanti, tutte le uve autorizzate e/o raccomandate nelle province di Ancona e Macerata.
Altra DOC molto importante delle Marche è quella delRosso Piceno che attraversa buona parte della Regione: è presente, infatti,nelle province di Ancona (ad esclusione della zona del Rosso Conero), Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno.vigneti del Piceno
Il Rosso Piceno si ottiene da uve Montepulciano (35-85%) e Sangiovese (15-50%), ma possono essere aggiunte, fino ad un massimo del 15%, anche tutte le uve non aromatiche, a bacca rosse, idonee alla coltivazione nella Regione Marche. Le tipologie? Rosso Piceno o Piceno, Sangiovese e Superiore.
Un discorso a parte merita il Rosso Piceno Superiore che si può produrre solo in una ristretta zona del territorio della provincia di Ascoli, comprendente appena 13 comuni; la sua immissione al consumo deve essere successiva al primo novembre dell’anno successivo alla vendemmia.
Nel prossimo post parleremo del maceratese e della IGT Marche. Restate connessi!!

Ancona Street Food: il programma

Ancona, Street Food al via: ecco il programma

viale vittoria 1

Street Food della Vittoria, ci siamo. Inizia domani la due giorni del cibo da strada con il Viale della Vittoria pronto ad accogliere i circa 100 stand, provenienti da tutta la penisola, con i prodotto della tradizione enogastronomica del Belpaese. La cerimonia di inaugurazione ufficiale si terrà alle 12 ma i banchi delle specialità “cotte e mangiate” saranno aperti a partire dalle 9 fino alle 24. Tante iniziative collaterali come il convegno dedicato alle politiche agricole adottate dall’Unione Europea, street art, musica e sport. La manifestazione è organizzata dall’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana, in collaborazione con Coldiretti Marche e Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Gli stand

Proposte culinarie di cibi da strada da tutta Italia. Dagli arancini ai cannoli siciliani, dagli arrosticini abruzzesi alle seadas e al pane carasau sardi, formaggi anche dal Piemonte, salumi dalla Toscana ma anche piatti della tradizione emiliana, veneta, trentina, lombarda, campana, molisana e pugliese. Ma anche caldarroste e proposte gluten free. L’evento ospiterà anche una nutrita sezione dedicata alle birre marchigiane: prive di conservanti, non pastorizzate, non filtrate, a bassa fermentazione, di grano ma anche di castagne o aromatizzate alla mela rosa. Oppure gelatine di birra, ottime al posto di miele e mostarde per accompagnare i formaggi. Le Marche saranno ben rappresentate dai produttori del mercato di Campagna Amica. Nello stand principale, gli chef Massimo Bomprezzi e Vittorio Serritelli prepareranno baccalà fritto, stoccafisso all’anconetana accompagnato dalla polenta e cartocci di Stoccoliva all’Anconetana, un matrimonio del gusto con Olive all’Ascolana e farcitura di stoccafisso.

Street Art

Evento nell’evento. Domani, dalle 10 fino a mezzanotte, piazza Diaz ospiterà Deeaz Scipliness Hip Hop. Si tratta di una super Jam con i migliori esponenti della scena hip hop anconetana. Una trentina di artisti, tra cuiLizhard e Stritti, tra graffiti, ballo, rap e deejaying. I writer inizieranno a creare le loro opere su pannelli adibiti ad hoc a partire dalle 10 a oltranza. Alle 16, spazio agli hip hop dancer, tra show e lezioni, si accenderanno le casse per un dj set (prevista anche la presenza di una special guest del calibro di dj Elel) che andrà avanti anche dopo le 21 quando sul palco si alterneranno i rapper per un live da non perdere.

Agrodolce in concerto

Dalle 18 alle 20 e dalle 21 alle 23, nel palco allestito di fronte allo stadio Dorico, si esibiranno gli Agrodolce. La band propone brani storici anni ’60 e ’70. Un evento gratuito che amplia l’offerta della manifestazione.

Street babies

Sempre in piazza Diaz sarà allestita un’area bimbi con laboratori, giochi, palloncini, intrattenimento, face painting, bilinguismo infantile da 0 a 10 anni, musicoterapia e approccio alla musica per bambini insieme ai genitori. Il fotografo scatterà dei preziosi momenti con i personaggi dei cartoni animati più amati. Sarà presenta anche una nursery attrezzata con zona fasciatoio, pannolini, area allattamento. Un servizio utile per le famiglie che hanno intenzione di fermarsi a mangiare tra gli stand della manifestazione.
Gli orari: sabato dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20.

Il convegno di Coldiretti

L’Europa buona, dalla politica agricola più cibo, qualità e ambiente”. È questo il tema del convegno, organizzato da Coldiretti Marche, che si terrà domani, a partire dalle 10, all’hotel Passetto, in via Thaon de Revel 1. I lavori prevedono gli interventi di Emanuele Befanucci (presidente Coldiretti Ancona), di Andrea Bordoni (Servizio Agricoltura Regione Marche) e le conclusioni di Prisco Lucio Sorbo (direttore Coldiretti Marche).

Street Food della Vittoria – spiega Bernardo Marinelli, presidente di Re Stoccosi inserisce a pieno titolo nel percorso verso l’Expo 2015 per la progettazione partecipata del Padiglione Italia ma anche nel piano di azione della Macroregione Adriatico Ionica che tra i suoi pilastri prevede anche blue economy e turismo. Senza dimenticare la promozione e la valorizzazione della cultura enogastronomica regionale e italiana intesa come modalità di preparazione dei cibi con prodotti agricoli di qualità. Vogliamo far diventare Street Food del Viale un grande appuntamento fisso e di portata nazionale per la città di Ancona”.

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