Castelfalfi…un borgo che torna alla vita

In Italia abbiamo la fortuna di poter beneficiare di tante bellezze naturalistiche ed architettoniche, che dovremmo cercare di preservare e valorizzare. Di recente ho avuto il piacere di essere invitato per un breve soggiorno in Toscana, in un borgo che, grazie ad investimenti stranieri, sta tornando a brillare di luce propria: Castelfalfi, vicino Montaione, in provincia di Firenze.

Benvenuti

Un campo da golf spettacolare, un bellissimo albergo (La Tabaccaia) ed un ottimo ristorante (Il Rosmarino), sono le attività che già sono in funzione, a cui si aggiungono le piscine (nel periodo estivo) e l’imminente apertura di un Resort 5 stelle, con ristorante annesso, all’interno dell’antico Castello (La Rocca), che può godere di una meravigliosa terrazza con vista sulle rigogliose colline sottostanti.

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Tale ristorante sarà guidato da Michele Rinaldi, chef giovane, ma già insignito della Stella Michelin nel 2011.

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Le premesse ci sono tutte perchè questo borgo torni ad essere polo di attrazione per stranieri in vacanza ed oasi di benessere per turisti provenienti da ogni parte d’Italia, anche perchè lo staff è composto da persone giovani, ma grintose, competenti e motivate.

 

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Su tutte quelle con cui ho avuto il piacere di interagire durante il mio breve soggiorno, spiccano Francesco Ferretti, Elisa Franzini ed Andrea Longo, rispettivamente Head Chef, Restaurant Manager e Pizzaiolo del Ristorante Il Rosmarino. Loro, assieme a tutto il resto dello staff, sono in questo momento tra i principali artefici della rinascita di questi luoghi, grazie ad una cucina tradizionale molto curata e genuina.

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Per di più, Castelfalfi può vantare anche oliveti e vigneti di proprietà, da cui si ottengono le materie prime, processate internamente ed autonomamente, per ottenere olio e vino (zona del Chianti!!) a marchio proprio.

Azienda

Per chiunque fosse interessato a trascorrere un soggiorno presso questa località o a valutare l’ipotesi di diventare proprietario di un appartamento all’interno di questo borgo, non posso che suggerire di visitare la pagina facebook di Castelfalfi o il sito web.

Come sempre….vi rimando alla mia pagina facebook, invece, per godervi una selezione delle più belle foto scattate in questa meravigliosa location tra le colline toscane…

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Azienda Agricola LA PIEVE (Montaione – FI)

Rimanendo sempre in Toscana, merita menzione l‘azienda agricola La Pieve, sita a Montaione (FI), tra meravigliose colline.

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Ospite del proprietario, il gentilissimo Simone Tognetti, ho avuto il piacere di provare e valutare diversi prodotti, tutti bio, realizzati a partire da attente analisi del terreno e da un’accurata selezione varietale.

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Si tratta di una realtà di circa 20 ettari, distribuiti in due zone diverse della Toscana, una a 200 e l’altra a 500 metri sul livello del mare. Per lo sviluppo dei loro prodotti, sono supportati dall’enologo Luciano Bandini.

Durante il nostro incontro, abbiamo assaggiato:

– “Le Fate Furbe“, annata 2012, 12,5 gradi di alcol. Realizzato a partire da uve Sauvignon blanc (95%) e Gewurztraminer (5%). Un vino giallo paglierino non troppo brillante e con una buona consistenza. Al naso è fine, abbastanza intenso ed interessante soprattutto per il profumo di ginestra e di bossio leggero (in pratica si avverte appena il tipico sentore di “pipì di gatto” Sauvignon).
In bocca è fresco, sapido ed equilibrato.
Ottimo in abbinamento col pesce (in particolare salmone ed acciughe) e con i risotti ai formaggi.
Mio voto: 84

– “Rosato” (produzione di solo 500 bottiglie), 13 gradi di alcol. Ottenuto esclusivamente da Pinot Nero.
Vino strutturato, con bellissimi colori che ricordano il Cerasuolo d’Abruzzo. Al naso si avverte la fragolina di bosco ed un leggerissimo aroma di muschio selvatico.
In bocca è abbastanza persistente, abbastanza complesso, poco tannico, abbastanza equilibrato e caldo al punto giusto. Presenta una bella acidità ed una discreta morbidezza.
Lo vedrei bene in abbinamento a paste al sugo.
Mio voto: 81

– “Chianti“, annata 2012, 14 gradi di alcol, ottenuto da uve Sangiovese (80%), Canaiolo, Colorino e Ciliegiolo.
Questo vino si presenta con un bel colore rosso rubino, limpido ed abbastanza consistente. Al naso è abbastanza complesso, intenso, fine e con interessanti note aromatiche erbacee e qualche richiamo di lampone.
In bocca si fa notare soprattutto per il bel tannino e la buona struttura.
Tali caratteristiche lo rendono ottimo per la cacciagione e per preparazioni a base di sughi piuttosto complessi.
Mio voto: 85

– “Chianti Fortebraccio“, annata 2010, 14,5 gradi di alcol. Questo prodotto è la “riserva” dell’azienda ed esce sul mercato dopo 12 mesi di affinamento in barrique di 2° o 3° passaggio, più un anno in bottiglia.
Questo vino si presenta con un bel rosso rubino tendente al granato. Al naso avvertiamo tutta la complessità di aromi che un vino così importante ci può regalare: liquirizia, ciliegia sotto spirito, tabacco.
In bocca si avverte un tannino pronunciato, ma non troppo aggressivo e una bella persistenza.
Gli abbinamenti migliori qui sono con gli arrosti, la trippa alla fiorentina, gli umidi.
Mio voto: 87

– “Il Gobbo nero“, annata 2010, 14,5 gradi di alcol, ottenuto esclusivamente da Syrah (clone selezionato dalla zona del Rodano). Anche questo prodotto esce sul mercato dopo 12 mesi di affinamento in barrique di 2° o 3° passaggio, più un anno in bottiglia.
Colore: rosso rubino impenetrabile. Naso: spezie (pepe su tutte), fiori rossi.
In bocca, a dispetto di quanto potevamo pensare (ed anche un po’ temere), il vino si presenta leggero, raffinato, alcolico, complesso, persistente. Un vino eccellente per chi desidera qualcosa di complesso, ma senza arrivare alla struttura ed alla tannicità importante del Chianti riserva.
Davvero una bellissima sorpresa, da gustare in abbinamento con affettati, piatti sapidi e di corpo.
Mio voto: 89

Sono rimasto veramente soddisfatto da questo incontro.

Realtà come queste meritano attenzione e rispetto, poichè sono in grado di fornire una bella immagine del nostro Paese anche all’estero.

Guarda tutte le foto di questa visita sul nostro album facebook.

Ristorante Casa Masi (Montaione – FI)

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Quando si dice che “anche l’occhio vuole la sua parte” ci si riferisce all’importanza di curare la presentazione di un piatto, oltre che la sua preparazione. Se, però, si mangia qualcosa di buono e bello, in un posto in grado di trasmettere calore ed accoglienza, ecco che una cena può trasformarsi in un momento quasi “magico”.

Varcando l’ingresso del piccolo parco all’interno del quale si trova la Trattoria Toscana Casa Masi, si ha subito l’impressione di essere entrati in una piccola oasi dell’eleganza.

Tale impressione è confermata entrando nel locale, i cui arredi sono in grado di far sentire subito accolto il consumatore, invitato ad accomodarsi dai sorrisi rassicuranti di Lorenzo e dei vari dipendenti.

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Premetto che ho partecipato ad una cena il cui menù era già stato concordato e non ho potuto, quindi, studiare dettagliatamente l’intera offerta in carta.

Ad ogni modo, abbiamo pasteggiato con unico vino, ottimo per i secondi, ma del tutto errato per i primi: IGT Maremma Toscana “Il Pacchia”, dell’azienda Tenuta Moraia. Un vino strutturato, ma non esageratamente caldo, con un bel tannino levigato.

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Molto buoni i primi: gramigna agli spinaci ai formaggi, serviti all’interno di una forma di formaggio e linguine con asparagi e pomodorini. L’unico appunto è che si sarebbero dovuti servire in ordine inverso…

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Il vero salto di qualità è con i secondi: una tagliata di manzo (ben al sangue) e la bistecca alla fiorentina fritta, il tutto accompagnato da patatine col rosmarino, cotte al forno.

Il dolce, un tortino al cioccolato semifuso, conclude degnamente quest’ottimo pasto. Il tutto per 35 euro, forse un filo troppo…

Ricapitolando, ecco i miei voti:
– Ambiente: **** 4/5
– Cura nel servizio: *** 3/5
– Qualità dei cibi: ***** 5/5
– Rapporto qualità/prezzo *** 3/5

Tutte le foto di questa cena, sono visionabili qui.