#CucinandinAllegria – Cestini di parmigiano ripieni di verdure

Recentemente ho partecipato ad una piacevolissima serata, qui a Oslo, in cui ho avuto modo di assaggiare anche un piatto tipico della tradizione norvegese (il pinnekjøtt, di cui vi parlerò molto presto). Oggi però, con questo breve post, vi voglio dare uno spunto simpatico per un antipastino davvero sfizioso: i cestini di parmigiano, ripieni di verdure.

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Il mio amico chef Francesco, infatti, mi ha spiegato di aver costruito la base del piatto (il cestino, per l’appunto) semplicemente spargendo del parmigiano su una padella antiaderente, lasciandolo sciogliere finchè non si è rappreso. A questo punto è sufficiente rimuoverlo dalla padella e versarlo in una ciotolina, avendo cura di far spargere bene il formaggio sulle pareti. Una volta raffreddato, lo si può staccare e…voilà…ecco il nostro cestino.

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In alternativa è anche possibile far squagliare il parmigiano su un foglio di carta da forno e poi modellarlo con una coppetta, come illustrato in questo bel video…

Ora non ci resta che farcirlo con un letto di rucola, sul quale adagiare le nostre verdure, precedentemente ripassate in padella con un filo d’olio extravergine d’oliva (ad esempio, alcune zucchine e melanzane a rondelle) e qualche peperone sfilato (arrostito al fonro e poi spogliato della pela e ridoto a filetti). Guarniamo il tutto con una spruzzata di glassa di aceto, in modo tale che il risultato finale sia piacevole alla vista, oltre che gradevole al gusto.

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Buon appetito!!

Grana Padano o Parmigiano Reggiano? 7 differenze

Oggi voglio condividere con voi una parte di un articolo che ho letto di recente sulla Gazzetta di Parma e che mi sembra davvero utile ed interessante: le 7 differenze tra il Grana Padano ed il Parmigiano Reggiano.

7 differenze tra parmigiano reggiano e grana padanoSi tratta di due dei più noti formaggi italiani all’estero, molto spesso confusi tra loro. Le differenze, però, non mancano. Anzi! Andiamole a vedere in dettaglio:

1) Il Parmigiano Reggiano è prodotto totalmente senza additivi: sono proibiti anche quelli di origine naturale. Il Grana Padano utilizza il lisozima (prodotto derivato dalle uova) per controllare fermentazioni anomale.

2) Nel Parmigiano Reggiano i foraggi per le bovine sono esclusivamente fieni ed erba (erba medica e prato stabile), senza l’uso di foraggi insilati o fermentati. Nel Grana Padano l’alimentazione prevede l’uso di insilati di mais.

3) Nel Parmigiano Reggiano la marchiatura si fa a 12 mesi, il prodotto raggiunge lunghe stagionature (24, 30 mesi e oltre, senza limiti) e il consumo si ha mediamente oltre i 24 mesi. Il Grana Padano viene marchiato a 9 mesi e il consumo medio è a 15 mesi. Il Grana Padano prevede una stagionatura fra 9 e 16 mesi, oltre i 16 mesi e, solo nel caso della versione “Riserva“, oltre 20 mesi.

4) I produttori di Parmigiano Reggiano hanno maggiori vincoli: raccolta del latte due volte al giorno, produzione una sola volta al giorno ed è proibita la refrigerazione del latte al di sotto dei 18 gradi. Nel Grana Padano si fa una raccolta unica al giorno con la refrigerazione del latte e la trasformazione avviene due volte al giorno.

5) Nei caseifici del Parmigiano Reggiano si utilizza esclusivamente il siero innesto naturale come starter batterico per il rafforzamento del processo microbiologico. Nel Grana Padano sono ammessi anche starter batterici selezionati in laboratorio.

6) La zona di produzione del Parmigiano Reggiano è molto più circoscritta: le province di Parma, Reggio Emilia e Modena e parte delle province di Mantova (a destra del Po) e Bologna, a sinistra del Reno. Il Grana Padano si produce in Lombardia, Veneto, Piemonte, Trentino Alto Adige e in provincia di Piacenza.

7) Il Parmigiano Reggiano è prodotto per il 20% in aree di montagna (è la più importante Dop di Montagna), mentre la produzione montana di Grana Padano equivale al 2% sul totale.

E voi? Quale dei due formaggi preferite e acquistate maggiormente?
Fatecelo sapere nei commenti qui o sulla nostra pagina Facebook.