Giovanotto Rosè – Az. Vinoli82

Pur vivendo in Norvegia da ormai oltre un anno, Paese che non produce vino e che ha una normativa molto rigida nei confronti delle bevande alcoliche, negli ultimi mesi ho avuto modo di assaggiare diversi vini ed è giunto il momento di condividere con voi i miei appunti.

Oggi vi voglio parlare di una piccola azienda di Marsala (TP), nella meravigliosa Sicilia, che ha avuto la gentilezza di inviarmi i suoi prodotti per un assaggio: Vinoli82.

I produttori sono praticamente dei miei coetanei e si dedicano alla produzione di olio e di 4 tipologie di vini. Tiratura limitatissima per le loro bottiglie: all’incirca 1000 per tipo.

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Oggi parliamo del GIOVANOTTO SPUMANTE ROSE’ EXTRA DRY, un prodotto da 11°Alc. che si presenta in una bottiglia importante, molto curata, con elementi grafici serigrafati, etichetta frontale rotonda e retroetichetta rettangolare.

Ha un prezzo al pubblico di 8,50 euro.

Le uve sono Chardonnay (per l’80%) e Pinot Nero. Il metodo di spumantizzazione impiegato è lo Charmat. L’assaggio è avvenuto il 15 agosto 2016.

All’esame visivo questo “Giovanotto” risulta brillante/cristallino, con un colore rosato, con lievi note aranciate; bollicine abbastanza fini, numerose e persistenti.

Non particolarmente intenso nè complesso al naso. In generale abbastanza fine, con leggeri profumi agrumati e di fragola.

In bocca è delicatamente abboccato, caldo, morbido, con una buona freschezza. Buono anche l’equilibrio, corpo leggero.
Abbastanza armonico e poco persistente, si potrebbe abbinare a crostacei, gamberetti, patate arrosto.

E’, in generale, un vino gradevole da aperitivo, che vedrei bene a conclusione di una bella giornata estiva al mare, di rientro a casa, assieme ad una insalata di pesce o un piatto di formaggi ed affettati…

Si consiglia di servirlo ben fresco (4 – 8°C).

Prosecco & Franciacorta…le bollicine made in Italy

If we talk about sparkly wine from Italy, everybody will think immediately to the Prosecco, but the noblest italian bubble, for sure, is the Franciacorta: the champenois method realized in the North of the Country. Recently I had an interesting tasting, when I could compare 2 authentic Prosecco and a refined Franciacorta. Three excellent examples of freshness…

In occasione delle festività pasquali, ho avuto modo di tornare in Italia per qualche giorno e finalmente sono riuscito a provare tre bottiglie che avevo da parte dalla scorsa estate, ma che, per via del mio trasferimento in Norvegia, non ero ancora riuscito ad assaggiare.

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  • Rive Della Chiesa Millesimo Extra Dry,
  • Rive Della Chiesa Asolo Prosecco Superiore DOCG,
  • Elisabetta Abrami Francciacorta DOCG Brut.

Purtroppo molto spesso capita di bere Prosecchi che, per restare su fasce di prezzo molto basse, sono corretti e gradevoli, ma del tutto incapaci di trasmettere emozioni e raccontare davvero qualcosa a chi li beve.

Non è il caso dei prodotti assaggiati in questa occasione.

IMG_20160321_153800Il “Millesimo” Vino Spumante extra dry è un blend di Glera (60%), Chardonnay (20%) e Pinto grigio (20%), provenienti da vigneti con e esposizione Nord – Sud, cresciuti su terreni rossi collinari tipici del Montello,
ad una altitudine media di 150 metri s.l.m.
Le viti hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro e la resa media/ha è pari a 150 quintali.
In cantina la fermentazione avviene in vasche d’acciaio inox ad una temperatura controllata di 14°C e dura 14 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Bollicine piuttosto fini e persistenti.
Mela leggera e pompelmo sono i prinicipali profumi rilevabili al naso. Buona la persistenza e gradevole la freschezza in bocca.

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Il Prosecco Spumante Superiore extra dry Asolo Docg, leggermente più scarico nel colore rispetto al Millesimo, è prodotto con uve Glera al 100%, provenienti da un vigneto situato ad un’altezza di metri 250 s.l.m., con esposizione Est – Ovest.
Anche in questo caso le viti, di circa 20 anni di età, hanno una densità di impianto di 2.500 ceppi per ettaro, ma la resa media/ha è pari a 100 quintali.
Altra differenza è in cantina, dovela fermentazione si svolge sempre in vasche d’acciaio inox, ma ad una temperatura controllata di 16°C e per 60 giorni.
Alcool: 11 %;
Zucchero residuo: 18 gr/l.

Ha un naso forse meno intenso, ma più complesso, regalando anche una leggera nota floreale ed un pizzico di miele.

Questi sono esempi di Prosecco vero, autentico, che meritano rispetto e nulla hanno a che spartire con certe “acque frizzanti colorate” che (con pricing generalmente inferiore ai 3 euro a bottiglia) girano per “i peggiori bar di Caracas” e non solo…

Dulcis in fundo….

IMG_20160321_162309 Franciacorta DOCG Brut di Elisabetta Abrami, prodotto con uve biologiche, 80% Chardonnay; 20 % Pinot nero.
Questo metodo classico prevede un periodo di affinamento minimo di 18 mesi sui lieviti ed almeno altri 3 mesi di post degorgement.
Alcool: 12,5 %.

Un prodotto di personalità, meravigliosa espressione del metodo classico italiano. Al naso si sentono i lieviti che conferiscono la classica nota di crosta di pane.
Bollicina estremamente fine, persistente e numerosa.
In bocca il prodotto è corposo, quasi vellutato, fine e persistente.

Una bollicina con cui festeggerei volentieri un avvenimento importante (possibilmente assieme a persone in grado di apprezzare la qualità).

Giudizio complessivo: Vini da WinElite by CulturAgroalimentare.com

(Un ringraziamento speciale ad Angelo Caputo che ha fornito le bottiglie e a Luca Giampaolini e Marco Simonetti, con cui ho avuto il piacere di condividere questa frizzante degustazione)

La mia prima settimana norvegese

Cari follower (o semplici curiosi), finalmente riesco a mettermi al pc ed a scrivervi il mio primo post da Oslo.

21 - Piazza con la tigre accanto alla Stazione centrale

E’ stata, ovviamente, una settimana piuttosto impegnativa, durante la quale ho preso confidenza con la Capitale della Norvegia, trovato una casa ed iniziato a lavorare presso il Byarkivet: l’Archivio di Stato di Oslo.

Perchè io sia finito fin qui per fare questo lavoro esula dai contenuti del blog, quindi mi limiterò a raccontarvi gli aspetti salienti di questi primi 6 giorni…

4 - In volo per Francoforte

Sono necessarie circa 4 ore (scarse) di volo per arrivare ad Oslo dall’Italia ed al suo arrivo rimarrete colpiti dall’ordine e dall’efficienza: treni ad alta velocità con frequenza elevatissima, vi permettono di raggiungere la Stazione centrale dei treni (Oslo S) in meno di 30 minuti dall’aeroporto di Gardermoen.

Da subito si ha l’impressione (almeno per chi vi si reca in questo periodo dell’anno) di trovarsi in una città ospitale e tranquilla. Temperatura gradevole, sui venti gradi.

32 -  Passeggiando per Oslo 27 - National Theatre

Oslo è una città pianeggiante, molto verde, che si gira bene anche a piedi o in bicicletta.

E’ anche una città molto ricca, con paghe orarie che si aggirano, per lavori come il cassiere di un supermercato, sui 18 euro.

Chi pensa, però, che per gli straccioni e i mendicanti qui non vi sia posto, dovrà ricredersi, mentre chi crede questa sia la città più cara del mondo, sicuramente non è in torto. A cominciare da una corsa in autobus, che costa 50 corone norvegesi: 5,50 euro.

A prima vista colpisce lo scarsissimo numero di persone sovrappeso o obese (e generalmente non sono norvegesi), a riprova del fatto che praticare sport riveste una grande importanza in questo Paese.

Tutti sono cordiali e sorridenti ed anche le persone di una certa età parlano un inglese fluente. Qualche difficoltà, invece, con gli autisti degli autobus.

74 - Per le vie del centro con Matt 72 - Per la vie del centro con Matt

In questo periodo dell’anno, il sole sorge verso le tre del mattino e tramonta attorno alle 22.30, quindi è possibile godere di giornate veramente lunghe. Di contro, l’inverno deve essere un vero inferno: gelido e con pochissime ore di luce… Non a caso, la Norvegia presenta un alto indice di suicidi.

9 - Prima Colazione all'Anker Hotel

Le attività lavorative iniziano, per la stragrande maggioranza dei casi, alle 8.00 del mattino, per terminare verso le 15.00/15.30. Per quanto riguarda il cibo, generalmente si usa fare una “colazione da campioni”, uno spuntino (che chiamano pranzo ma è più vicino ad una merendina) verso le 11.30 ed una “cena” attorno alle 17.00/17.30.

Il tempo è estremamente variabile e conviene sempre portare con se un ombrellino. Attualmente ci sono 20 gradi.

35 - Giardino botanico a Grunellorka 34 -  Passeggiando per Oslo

Quanto prima andrò a visitare il Munch Museum, anche perchè, fino al 6 settembre c’è una interessante mostra che mette a confronto l’artista norvegese con Van Gogh. Accanto a questo museo, inoltre, si trova un parco, con annesso giardino botanico, davvero meraviglioso.

73 - Per le vie del centro con Matt 89 - Pollo preso a cena con Matt

Per quanto riguarda le bevande alcoliche (e quindi anche il vino) è lo stato a detenerne il monopolio e le accise sono veramente elevatissime. Il risultato è che bisogna mettere in preventivo sempre almeno 50 euro per permettersi una bottiglia al ristorante. Attenzione: non certo uno Champagne eh!! Personalmente, ad esempio, l’altra sera in un ristorantino piuttosto economico (carino ma niente di esagerato) ho degustato un Pinot Nero neozelandese (rigorosamente con tappo a vite: di tappi in silicone o in sughero non vi è traccia) alla modestissima cifra di 65 euro…

86 - Pinot Noir neozelandese a cena con Matt - fronte 87 - Pinot Noir neozelandese a cena con Matt - retro

Un vino che oltre il sentore di ciliegia e qualche spezia, non aveva niente da offrire. Abbastanza molle in bocca e poco persistente. Eppure era uno dei prodotti più promettenti in quella carta dei vini… Sarebbe interessante riuscire a capire come fare per permettere ai nostri produttori italiani più in gamba di inserire i loro vini in questo mercato.

Se qualcuno ha qualche suggerimento, è ben accetto.

Per ora, per questa prima settimana è tutto. Chi volesse vedere altri scatti, può cliccare qui e vedere le migliori foto di questi primi sei giorni norvegesi.

A presto!!