Il Brand Marche: oltre la convinzione di “una regione al plurale”

Presentazione slow wine 2015 “Storie di vita, vigne, vini in Italia”

Relatori:
Armando Falcioni (direttore consorzio vini piceno);
Gianmario Spacca (presidente della Regione Marche);
Alberto Mazzoni (presidente Istituto Marchigiano Tutela Vini);
Francesco Quercetti (responsabile Marche Guida Slow Wine);
Fabio Giavedoni (curatore guida Slow Wine);
Maurizio Mangialardi (sindaco Senigallia).

P1000187

Nella meravigliosa cornice della Rotonda di Senigallia, per il quinto anno consecutivo, produttori, esperti ed appassionati di vino, si sono ritrovati tutti assieme per questa importante manifestazione, volta a celebrare non solo il prodotto, ma l’anima e la storia di chi è artefice di prodotti eccellenti. Una guida che non parla solo dei grandi produttori, ma che si distingue dalle altre guide poiché parla del territorio, valorizzando tutte le zone di produzione della nostra regione.

P1000217

Il Governatore Spacca ha voluto sottolineare l’importanza dei fondi europei per il recupero della Rotonda di Senigallia, che è oggi uno dei monumenti più rappresentativi de Le Marche, sottolineando come continuino ad essere attivati progetti mirati a valorizzare e sviluppare le attività viticolo-enologiche, così importanti per quello che è un aspetto fondamentale della nostra economia, trainante anche per altri settori.

E’ stata l’occasione giusta anche per ringraziare pubblicamente i produttori che creano lavoro e portano sempre più giovani a puntare sull’agricoltura.

Con questa guida si parla ovviamente di vino, ma anche delle storie che ci sono dietro a questo prodotto, i sacrifici e l’impegno di tutto un ecosistema in grado di legare la cultura, il prodotto, il turismo e la valorizzazione della vita della nostra comunità.

P1000223

E’ intervenuto poi Giavedoni, un friulano che vive a Bologna, ma molto legato alla nostra regione. “Questa è una guida che parla di più delle realtà e delle persone, piuttosto che dei vini. Oggi i giovani stanno sviluppando un certo orgoglio per questo settore, rilanciando l’azienda di famiglia e provando ad apportare tecniche innovative, rifacendosi maggiormente all’approccio dei loro nonni, piuttosto che a quello dei padri.”

Si è parlato molto dei giovani, non solo perchè stanno acquisendo maggior consapevolezza di ciò che fanno, con orgoglio, ma anche perchè bisognerebbe cercare nuove formule per far ottenere finanziamenti e fondi anche ad aziende e progetti più piccoli.

In cinque anni Slow wine è diventata la guida che ha maggior mercato in italia e viene tradotta anche in inglese, per gli USA ed in tedesco, per la Germania. Al di là del momento non facile che ormai da diversi anni l’editoria vive, questa guida gode di ottima salute ed è stata adottata da tutti i 9000 soci della FISAR come strumento didattico, a dimostrazione che “le guide non sono morte” ed ancora non sono apparsi validi strumenti che possano mandarle in pensione.
Tuttavia, la necessità di innovazione, ovviamente, sta portando a ragionare su qualcosa che in futuro possa sostituire le guide: Slow Wine Magazine. Una rivista online scritta, per ora, in italiano, inglese e tedesco. Sul numero attuale, a riprova della longevità dei nostri bianchi, che non hanno niente da invidiare ai prodotti più blasonati, come quelli francesi, c’è una interessante retrospettiva sul Verdicchio, con le annate 2004/2006 in parallelo, analizzandone l’ottima evoluzione in bottiglia.
L’idea é quella di riuscire ad andare all’estero attraverso il nostro territorio e tutto ciò che di eccellente esso ha da proporre.

Per Falcioni la strada da percorrere è quella di un ecosistema integrato, per la nostra regione, che possa permettere di superare l’idea di “Regione al plurale” che da sempre caratterizza questa zona d’Italia. Un Brand che si diversifica, puntando sui vitigni autoctoni.
Il Piceno: l’Italia che non ti aspetti. Pecorino, Passerina e Montepulciano…

P1000199

Mazzoni, con il suo intervento, ha voluto insistere sul concetto di “Brand Marche“, da condividere con forza e coraggio sul mercato nazionale ed internazionale. “Il nostro – ha detto – è un percorso iniziato nel 1986, con lungimiranza e che oggi permette a qualsiasi azienda che produce almeno 50 hl ed abbia deciso di far parte del consorzio, di attingere ai finanziamenti del P.S.R. e dell’O.C.M.”

Importante, infine, l’intervento di Quercetti che ha spiegato le ragioni per cui si è fortemente voluto portare avanti il progetto editoriale Slow Wine: “realizzare una guida che permettesse ai consumatori di capire la storia, la filosofia e il modo di lavorare delle aziende, per scegliere quei prodotti che maggiormente soddisfano i propri desideri.”
La qualità dei prodotti negli anni si sta alzando moltissimo, rendendo le scelte sempre più difficili per gli autori. Per le Marche 104 sono le aziende presenti in guida.
“La meritocrazia è il criterio basilare, che permea tutto il lavoro di stesura di questa guida. I vini vengono lasciati aperti un giorno intero e, se non hanno convinto al primo assaggio, riassaggiati il giorno dopo, a volte anche durante il pasto serale.”

La presentazione si è conclusa con l’assegnazione dei premi, avvenuta dopo l’illustrazione del significato delle varie categorie…

Per i vini:
– Grande Vino: si tratta di bottiglie eccellenti sotto il profilo organolettico;
– Vino Slow: bottiglie che oltre alla qualità organolettica, esprimono i caratteri legati al vitigno, al territorio, alla storia ed all’ambiente;
– Vino quotidiano: le migliori bottiglie nel rapporto qualità/prezzo. Su 1038 vini assaggiati, circa 700 possono stare in questa fascia di prezzo, ma solo 15 ricevono questo premio. Si tratta del vino che l’azienda produce in maggior quantità e che la maggior parte delle persone possono acquistare e mettere in tavola tutti i giorni.

Per le aziende:
– La Chiocciola: aziende che offrono la miglior espressione dei caratteri organolettici, ambientali e territoriali, in linea con la filosofia Slow Food;
– La Bottiglia: aziende che offrono ottima qualità in tutta la produzione;
– La Moneta: aziende che offrono ottimo rapporto qualità/prezzo in tutta la produzione.

P1000216

 

Assegnati i premi, si è poi lasciato spazio alle degustazioni…

Come sempre, tutte le foto di questo evento, sono presenti sulla nostra pagina facebook.

Annunci

Presentazione Regionale della guida Slow Wine 2015

PRESENTAZIONE REGIONALE
“Slow Wine 2015  – Storie di vita, vigne, vini in Italia”

1

Quinto anno di pubblicazione per la Guida Slow Wine, la cui identità è ormai ben delineata: interpretare e raccontare il mondo vinicolo italiano cercando di evidenziare con attenzione i territori, le storie delle aziende e dei viticoltori, le loro esperienze, prima ancora che concentrarsi sui vini.
Dopo la Presentazione Nazionale tenutasi a Torino il 26 Ottobre, Slow Wine 2015 approda nelle Marche.
Visto il forte radicamento territoriale che si è voluto imprimere alla Guida, anche quest’anno la presentazione avverrà in territorio regionale, illustrando il progetto alla stampa, ai soci Slow Food, ai sommelier ed al pubblico tutto, predisponendo anche la degustazione dei vini delle aziende che hanno ottenuto un riconoscimento.
In ogni Regione è stato scelto un luogo simbolo, e nel nostro caso, grazie alla collaborazione con l’Amministrazione Comunale, abbiamo scelto la ROTONDA di SENIGALLIA, un’opera architettonica affascinante ed unica, vanto della città Senigalliese e dell’intera Regione.

La Redazione di Slowine e Slow Food Marche, comunicano che la presentazione si terrà DOMENICA 23 NOVEMBRE con il seguente programma:

ORE 17.00
Inizio della Presentazione
Saluto del Sindaco Prof. Maurizio Mangialardi
Introduce Francesco Quercetti – Responsabile Slow Wine Marche

Interventi
Alberto Mazzoni – Direttore Consorzio I.M.T.
Armando Falcioni – Direttore Consorzio Vini Piceni
Fabio Giavedoni – Curatore Nazionale Slow Wine

A seguire Degustazione dei Vini delle Aziende che hanno ottenuto un riconoscimento nella Guida con servizio a cura Sommelier Fisar Deleg. Castelli di Jesi

ORE 20.30 Termine degustazioni

La prenotazione non è obbligatoria permetterà una miglior gestione dell’afflusso delle persone. Per richiedere tale prenotazione, è sufficiente inviare una mail all’indirizzo quercettifrancesco@gmail.com, specificando la qualifica di Socio – Sommelier, appartenente ad una delle varie associazioni.

COSTO D’INGRESSO & DEGUSTAZIONE + GUIDA: 20 EURO.
COSTO D’INGRESSO & DEGUSTAZIONE SENZA GUIDA PER SOCI FISAR CON TESSERA IN CORSO DI VALIDITA’: 10 EURO.

Di seguito i riconoscimenti assegnati  per le Marche:

Riconoscimenti 1

Riconoscimenti 2

Riconoscimenti 3

Street Food ad Ancona

Gli chef Bomprezzi e Serritelli protagonisti allo Street Food del Viale

bomprezzi serritelli

Saranno gli chef Massimo Bomprezzi e Vittorio Serritelli ad animare lo stand centrale di Re Stocco durante la due giorni dello Street Food del Viale. Sabato 15 e domenica 16 novembre, dalle 9 alle 24, il quartiere Adriatico di Ancona si colorerà grazie ai circa 100 stand provenienti da tutta Italia che proporranno ai visitatori i cibi da strada della tradizione italiana.
Il menu concepito da Bomprezzi e Serritelli, rinomati chef nonché docenti dell’Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, prevede baccalà fritto, stoccafisso all’anconetana accompagnato dalla polenta e cartocci di Stoccoliva all’Anconetana, un matrimonio del gusto con Olive all’Ascolana e farcitura di stoccafisso.
Tanto da trovare e da assaggiare tra gli stand dello Street Food del Viale, manifestazione organizzata dall’Ordine Cultori della Cucina di Mare “Re Stocco” e Accademia dello Stoccafisso all’Anconitana, in collaborazione con Coldiretti Marche e Istituto Marchigiano di Tutela Vini. Arancini o cannoli siciliani, arrosticini abruzzesi. Dalla Sardegna arriva la bottarga, i prosciutti e i salumi, le tipiche seadas, il pane carasau, i pecorini e le ricotte. Formaggi anche dal Piemonte, salumi dalla Toscana, prodotti tipici pugliesi, campani e trentini. Ma anche caldarroste e proposte gluten free. L’evento ospiterà anche una nutrita sezione dedicata alle birre marchigiane: prive di conservanti, non pastorizzate, non filtrate, a bassa fermentazione, di grano ma anche di castagne o aromatizzate alla mela rosa. Oppure gelatine di birra, ottime al posto di miele e mostarde per accompagnare i formaggi.
Anteprima dell’evento, la cena di gala che si terrà venerdì sera al ristorante Passetto. Durante la cena saranno premiate le aziende vincitrici dei due concorsi legati al Viale dei Sapori, l’evento che ha animato Viale della Vittoria lo scorso giugno: Terre Cortesi Moncaro e Tenuta Spinelli, ex aequo per la Selezione Vini in abbinamento allo Stoccafisso all’Anconetana, e Valter Cestini che ha primeggiato nella Selezione degli oli monovarietali da abbinare al pesce dell’Adriatico.
Una manifestazione che vuole valorizzare il nostro territorio e porre l’enogastromia a volano del turismo e dell’economia. Una due giorni con un risvolto anche sportivo visto che il Viale sarà teatro, la domenica, della prima mezza maratona “Sulle vie del Rosso Conero”, organizzata dalla Sef Stamura.

“Tartufo Vista Mare”…a Senigallia

Venerdì 19 Settembre, presso il ristorante “L’Angolino sul Mare” di Senigallia, si è tenuta un’altra spettacolare puntata di “Tartufo Vista Mare“: la risposta pratica a chi teorizza l’incompatibilità del pesce col prezioso tubero che ha reso Acqualagna famosa nel Mondo.

Assieme ad Alberto Melagrana questa volta un altro importante personaggio della ristorazione marchigiana: Vinicio Mentuccia.

5

Vinico Mentuccia, titolare del ristorante in cui si è svolta questa serata, ha aperto il suo primo ristorante nel 1990, esattamente come lo Chef Melagrana….50 anni di esperienza in due.
Vinicio è stato prima a Marotta, poi alla Terrazza Marconi ed ora è qui.
Lo chef è sua moglie Maria Leonfanti.

35

Nel mese di Giugno di quest’anno è nata l’idea dell’entourage dell’Antico Furlo di Acqualagna, di collaborare con altri chef delle Marche e della Romagna per far conoscere ai ristoratori di mare, che cucinano abitualmente pesce, la possibilità di abbinarlo col tartufo nero.
Tutte le ricerche eseguite in “Tartufo Vista Mare” possono essere riproposte con i vari tipi di tartufo nero.
Alla fine, quale sarà il migliore? La risposta, forse, arriverà solo alla fine di tutti gli appuntamenti in programma…
Negli anni Melagrana ha conosciuto importanti personaggi dello spettacolo e non, che sostenevano l’impossibilità di abbinare il tartufo nero al pesce: è nata così l’idea di questa sfida, che, fino ad ora, è riuscita a dimostrare il contrario.

Menù della serata

Vini: Azienda Santa Barbara. Realtà che più conosco e più reputo di altissimo livello.

Baccalà mantecato con crostino di pane

8

La croccantezza del crostino accompagna la palatabilitá della crema di baccalà mantecato col tartufo.
Si sposa bene con una bollicina elegante, metodo classico.

Tartarre di tonno, tapenade al tartufo di Acqualagna

17

Il sapore del pesce crudo che si scioglie in bocca, accompagnato dallo “sprint” che solo il tartufo sa dare.

Mazzancolle al vapore con panzanella di pomodoro

16

Il corpo della mazzancolla, così pieno e saporoso, in abbinamento alla panzanella, che si scioglie in bocca, lascia emergere solo in un secondo momento il tartufo, che avvolge delicatamente il tutto.

Gallinella (testola o pesce Capone) su crema di finocchio e tartufo

19

Il finocchio in crema è una trovata semplicemente geniale per permettere al tartufo di trasmettere il suo aroma a tutto il piatto. Questo “espediente” consente di apprezzare anche meglio la texture della gallinella panata e fatta al forno.

Passatelli con broccoletti, mazzancolle, tartufo di Acqualagna

22

Il tartufo grattugiato a filamenti si scioglie con la salsa e i pezzi del broccolo, veicolando la sua aromaticità senza coprire eccessivamente le mazzancolle.
Il mare che incontra la campagna ed il tartufo…

Sfogliata di orata con patate e pesto di tartufo fresco, accompagnata da spinaci ed un peperone

31

Ottima con il Verdicchio “Le vaglie”. Forse il piatto clou della serata. La crosticina dell’orata e il profumo del tartufo rendono ogni morso una scoperta di come il pesce ed il tartufo possano fondersi assieme, puntando anche sulla tendenza dolce della patata che amalgama i sapori.

Pastasfgolia croccante con crema chantilly tartufata e caramello

34

L’amaro della crosticina della pastasfgolia é stemperato dalla dolcezza della crema e reso più intrigante dalla spruzzata abbondante di tartufo che risulta morbido in bocca, oltre che in grado di arricchire il piatto di un patrimonio olfattivo ancor più complesso.

Meraviglioso trait d’union di tutti i piatti, i Vini di Stefano Antonucci dell’Azienda Santa Barbara, sui quali avrò modo di tornare con post specifici.

12 18

Come sempre tutte le foto di questo evento sulla nostra pagina Facebook.

Ad ogni incontro con lo chef Melagrana e gli altri Maestri della Ristorazione da lui coinvolti in questo geniale tour, si delizia il palato, ma, soprattutto, si arricchisce il proprio bagaglio di cultura enogastronomica, grazie all’esperienza ed alla fantasia di chi ha fatto della ristorazione un’arte in continua evoluzione.

Continuiamo ad ammirare
il “Tartufo Vista Mare”…