Cala il sipario sulla IX edizione di “Di Arte in Vino”

La nona edizione della manifestazione “Di Arte in Vino“, svoltasi a Sant’Elpidio a Mare, è andata agli archivi, registrando un buon successo di pubblico e di critica. Per due giorni si sono susseguite degustazioni ed eventi che hanno permesso a tutti “gli enogastro-curiosi” (e non solo…) di avvicinarsi al mondo del Vino, riscoprendo anche le bellezze della città del fermano.

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Quella di Sant’Elpidio a Mare è stata una tappa importante dell’appassionante viaggio del Grand Tour delle Marche di Tipicità: un viaggio ricco di esperienze autentiche che permette di immergersi nell’anima della Regione al plurale per eccellenza.

L’occasione di scoprire o riscoprire alcuni angoli suggestivi del nostro territorio, godendone delle bontà enogastronomiche e conoscendo nuove persone. Tanti, infatti, anche i sommelier presenti alla manifestazione, che hanno dato il loro contributo per la riuscita della stessa.

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Numerosi i vini che meriterebbero di essere approfonditi ed anche due birre, commercializzate da Moncaro, aromatizzate col Verdicchio e col Vino Cotto. Per finire, anche un tocco di classe: un magnifico concerto che ha visto l’esibizione della soprano Patrizia Perozzi, del tenore Maurizio Tonini, del giovane baritono Simone Baldazzi, accompagnati da Giuseppe Massimo Sabatini al pianoforte e dalla voce narrante di Paolo Santarelli.

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Assieme agli artisti, dopo il concerto, è calato il sipario sulla manifestazione con un “Brindisi d’opera“…
In attesa del prossimo anno, non mi resta che invitarvi a visionare tutte le foto della due giorni direttamente dalla nostra pagina facebook, cliccando qui.

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Tipicità…un piccolissimo assaggio di Expo nella nostra Regione

Chi non ama il caos, come me, ha sempre il problema di dover scegliere in quale giorno visitare una Fiera. Complice anche un interessantissimo evento proposto dall’AIS (di cui vi parlerò in u prossimo post), quest’anno ho scelto il Lunedì per recarmi a Tipicità, evento più frizzante ed interessante dell’anno passato.

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Come sempre stand invitanti ed un calendario di iniziative stimolanti: l’ideale per tutti coloro che amano riappropriarsi del piacere della buona cucina, unita alle proprie tradizioni.

Olive ascolane, porchetta, vini, birre….questi solo alcuni dei prodotti su cui ho potuto concentrami nella mia rapida visita.

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Quest’anno Tipicità è stata investita dal parallelismo con EXPO, potendo presentarsi anche come una sorta di prova generale per la nostra Regione in vista dell’importante evento di Milano. Ovviamente il paragone è decisamente ambizioso, ma ci può stare…

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Al di la di tante boriose e sterili chiacchiere, però, manifestazioni come queste devono servire a creare sinergie tra i produttori, per potersi proporre sul mercato come una realtà forte e coesa, in grado di affrontare il mercato mondiale.

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Per me è stata anche l’occasione per salutare qualche vecchio amico ed assaggiare dei piatti pronti davvero sfiziosi. Perché non sempre la tecnologia è un lupo cattivo e il progresso qualcosa da ripudiare a tutti i costi…

Se vi siete persi Tipicità, cari lettori, vi consiglio di segnarvelo sul calendario del 2016: luogo e periodo, ormai, sono ben definiti. Vale la pena esserci!!

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Artisti diVini – Sergio Catalini

Mai banale, chiaro, diretto e schietto. Questo è Sergio Catalini, esperto tutore di una delle più importanti tipicità delle Marche: il Vino Cotto.

Avevo avuto il piacere di conoscere questo Personaggio attraverso un suo prodotto che mi era stato fatto pervenire poche settimane fa e ora che ho potuto incontrarlo e conoscerlo di persona mi sento davvero soddisfatto.

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La sua Azienda Agricola sorge ad Ortezzano (FM) nel 1969 ed è sempre stata a tenuta familiare, con 7 ettari coltivati a frutteto e vigneti di Montepulciano, Sangiovese, Trebbiano oltre ad alcuni vigneti autoctoni. Pomodori, ciliegie, pesche, albicocche, nasci, prugne, pesche Saturno, mele e pere cotogne completano il quadro. Una parte della frutta viene lavorata per farne marmellata, l’altra sciroppata.

Solo vino cotto e mosto cotto perché “io son diverso dagli altri“. Vino cotto, dolce invecchiato che fermenta 3 anni in botte di legno e ne invecchia almeno 12. Il Vino cotto é un prodotto totalmente naturale, in cui i solfiti presenti sono solo quelli liberati dai lieviti durante il processo fermentativo. “É un medicinale: se uno lo beve tutti i giorni non si ammala mai.”

Il vino cotto non era legalmente contemplato prima del 2002, quindi prima di tale data si è tramandato “sotto banco”….

“Oggi abbiamo distrutto la materia prima, illudendoci che la chimica possa risolvere tutto. Io non faccio nemmeno chiarifiche o filtrazioni: è normale che ci sia del deposito sul fondo delle bottiglie del mio Vino Cotto. Quello buono lo fa”.

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Con la sua Azienda, Sergio è abilitato anche come fattoria didattica per tenere corsi volti ad insegnare ai ragazzi come produrre marmellate, frutta sciroppata e passate di pomodoro.

Nel 2000 è stato aperto il punto vendita, ma fino ad allora la frutta veniva venduta ai mercati e ai grossisti e le uve conferite alla cantina sociale.

Una vera specialità è la Sapa: mosto cotto. Sostituisce l’aceto balsamico per fare dolci (tra cui il “Frustingo”, dolce tipico di queste parti) e si può utilizzare per insaporire piatti vari, quali arrosti, bolliti, macedonie, ricotta, formaggi, oltre che sui fritti e per abbassare l’acidità del pomodoro per fare il Ragù di carne.

Progetti per il futuro? “Non lo so! Io faccio i progetti dalla sera alla mattina”.

Sergio ama definirsi “testardo e concentrato sull’obiettivo. Spontaneo ma deciso, da prendere a piccole dosi…”
Amante delle novità, quest’anno ha piantato la Stevia e sta facendo svolgere delle analisi sul potere antiossidante del vino cotto e sugli alcoli in esso presenti. Sembrerebbe, infatti, che il Vino cotto presenti una carica antiossidante maggiore di quella vino rosso.

Uno sguardo al passato, per non perdere mai l’autenticità delle proprie origini ed uno al futuro, per far si che tutto ciò che ci è stato tramandato non si perda.

Grazie Sergio!

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Come sempre sulla nostra pagina facebook, tutte le foto di questa bella visita.

 

Conferenza stampa per l’evento “Il Viale dei Sapori”

Sono appena rientrato dalla conferenza stampa per la seconda edizione di questa manifestazione, che quest’anno vedrà la gestione diretta da parte della Coldiretti dello stand gastronomico.

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85/86 stand per quasi 100 aziende, il 60% delle quali marchigiane. Ben 47 aziende vitivinicole provenienti da tutta la Regione per partecipare al concorso “abbinamento vino e stoccafisso”.
La promozione delle eccellenze delle Marche è l’obiettivo principale: pesce azzurro dell’Adriatico, stoccafisso e prodotti marchigiani. Tutto è in linea con la nuova programmazione del piano di sviluppo rurale volta a far conoscere maggiormente proprio il pesce azzurro di questa zona d’Italia, i prodotti tipici e quelli biologici.
Saranno serviti panini con carne di razza marchigiana sabato mattina dalle 10.00; tutti i prodotti che si consumeranno presso lo stand gastronomico sono acquistabili presso gli stand presenti per il viale e provenienti da aziende selezionate Coldiretti.
Il “sardoncino” è all’interno di un progetto di rilancio, che prevede una grande attenzione alla lavorazione per ottenere un prodotto veramente appetibile che deve essere proposto all’interno delle famiglie, per favorirne la conoscenza e la diffusione in maniera crescente.
Per questa manifestazione sono stati acquistati ben 9 quintali di sardoncini!!
Tra i tanti interventi, particolarmente interessante quello dell’amico Roberto Orciani, che ha parlato del concetto di terroir, da non limitare al terreno in cui affondano le radici della vite, ma da estendersi al clima e soprattutto alle abitudini ed alla cultura di uno specifico territorio.
All’interno di questa manifestazione sono previsti anche dei concorsi che riguardano esclusivamente prodotti della nostra regione.
Un concorso sul vino (bianchi, rosati e rossi) con degustazione coperta (l’anno scorso il primo premio fu aggiudicato al Verdicchio “Ghiffa” dell’Azienda Colognola)
Vi sarà anche un altro concorso: quello sugli oli extravergini monovarietali, provenienti da tutta la regione.
La cucina mediterranea come espressione dell’identità di un territorio, da riscoprire, valorizzare e far conoscere sempre più, fin dagli Istituti alberghieri… senza perdersi sulle nuove tendenze provenienti da altri paesi, che rischiano di far arrugginire la lama di uno dei nostri coltelli più affilati al Mondo: quello dell’agroalimentare.
Il dott. Alberto Mazzoni, presidente dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini, ha rilasciato un breve intervento, parlando dei grossi sforzi che le aziende marchigiane stanno compiendo a livello di promozione del Brand marche all’estero: importanti investimenti sono un programma nei prossimi 24 mesi, su Giappone, Stati Uniti e Cina.

L’enogastronomia salverà la nostra regione…e forse anche la nostra Italia…??

Scopriamolo insieme in questa 3 giorni tutta da gustare!!!